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Ora legale 2026 risparmio energetico

Ora legale 2026, il risparmio energetico vale 80 milioni di euro: le stime di Terna per l’ambiente

Il minor consumo di elettricità eviterà l’immissione in atmosfera di 142 mila tonnellate di anidride carbonica. Lo spostamento delle lancette il 29 marzo garantirà un beneficio pari al fabbisogno annuo di 115 mila famiglie.

L’imminente ritorno dell’ora legale in Italia si prefigura come una boccata d’ossigeno non solo per le finanze dei cittadini, ma anche per l’ecosistema nazionale. Secondo i dati elaborati da Terna, la società incaricata della gestione della rete elettrica di trasmissione nel Paese, lo spostamento in avanti delle lancette previsto per la fine di marzo genererà un risparmio economico stimato in circa 80 milioni di euro.

Questa cifra è il risultato diretto di una contrazione dei consumi di energia elettrica quantificata in 302 milioni di kilowattora (kWh), un volume che riflette la capacità di ottimizzazione delle ore di luce naturale tipica del periodo primaverile ed estivo. La notizia, diffusa attraverso i canali ufficiali del gestore di rete, evidenzia come tale risparmio equivalga all’intero fabbisogno energetico annuale di circa 115 mila nuclei familiari.

L’IMPATTO ECONOMICO E IL TAGLIO DEI CONSUMI NEL 2026

Il beneficio monetario per il sistema Italia nel 2026 è stato calcolato con estrema precisione tecnica. Gli analisti di Terna hanno basato le proiezioni considerando il costo medio del kilowattora del primo trimestre dell’anno per il “cliente domestico tipo in tutela”, che secondo i dati forniti da Arera si attesta a 26,63 centesimi di euro, valore calcolato al lordo delle imposte.

In un contesto di particolare attenzione all’efficienza delle risorse, la riduzione della domanda elettrica durante le ore serali permette di alleggerire il carico sulla rete nazionale proprio nei momenti di picco, trasformando una semplice convenzione oraria in uno strumento di politica energetica passiva estremamente efficace.

I BENEFICI PER L’AMBIENTE E LA DECARBONIZZAZIONE

Parallelamente al vantaggio finanziario, il ritorno dell’ora legale agisce come un catalizzatore per la sostenibilità climatica. La diminuzione della produzione di energia elettrica necessaria per soddisfare la domanda nazionale si traduce in un minor ricorso alle fonti fossili, determinando una significativa riduzione delle emissioni climalteranti.

Nello specifico, Terna stima che per l’intero periodo di validità della misura verranno risparmiate all’atmosfera circa 142 mila tonnellate di anidride carbonica (CO2). Si tratta di un dato rilevante che si inserisce nel più ampio quadro degli obiettivi europei di decarbonizzazione, dimostrando come la gestione del tempo possa contribuire alla resilienza ambientale del Paese.

UN RISPARMIO STORICO: IL BILANCIO DAL 2004 AD OGGI

L’analisi condotta dalla società guidata dall’Amministratore Delegato Giuseppina Di Foggia non si limita alle previsioni per l’anno in corso, ma offre una prospettiva storica che certifica la validità strutturale della misura. Nel lungo periodo compreso tra il 2004 e il 2025, l’effetto combinato del regime di ora legale ha permesso all’Italia di risparmiare oltre 12 miliardi di kWh complessivi.

Questa efficienza accumulata nel corso di due decenni ha generato un risparmio economico totale per la collettività stimato in circa 2,3 miliardi di euro, consolidando l’ora legale come un pilastro fondamentale per il contenimento dei costi energetici nazionali.

IL CALENDARIO DEL CAMBIO D’ORA E LA TRANSIZIONE STAGIONALE

Il passaggio formale avverrà, come da consuetudine europea, nell’ultima domenica del mese. Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo, alle ore 2 del mattino, i cittadini saranno chiamati a spostare le lancette degli orologi in avanti di sessanta minuti.

Questo assetto rimarrà invariato per sette mesi, coprendo l’intera stagione calda e gran parte dell’autunno, per poi concludersi domenica 25 ottobre 2026, data in cui avverrà il ripristino dell’ora solare. Tale meccanismo permette di allineare i ritmi di vita e di lavoro della popolazione con il ciclo solare, garantendo la massima disponibilità di luce naturale durante le ore di veglia.

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