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NICOLA MONTI AD EDISON

Gnl Qatar, Monti (Edison): “Navi in arrivo a marzo ma il nodo è Hormuz. Altre vie possibili”

Il gas sulla Borsa europea di riferimento ieri è sceso dell’8,3% a 49,7 euro al megawattora. Ma la situazione in Medio Oriente resta tesa. Secondo Nicola Monti ceo di Edison e importatore di gnl qatarino il nodo è lo stretto di Hormuz: “5 navi già in viaggio”. Doha per il momento in via cautelativa ha deciso del blocco della produzione. Monti: “Stiamo valutando soluzioni alternative”

Il Qatar è il secondo fornitore di Gnl nel mondo e anche secondo fornitore dell’Italia, con il 33% del totale nel 2025. Doha ha annunciato lunedì scorso di aver sospeso la produzione dopo un attacco di Teheran con droni ai suoi siti operativi a Ras Laffan, dove esiste il più grande impianto al mondo. Edison nello specifico, ha un contratto di lungo termine dal 2009 che scade nel 2034 per l’importazione del Gnl qatarino, dal valore di 6,4 miliardi di metri cubi di gas all’anno: il 12% dei consumi nazionali. Nicola Monti, ceo del gruppo che ha sede in Foro Bonaparte a Milano, spiega le informazioni che hanno a disposizione in un’intervista al Corriere della Sera: “Non siamo a conoscenza di danni all’infrastruttura. Piuttosto riteniamo che sia un tema di partenza delle navi metaniere per problemi di sicurezza”.

IL BLOCCO DELLA PRODUZIONE

Per il momento in via cautelativa, a causa del pericolo nello Stretto di Hormuz da dove le metaniere devono uscire, si è deciso del blocco della produzione. «Ma questo non significa che nelle prossime settimane di fine inverno il gas non arriverà» assicura Monti sulle pagine del Corsera. “Per ragioni di sicurezza le navi di Qatar Energy da circa due anni a questa parte non passano più dal Canale di Suez, ma fanno il giro lungo al largo del Capo di Buona Speranza”. Il ceo di Edison assicura che al momento cinque navi sono già in viaggio e sono dirette al rigassificatore di Rovigo. Il loro arrivo è previsto a marzo. Si tratta di carichi che valgono circa 600 milioni di metri cubi.

STOCCAGGIO DI GAS

Ancora è presto per dire se mancheranno dei quantitativi di gas quest’anno: «Lo sapremo nei prossimi giorni se le navi non potranno partire. Ma questo non vuol dire che mancheranno dei volumi. Possibili azioni di mitigazione possono essere intraprese sia da parte del nostro partner, se ci sono le condizioni, sia da Edison. Qualora il blocco persista potremmo ricorrere alla flessibilità del nostro portafoglio o studiare opzioni alternative», sostiene Monti. Tra le opzioni c’è quella di comprare gas sul mercato spot, con i carichi alternativi che potrebbero arrivare dagli Stati Uniti o dalle coste dell’Africa. «Con gli Usa abbiamo già un contratto di fornitura e trasportiamo il Gnl con navi nostre» chiosa Monti.

 

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