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Gli stoccaggi di gas in Europa si stanno esaurendo

Secondo l’analisi dei dati condotta da Reuters, se l’Europa concluderà l’inverno con le riserve piene solo al 30%, bisognerà immettere circa 60 miliardi di metri cubi di gas per riportare le scorte all’83%

La vasta rete europea degli stoccaggi di gas naturale è destinata a chiudere l’inverno al livello più basso degli ultimi anni. Eppure – come spiega l’analista energetico Ron Bousso su Reuters – i prezzi di mercato indicano un atteggiamento compiacente in netto contrasto con l’enorme sfida che gli operatori devono affrontare nel rifornire le scorte.

Il rifornimento degli stoccaggi è diventato un elemento centrale del mercato europeo del gas – e, per estensione, del mercato internazionale del GNL – da quando i flussi dei gasdotti russi sono crollati a seguito dell’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca, quasi quattro anni fa.

IL LIVELLO DEGLI STOCCAGGI DI GAS EUROPEI

Secondo la piattaforma europea di dati energetici AGSI, il 26 gennaio gli stoccaggi di gas europei sono scesi al 44% della capacità totale. Si tratta del livello più basso per questo periodo dell’anno dal 2022, quando ha raggiunto il 40%, mentre il mercato si affannava per sostituire le forniture russe, ed è ben al di sotto della media decennale del 58%.

Secondo l’analisi dei dati storici condotta da Reuters, se le tendenze attuali dovessero persistere, entro fine marzo gli stoccaggi potrebbero scendere al 30% o meno. Se l’Europa concluderà l’inverno con le riserve piene solo al 30%, bisognerà immettere circa 60 miliardi di metri cubi di gas per riportare le scorte all’83%, il livello raggiunto dalla regione lo scorso inverno.

Ad oggi, secondo Gas Infrastructure Europe (GIE), il livello di stoccaggio di gas medio dell’Unione europea è del 43,53%. In Germania il livello è del 35,14%, in Francia del 33,67%., mentre In Italia siamo al 59,26%.

IL GNL, LA SOLITA ANCORA DI SALVATAGGIO DELL’EUROPA

La buona notizia è che l’Europa dovrebbe riuscire ad incrementare i suoi già enormi acquisti di GNL. Negli ultimi anni il combustibile refrigerato ha svolto un ruolo fondamentale nel mercato europeo del gas. Lo scorso anno, infatti, le importazioni di GNL del continente sono aumentate del 30%, raggiungendo il massimo storico di oltre 175 miliardi di metri cubi.

L’UE HA DECISO LO STOP DEFINITIVO AL GAS RUSSO

Questa importanza è destinata ad aumentare in futuro, poiché l’Unione Europea ad inizio gennaio ha concordato di eliminare completamente le importazioni di gas e GNL dalla Russia tramite gasdotto entro la fine del 2027. Ciò porrà fine a cinque decenni di forte dipendenza dalla Russia.

Secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia, il divieto ridurrà le forniture russe di 33 miliardi di metri cubi tra il 2025 e il 2028, pari a circa il 12% delle importazioni totali di gas europeo dello scorso anno. Tale deficit sarà colmato principalmente dagli acquisti di GNL, che l’organismo di controllo mondiale dell’energia prevede raggiungeranno quest’anno un nuovo record di 185 miliardi di metri cubi.

Fortunatamente per l’Europa, l’AIE prevede che la produzione globale di GNL continuerà la sua robusta espansione quest’anno, con proiezioni per un aumento del 7% nel 2026, il ritmo più rapido dal 2019, principalmente attraverso nuovi terminali di esportazione negli Stati Uniti, in Canada e in Messico.

E questa tendenza dovrebbe continuare nei prossimi anni, con una nuova capacità, proveniente principalmente dal Nord America e dal Qatar, che dovrebbe raggiungere circa 300 miliardi di metri cubi all’anno tra il 2025 e il 2030. Si tratta di un balzo del 50% rispetto ai livelli attuali.

IL PREZZO DEL GAS

Per quanto riguarda il prezzo, oggi la quotazione al TTF olandese è di 39,70 euro al megawattora dopo che, nei giorni scorsi, era stata superata la soglia dei 40 €/MWh.

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