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ETS

Ue pronta al dietrofront sull’Ets. Ecco come cambierà

L’Unione Europea prepara una revisione del sistema ETS per alleggerire la pressione su migliaia di aziende. Ecco come cambia

L’Unione Europea spinge per allentare le restrizioni sulle emissioni per migliaia di aziende. La prossima settimana, i leader europei discuteranno in Belgio la revisione del sistema Ets. L’obiettivo è proteggere un’economia che arranca sotto il peso dei costi energetici e della concorrenza globale.

UE PRONTA A RIVEDERE ETS

Il sistema di scambio delle quote di emissione (ETS), il pilastro su cui poggia la strategia climatica dell’UE, sta per essere ridisegnato. Nonostante l’accordo di dicembre per ridurre le emissioni del 90% entro il 2040, i leader europei hanno inviato un segnale inequivocabile: l’industria ha bisogno di ossigeno.

LE NOVITÀ SUGLI ETS

La Commissione presenterà i dettagli della riforma nel terzo trimestre dell’anno. Tra le misure sul tavolo ci sono il rallentamento del LRF (Linear Reduction Factor), quote gratuite e l’uso del buffer di riserva. L’Ue potrebbe rivedere il ritmo annuale di taglio dei permessi per evitare strozzature dell’offerta.

Inoltre, a Bruxelles si discute se congelare i benchmark di efficienza per dare più tempo ai settori chimico e siderurgico di adeguarsi. Infine, i leader europei potrebbero decidere di utilizzare i circa 370 milioni di permessi gratuiti attualmente accantonati per finanziare investimenti a basse emissioni.

PERCHÉ L’UE FA RETROMARCIA

Le ragioni di questa inversione di rotta sono diverse. La prima è l’intensificarsi della sfida competitiva con Cina e Stati Uniti. Una gara che l’Europa sta perdendo, anche a causa dei costi energetici.di questo passo, secondo diversi analisti, l’industria Ue rischia la deindustrializzazione.

La seconda ragione del dietrofront sul sistema Ets è l’aumento delle spese per sicurezza e difesa. L’invasione russa dell’Ucraina e le richieste degli Usa hanno spostato i budget e le priorità verso la spesa militare.

IL NODO DEL COSTO DELLA CO2

Il timore principale riguarda l’impennata dei prezzi dei permessi d’emissione. Se oggi la CO2 si scambia intorno agli 82 euro per tonnellata, alcuni analisti prevedono picchi fino a 400 euro entro il 2040 se il sistema non venisse corretto.

Jos Delbeke, uno degli architetti storici dell’ETS e oggi professore all’Istituto Universitario Europeo, ha lanciato l’allarme dalle colonne di Bloomberg: “Il mercato deve far parte di una politica industriale ben progettata che eviti prezzi proibitivi. Con la riduzione delle quote, il rischio di shock sui prezzi aumenta”.

UE DIVISA SUGLI ETS

Il dibattito sulla revisione del sistema Ets si preannuncia infuocato. Se da un lato l’eurodeputato tedesco Peter Liese (PPE) definisce “irresponsabili” gli attacchi frontali all’ETS, dall’altro paesi come Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia spingono per misure drastiche.

“Se non cambiamo nulla prima del 2030, alcune industrie coperte dall’ETS potrebbero non vedere l’alba di quel decennio”, ha dichiarato senza mezzi termini Krzysztof Bolesta, viceministro del clima polacco.

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