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Meloni

Stop all’ETS per termoelettrico e servizio liquidità gas. Il piano di Meloni per bollette e Medio Oriente

Meloni illustra in Senato la strategia per blindare l’economia italiana. Ecco cosa ha detto su Ets, gas, accise mobili e speculazione sui prezzi

Stop momentaneo all’Ets per il termoelettrico, esclusione degli speculatori dal mercato dei crediti di carbonio e introduzione del servizio di liquidità gas. È la strategia che il Governo presenterà al prossimo Consiglio Europeo per contrastare gli effetti della crisi in Medio Oriente sui prezzi energetici ed aggiornare il Green Deal per evitare la desertificazione industriale dell’Europa. Ecco cosa ha detto la premier Giorgia Meloni nel corso della seduta odierna in Senato.

L’ASSE MELONI-MERZ E LA GUERRA AGLI ETS

La strategia del Governo si muove su un doppio binario: una “sorveglianza speciale” sui prezzi interni e una battaglia politica in Europa per abbattere i costi fissi delle bollette. È proprio a Bruxelles che il presidente del Consiglio dei ministri gioca la partita più ambiziosa. Nel corso del suo intervento la premier ha confermato che la sponda con il Cancelliere tedesco Friedrich Merz ha consolidato una visione comune basata su semplificazione, mercato unico e rilancio dell’automotive.
I due leader puntano a portare al prossimo Consiglio Europeo una proposta che scuota le fondamenta della transizione ecologica così come l’abbiamo conosciuta. Il sistema Ets è il bersaglio principale di Giorgia Meloni, accusato di gonfiare artificialmente il prezzo dell’elettricità fino a $30 \MWh.

“Gli ETS finiscono per aumentare anche il prezzo delle rinnovabili. Chiediamo all’UE di sospendere urgentemente la loro applicazione dalla produzione termoelettrica,” ha spiegato Meloni, sottolineando come l’attuale meccanismo colpisca indistintamente chi inquina e chi produce, favorendo solo la speculazione finanziaria.

LA NOVITA’ SUL GAS

Giorgia Meloni ha anticipato una nuova proposta che presenterà al prossimo Consiglio Ue: un servizio di liquidità di gas in cui, in caso di emergenza, fornitori selezionati si impegnano a immettere gas nel mercato nazionale a prezzi prestabiliti.

“Nel prossimo Consiglio Ue chiederemo un servizio di liquidità di gas a disposizione del gestore del sistema di trasmissione nazionale, sulla base di procedure competitive definite che consentano di individuare fornitori disposti a immettere gas sul mercato nazionale a prezzi prestabiliti in caso di necessità

MELONI: ACCISE MOBILI IN STAND-BY

Le “accise mobili” saranno attivate solo se i prezzi aumentano in modo stabile. La premier ha confermato che l’attivazione della misura che permetterebbe di usare il “tesoretto” dell’extra-IVA generato dai rincari per tagliare immediatamente le tasse alla pompa dipende dall’andamento dei prezzi dei carburanti di questi giorni. Un’esplosione improvvisa delle quotazioni rischierebbe, infatti, di creare un buco nelle casse statali senza ottenere benefici sensibili per i prezzi alla pompa.

IL CONTRASTO ALLA SPECULAZIONE

Il contrasto alla speculazione sui prezzi è una delle priorità di Meloni. Il Presidente del Consiglio ha confermato l’attivazione di una task force dedicata da parte di Arera e il pieno coinvolgimento di “Mister Prezzi” per stroncare sul nascere eventuali sciacallaggi.

“Consiglio prudenza a chi vuole arricchirsi sulla crisi”, ha scandito Meloni con fermezza, “se necessario recupereremo i proventi con una maggiore tassazione per le aziende responsabili”, ha detto la premier.

IL CASO OLEODOTTO DRUZHBA

La questione sollevata dall’Ungheria e dalla Slovacchia sulle forniture petrolifere dell’oleodotto Druzhba “richiede una soluzione politica”, secondo Meloni.
“Non consideriamo praticabile aggirare il principio dell’unanimità richiesto per le modifiche al bilancio UE. Lavoreremo nei prossimi giorni affinché l’unità del campo non venga scalfita da dispute bilaterali, perché un’Europa divisa è l’unico vero regalo che potremmo fare a Mosca”, ha aggiunto la premier.

MELONI: BASTA SABOTAGGI

Meloni non ha risparmiato critiche ai blocchi interni, puntando il dito contro la burocrazia e le “opposizioni ideologiche” che frenano la competitività italiana. La strada tracciata guarda avanti: diversificazione degli approvvigionamenti, spinta sulle rinnovabili e un ritorno pragmatico al nucleare.

“Non possiamo più permetterci di auto-sabotare la nostra competitività,” ha concluso la Premier. La palla passa ora a Bruxelles.

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