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Germania gas

La Germania invia gas all’Ucraina: un’operazione di solidarietà nel gelo della guerra

Il GNL americano arriva dal contestato terminal di Rügen e viaggia sulla rete del Nord Stream. Intanto, si placano gli allarmi sulle scorte tedesche.

Se Ungheria e Slovacchia iscrivono Volodymyr Zelensky nella lista dei nemici di Stato e respingono le nuove sanzioni europee contro la Russia sostenendo che l’Ucraina ha interrotto tutte le forniture di petrolio attraverso l’oleodotto Druschba, a sostegno di Kiev arriva l’aiuto tedesco.

All’Ucraina ridotta al freddo dai bombardamenti di Mosca sulle infrastrutture energetiche, Berlino offre il suo gas liquefatto lavorato in uno dei nuovi rigassificatori realizzati in fretta e furia all’indomani del blocco dei rifornimenti dalla Russia. Lo fa, per di più, in un periodo in cui in Germania non si attenua l’allarme mediatico – che gli esperti giudicano ingiustificato – sui bassi livelli delle riserve di gas. È vero che i livelli di gas nei siti di stoccaggio sono ai minimi storici, ma gli analisti del mercato energetico sottolineano come, anche grazie all’impiego dei rigassificatori, il livello delle riserve ha perso il significato di un tempo.

SVOLTA ENERGETICA DA RÜGEN

Il terminal Gnl interessato dall’azione di soccorso è quello di Rügen, l’ultimo dei rigassificatori entrato in funzione, posizionato di fronte al porto di Mukran, nel Baltico. È stato uno degli impianti più controversi tra quelli costruiti in Germania dopo l’invasione russa dell’Ucraina, oggetto di proteste da parte dei residenti e delle associazioni ambientaliste, preoccupati per l’impatto sul turismo e sugli ecosistemi marini dell’isola.

Ora, però, l’infrastruttura assume un valore strategico che va oltre il dibattito locale. Come riportato dalla Bild, la compagnia energetica ucraina Naftogaz ha infatti concluso un accordo per assicurarsi forniture di gas naturale liquefatto proveniente dagli Stati Uniti, che approderà proprio a Rügen. Il combustibile viene acquistato sul mercato americano, trasportato via nave fino al Baltico e commercializzato in Germania da TotalEnergies Deutschland, per poi essere immesso nel sistema europeo.

In un inverno definito il più duro dall’inizio della guerra, segnato da ripetuti attacchi missilistici e con droni contro centrali e reti elettriche ucraine, il nuovo corridoio energetico rappresenta un canale di approvvigionamento aggiuntivo. “Siamo particolarmente orgogliosi di contribuire alla sicurezza energetica dell’Ucraina come unico terminal Gnl privato finanziato e gestito in Germania”, ha dichiarato alla Bild l’amministratore delegato di Deutsche ReGas, Ingo Wagner, sottolineando la valenza strategica del sito per i mercati dell’Europa centrale e orientale.

DAL NORD STREAM A KIEV

L’aspetto più significativo dell’operazione riguarda tuttavia il percorso del gas una volta rigassificato. Dopo la trasformazione dallo stato liquido a quello gassoso, il combustibile viene convogliato attraverso la rete di condotte fino a Lubmin, snodo energetico del Meclemburgo-Pomerania Anteriore. È lo stesso punto in cui, dal 2011 al 2022, arrivava in Germania il gas russo tramite il Nord Stream. In altre parole, una parte dell’infrastruttura collegata al sistema Nord Stream viene oggi riutilizzata per alimentare l’Ucraina.

Da Lubmin il flusso prosegue verso est, attraversa la Polonia e raggiunge il territorio ucraino, dove viene messo a disposizione di Naftogaz per coprire il fabbisogno nazionale. Un’inversione simbolica e materiale dei flussi energetici: le tubature che per anni hanno trasportato gas russo verso l’Europa occidentale diventano ora un vettore di sostegno a Kiev.

IN GERMANIA IMPORTAZIONI IN AUMENTO E ALLARMI RIDIMENSIONATI

Il rafforzamento delle consegne di Gnl si inserisce in un quadro di crescita marcata delle importazioni tedesche. Attualmente gli arrivi giornalieri di gas liquefatto si attestano in media intorno a 224 gigawattora, contro i circa 79,7 gigawattora al giorno registrati l’anno precedente. Un incremento che sfiora il triplo e che compensa in parte il progressivo svuotamento degli stoccaggi tradizionali.

Nonostante i livelli delle riserve siano storicamente bassi, l’Agenzia federale delle reti e il ministero dell’Economia ritengono che non vi siano rischi immediati per la sicurezza degli approvvigionamenti. Tra terminali Gnl e gasdotti ancora operativi, continuerebbe infatti ad affluire in Germania una quantità sufficiente di gas. In più, il grande freddo che ha segnato questo inverno tedesco particolarmente rigido è passato e, almeno nelle previsioni a due settimane, i meteorologi non scorgono indizi che possa tornare. Insomma, dal punto di vista delle temperature il peggio sembra essere passato e i consumi di gas dovrebbero tornare nella norma.

Così, il sostegno a Kiev attraverso il terminale di Rügen non viene letto come un fattore di vulnerabilità aggiuntiva, ma come la dimostrazione della flessibilità acquisita dal sistema energetico tedesco dopo la rottura con Mosca. Una flessibilità che oggi consente di trasformare un’infrastruttura nata per ricevere gas russo in un corridoio di solidarietà verso l’Ucraina.

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