I leader del settore avvertono: prezzi strutturalmente più alti a causa di Ets e crisi nel Golfo. Pichetto Fratin: “Se Hormuz resta chiuso, la pressione mondiale diventerà enorme”.
Il sistema energetico nazionale si trova a un bivio cruciale, stretto tra la necessità di accelerare la decarbonizzazione e l’urgenza di proteggere imprese e famiglie da prezzi dell’elettricità ormai stabilmente attestati su una fascia superiore rispetto al passato. In occasione del settantesimo anniversario della fondazione del CESI (Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano), svoltosi oggi nella storica sede milanese di via Rubattino, i principali attori del comparto hanno tracciato la rotta per i prossimi decenni. La notizia principale emersa dal confronto è la necessità impellente di incrementare la generazione elettrica interna e ripensare la regolazione del mercato: l’Italia è passata da una fascia storica di 50-100 euro al megawattora a una nuova realtà che oscilla tra i 100 e i 150 euro, appesantita dai costi del sistema Ets e dalle tensioni geopolitiche nel Golfo Persico.
L’evento, intitolato “Powering What’s Next”, ha visto la partecipazione del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, e degli Amministratori Delegati di Enel, Terna, Edison, A2A e Prysmian. La fonte delle analisi e delle dichiarazioni riportate è il dibattito istituzionale coordinato dai vertici del CESI, rappresentati dal Presidente Guido Bortoni e dall’Amministratore Delegato Nicola Melchiotti.
INCREMENTARE LA GENERAZIONE NAZIONALE E SUPERARE L’ETS
Flavio Cattaneo, Amministratore Delegato di Enel, ha aperto una riflessione profonda sulla dipendenza italiana dalle importazioni, citando il caso della Francia. “Importiamo molto dall’estero e molto dalla Francia che ha una generazione quasi completamente nucleare; i loro impianti hanno una certa vetustà e avranno bisogno di manutenzione.
Questo deve farci riflettere sul fatto che va incrementata la generazione in Italia”, ha dichiarato Cattaneo. Il vertice di Enel ha inoltre messo nel mirino il sistema Ets, definendolo affetto da un “vizio di fondo” poiché non tiene conto della morfologia italiana: “In Spagna si parla di gigawatt per l’eolico, qui quando si fanno 100 megawatt se ne parla su tutti i giornali perché il nostro è un Paese stretto e pieno di bellezze montuose. Dobbiamo far ripartire i pompaggi idrici”. Secondo Cattaneo, anche la regolazione basata sul marginal price va ripensata a fronte di consumi destinati inevitabilmente ad aumentare.
IL PESO DELLA COMPLESSITÀ E IL COSTO DELLE RINNOVABILI
Il Presidente del CESI, Guido Bortoni, ha quantificato l’impatto dei nuovi costi strutturali, segnalando come la componente ASOS, che finanzia le rinnovabili, pesi oggi per circa 10 miliardi di euro l’anno sulle bollette, aggiungendo di fatto 50 euro al megawattora ai prezzi di mercato. “L’unica grandezza sempre in crescita è la complessità”, ha osservato Bortoni, sottolineando come l’integrazione tra il mercato del gas e il valore della CO2 abbia spinto l’Italia in una fascia di prezzi stabilmente più elevata.
Su questo fronte, Giuseppina Di Foggia, CEO di Terna, ha fornito un dato impressionante: nel solo 2022, a causa dello shock seguito alla guerra in Ucraina, l’Italia ha speso per l’energia 70 miliardi di euro in più rispetto a un anno normale come il 2019. “Significa che in un anno abbiamo consumato più della metà dei 130 miliardi previsti dall’intero Piano di decarbonizzazione al 2030 (PNIEC)”, ha spiegato Di Foggia, evidenziando come quelle risorse avrebbero avuto un valore diverso se investite in infrastrutture anziché nel puro acquisto di materie prime.
L’ALLARME DI PICHETTO FRATIN SULLO STRETTO DI HORMUZ
Il Ministro Gilberto Pichetto Fratin ha evidenziato la gravità del momento storico, definendo il lavoro di elaborazione dati del CESI “più che mai necessario” mentre l’Europa affronta le conseguenze del conflitto in Iran. “Se la situazione allo Stretto di Hormuz resterà così, la pressione a livello mondiale diventerà enorme”, ha avvertito il Ministro, ricordando che la crisi non colpisce solo i 4 miliardi di metri cubi di gas provenienti dal Qatar, ma scatena una concorrenza globale sui carichi di GNL.
Pichetto Fratin ha inoltre annunciato interventi normativi sui data center: “Dobbiamo occuparci delle procedure di permitting per questi grandi consumatori di energia e produttori di calore, che vanno assimilati ai produttori e non ai semplici consumatori”. Sul fronte interno, il Ministro ha ammesso le difficoltà incontrate: “Abbiamo dovuto intervenire con l’Energy Release e il Gas Release perché il Pitesai aveva azzoppato la gestione precedente; mi sono trovato con il coltello non più dalla parte del manico ma da quella della lama”.
DATA CENTER E NUOVO MIX ENERGETICO: LA STRATEGIA DI A2A ED EDISON
Renato Mazzoncini, AD di A2A, ha declinato il tema dei data center in chiave di economia circolare, prevedendo uno sviluppo che porterà l’Italia a gestire 3 gigawatt entro il 2035. “Contiamo di avere circa 300 mila appartamenti riscaldati tramite il teleriscaldamento alimentato dal calore di scarto dei data center”, ha spiegato Mazzoncini. Parallelamente, Nicola Monti, AD di Edison, ha posto l’accento sulla necessità di una visione di lungo periodo sul mix energetico.
“Le reti sono la chiave dell’integrazione, ma il tema a monte è che tipo di mix vogliamo. Occorre diversificare maggiormente: certamente le rinnovabili, ma serve anche il nucleare per un mix più bilanciato di quello attuale”, ha affermato Monti, richiamando la necessità di stabilità nelle forniture.
SETTANTA ANNI DI INDIPENDENZA TECNOLOGICA
L’anniversario del CESI non è stato solo un momento di analisi congiunturale, ma la celebrazione di una storia nata nel 1956 per sostenere la ricostruzione e l’elettrificazione dell’Italia. Oggi il Gruppo è una realtà internazionale attiva in 70 Paesi, leader mondiale persino nella produzione di celle solari per satelliti spaziali, realizzate proprio nei laboratori di Milano.
“Siamo nati per accompagnare la crescita dell’Italia, oggi mettiamo la nostra competenza al servizio della transizione globale”, ha concluso l’AD Nicola Melchiotti. “L’energia cambia il mondo solo quando funziona, e garantire questo funzionamento è, da settant’anni, il mestiere di CESI”.


