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Rinnovabili Direttiva RED III Luiss

Cosa comporta l’attuazione della Direttiva RED III per l’industria italiana

Alla tavola Rotonda “L’attuazione delle Direttiva RED III”, alla Luiss School of Law di Roma, si è discusso degli impatti del recepimento della normativa europea per la promozione dell’energia da fonti rinnovabili

Il 4 febbraio 2026 è entrato in vigore il decreto legislativo 9 gennaio 2026, n. 5 recante “Attuazione della direttiva (UE) 2023/2413 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 ottobre 2023, per quanto riguarda la promozione dell’energia da fonti rinnovabili”, la cosiddetta “Direttiva RED III”.

Il provvedimento, parte del pacchetto “Fit for 55”, innalza l’obiettivo vincolante di energia rinnovabile nell’Unione europea ad almeno il 42,5% del consumo finale lordo entro il 2030. In Italia, il D.Lgs. 5/2026 recepisce la norma, accelerando le autorizzazioni, potenziando le FER in edilizia e fissando target per industria e trasporti.

Di questo si è discusso alla tavola Rotonda “L’attuazione delle Direttiva RED III”, svoltasi oggi pomeriggio a Roma, all’Università LUISS, nell’ambito del Master di Diritto Ambientale Italiano ed Europeo della Luiss School of Law.

IL RUOLO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE  

Il Capo Dipartimento Energia del MASE, Federico Boschi, ha focalizzato l’attenzione sul ruolo delle amministrazioni e, nella fattispecie, della pubblica amministrazione: “per lo sviluppo delle rinnovabili – ha spiegato – credo sia necessario un modello intermedio, in cui la pubblica amministrazione svolge in anticipo tutte le attività che sono di sua competenza: quindi non individuare l’area in cui deve realizzare l’impianto e metterla a gara, ma realizzare le aree di accelerazione, che secondo me sono l’elemento più importante dal punto di vista delle rinnovabili elettriche che troviamo disciplinato nell’ambito della RED III”.

Per decarbonizzare in modo efficiente, l’Italia “ha bisogno di ridurre i costi e i tempi amministrativi per realizzare le rinnovabili”.

UN EQUILIBRIO TRA STRATEGIA, GOVERNO DEL SISTEMA E FORZE DI MERCATO

L’importanza della Direttiva RED III, ha proseguito Boschi, “sta nel riformare il sistema delle garanzie di origine, rendendolo più coerente anche rispetto ai nuovi vettori energetici. Si spera, attraverso un processo che riesca a dare un giusto equilibrio tra strategia, governo del sistema e spazio delle forze di mercato”.

AUTONOMIA STRATEGICA, COMPETITIVITÀ E UTILIZZO RISPETTOSO DELLE RISORSE

Al di là delle percentuali, “è importante la gestione del mix”, ha affermato Giorgio Bonesch, Direttore Generale di Elettricità Futura. Innanzitutto, ha spiegato, “è complesso, perché nel mix si incrociano diverse fonti e si devono trovare gli equilibri di tante priorità e di tante complessità”.

Questi equilibri “devono indirizzare tre obiettivi strategici: da un lato l’autonomia strategica, dall’altro la competitività e infine l’utilizzo rispettoso delle risorse”.

Secondo Bonesch, “dovremmo guardare anche alle novità tecnologiche per trasformare la dipendenza dalle importazioni di combustibili in dipendenza dalle tecnologie. Questo coinvolge anche l’importanza di investire nella ricerca e sviluppo, oltre che nella produzione delle tecnologie”.

SQUERI: CONFERMARE LA TRANSIZIONE PUNTANDO SU TUTTE LE FONTI

Per Luca Squeri, componente della Commissione Attività Produttive della Camera, “in Europa c’è stata una politica che ha portato a vincolare gli operatori a fare una corsa alle rinnovabili, senza che fossero in grado di sostenerla”.

È quindi di fondamentale importanza “confermare la transizione energetica, sapendo che non c’è una fonte che risolva il problema: tutte le fonti devono contribuire a risolvere il mix energetico, incluse le bioenergie e i biocarburanti, che dobbiamo assolutamente valorizzare”. Tutto questo con l’aggiunta del nucleare, “che è assolutamente necessario, e non alternativo alle energie rinnovabili, ma complementare“.

GLI OBBLIGHI EUROPEI SULLE EMISSIONI  

Con il recepimento della Direttiva RED III, “siamo arrivati ad un giusto e coerente punto di equilibrio”, ha affermato Silvia Migliorini, direttore Federchimica Assogasliquidi, che ha aggiunto: “sul GPL noi avevamo chiesto che, vista la novità dell’entrata in vigore della Red III, ci fosse una flessibilità nelle tempistiche di attuazione: questo è stato fatto, perché per il primo anno di entrata in vigore del nuovo obbligo, quindi nel 2026, l’obbligo sarà zero, mentre nel 2027 ci sarà flessibilità, con un obbligo che sarà pari al 50% di quello che sarà stabilito per gli altri prodotti del nuovo decreto attuativo”.

L’IMPATTO DELLA DIRETTIVA RED III SUL SETTORE AUTOMOTIVE

Le norme previste dalla Direttiva RED III impattano anche sul settore automotive, come ha spiegato il presidente di  UNEM, Gianni Murano. “L’inconsistenza della normativa europea fa sì che da un lato spinge verso la RED III e, dall’altro, si propone una normativa automotive che di fatto vieta o preclude i biocarburanti”.

Secondo Murano, “la normativa del settore automotive – che non riguarda solo chiaramente i veicoli light, ma anche il trasporto pesante – di fatto mette dei limiti alle emissioni sia nella proposta in vigore, sia in quella del 16 dicembre della Commissione europea, cioè limitare la produzione di emissioni al 90%, e non più al 100%, e lasciare un 3% di opportunità ai biocarburanti e ciò, di fatto, dà il via a un solo vettore consentito per la decarbonizzazione, cioè quello elettrico”.

I lanci completi dell’evento sono visionabili nella sezione “Agenzia di Stampa” del sito https://energiaoltre.it/login-abbonati/

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