“Si tratta di una manovra di pulizia delle piccole irregolarità del patrimonio edilizio italiano che va nella linea già tracciata in questi anni con il decreto Salva casa. Nei decreti delegati (…) bisognerà «semplificare e razionalizzare i procedimenti amministrativi finalizzati al rilascio o alla formazione dei titoli in sanatoria» e andranno individuate procedure semplificate «per la regolarizzazione degli abusi realizzati prima dell’entrata in vigore della legge 6 agosto 1967, n. 765». Cioè, il primo settembre del 1967”, continua Il Sole 24 Ore.
“Resta in piedi la norma sui condoni. I decreti delegati dovranno individuare «termini e modalità di definizione delle procedure amministrative relative all’esame e alla definizione delle istanze di condono edilizio» delle tre finestre del 1985, del 1994 e del 2003. Le pratiche presentate ma non concluse (migliaia in tutta Italia) dovranno essere completate entro una data certa, adottando i «relativi provvedimenti da parte delle competenti amministrazioni». (…)
Per ovviare a queste perplessità, nel testo finale vengono pesantemente riscritte le disposizioni finanziarie. Il principio è che la delega sarà attuata «senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica». A questo proposito, i decreti delegati dovranno essere corredati di una relazione tecnica che dia conto di eventuali maggiori oneri, collegati alle relative coperture. Qualora queste coperture non ci siano (…) si dovrà procedere «mediante l’utilizzo dell’accantonamento di competenza del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti dei fondi speciali» della legge di Bilancio”. (Energia Oltre – vnt)

