I Ministri Tajani e Crosetto riferiscono in Aula: prezzi di petrolio e gas in rialzo e rotte commerciali sotto attacco. L’Italia rafforza le missioni navali e attiva il monitoraggio sulle materie prime per tutelare famiglie e imprese.
Il cuore dell’approvvigionamento energetico mondiale è sotto assedio e l’Italia si prepara a gestire una fase di estrema instabilità economica. Nelle comunicazioni rese oggi al Parlamento, il Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani e il Ministro della Difesa Guido Crosetto hanno delineato un quadro allarmante per la sicurezza delle rotte marittime nel Golfo, evidenziando come l’offensiva dell’Iran contro infrastrutture strategiche stia già provocando rialzi significativi nelle quotazioni di petrolio e gas.
Secondo quanto riferito dai rappresentanti dell’Esecutivo alla Camera dei Deputati la minaccia di un blocco prolungato dello Stretto di Hormuz — attraverso il quale transita il 20% del petrolio globale — rappresenta oggi un rischio esistenziale per il tessuto produttivo nazionale e la stabilità dei prezzi al consumo.
HORMUZ E IL RISCHIO DI PARALISI ENERGETICA GLOBALE
Il Governo italiano segue con estrema preoccupazione l’evolversi della situazione nello Stretto di Hormuz, punto di passaggio nevralgico dove ogni giorno scorrono tra i 17 e i 20 milioni di barili di petrolio. Il Ministro Tajani ha sottolineato come la crisi stia già incidendo pesantemente sui mercati finanziari: “Preoccupa il blocco dello Stretto di Hormuz, punto di passaggio vitale per gli approvvigionamenti energetici globali. I prezzi del petrolio e del gas hanno già fatto registrare rialzi significativi, i premi assicurativi sulle rotte marittime sono aumentati”.
Tajani ha inoltre denunciato la comparsa di aumenti dei prezzi al consumo talvolta ingiustificati, segnalando che la tensione si sta spostando anche sul costo di cereali e grano, con il rischio di innescare nuove crisi sociali nel Mediterraneo allargato. L’attacco di stamane a una petroliera americana ha ulteriormente esacerbato questo scenario.
LA STRATEGIA IRANIANA CONTRO LE INFRASTRUTTURE
Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha fornito dati tecnici sulla dimensione dell’offensiva iraniana, evidenziando una strategia volta a colpire nazioni che non partecipano direttamente al conflitto per generare il caos economico. In particolare, negli Emirati sono stati rilevati 186 missili balistici e 812 droni, mentre il Qatar ha registrato 101 missili e 39 droni.
“L’Iran sta colpendo le Nazioni vicine, dimostrando di avere una strategia che è quella di creare il caos e creare le complessità economiche”, ha spiegato Crosetto. La vulnerabilità del sistema energetico regionale è stata confermata da un diffuso blackout che nella serata di ieri ha interessato l’intera rete elettrica dell’Iraq, mentre stamane gli attacchi hanno coinvolto anche l’Azerbaigian, snodo fondamentale per le forniture di gas verso l’Europa.
PROTEZIONE DEL COMMERCIO E SICUREZZA NAZIONALE
Per l’Italia, la stabilità del Golfo e del Mar Rosso è un interesse strategico primario, dato che circa il 40% del commercio marittimo nazionale transita attraverso il canale di Suez. Il Ministro Tajani ha confermato che l’Italia resterà in prima linea nelle missioni navali europee Aspides e Atalanta per difendere la libertà di navigazione. Parallelamente, a Palazzo Chigi si è tenuto un vertice presieduto dalla premier Giorgia Meloni per analizzare le “possibili azioni di mitigazione che il Governo potrebbe adottare nel breve e medio periodo” sul fronte della sicurezza energetica. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in collaborazione con ICE, SACE e SIMEST, sta inoltre finalizzando un pacchetto di misure per sostenere le aziende esportatrici colpite dalla crisi.


