L’indagine di 49 esperti rivela falle nel controllo della tensione e della potenza reattiva durante l’evento del 2025. Le raccomandazioni mirano a rafforzare la resilienza del sistema elettrico europeo attraverso soluzioni già pronti all’uso.
Il 28 aprile 2025 l’Europa ha trattenuto il fiato. Un blackout massiccio ha isolato la Penisola Iberica, portando il sistema elettrico sull’orlo di una crisi continentale. Oggi, il rapporto finale di ENTSO-E rivela che non si è trattato di un semplice guasto, ma di una tempesta perfetta di anomalie tecniche.
UN EVENTO DI “SCALA 3”: IL MASSIMO LIVELLO DI GRAVITÀ
L’indagine, condotta da un pool di 49 esperti internazionali, ha classificato l’incidente come un evento di livello 3 nella scala ICS. Ma cosa ha innescato realmente le disconnessioni a catena che hanno spento la Spagna e il Portogallo?
Il documento ufficiale descrive una dinamica complessa: un mix letale di oscillazioni impreviste e lacune critiche nel controllo della tensione. Mentre il sistema cercava di reagire, una serie di reazioni a catena ha portato la rete al “punto di non ritorno”, rendendo vani i tentativi di stabilizzazione immediata.
LE VULNERABILITÀ NASCOSTE DEL SISTEMA
L’inchiesta punta il dito su alcune criticità strutturali che riguardano non solo le grandi centrali, ma anche la gestione delle energie rinnovabili e dei piccoli impianti residenziali. Il blackout ha evidenziato come le attuali impostazioni di protezione possano, in determinate condizioni, accelerare il collasso anziché frenarlo.
Inoltre, il rapporto solleva dubbi inquietanti sulla tenuta dei sistemi di comunicazione: durante l’emergenza, il coordinamento tra i gestori è stato ostacolato da fallimenti tecnologici inaspettati, costringendo gli operatori a procedure d’emergenza estreme.
Quali sono le falle specifiche individuate dagli esperti? E quali sono le raccomandazioni urgenti per evitare che un simile blackout colpisca il resto d’Europa?
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