I ricavi operativi toccano quota 17,3 miliardi di euro trainati dai servizi internazionali e dal PNRR. Il Gruppo accelera sulla sostenibilità con l’89% degli investimenti classificati come green secondo la tassonomia UE.
Il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane chiude l’esercizio 2025 con una decisa inversione di tendenza sul fronte della redditività e volumi di attività mai raggiunti in precedenza. Secondo quanto approvato oggi dal Consiglio di Amministrazione presieduto da Tommaso Tanzilli, la società ha registrato un utile netto di 30 milioni di euro, superando il dato negativo di 208 milioni dell’anno precedente. I risultati, che emergono dalla Relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2025, evidenziano il raggiungimento di record storici sia nei ricavi operativi, saliti a 17,3 miliardi di euro (+4%), sia negli investimenti tecnici, che hanno toccato i 18,3 miliardi di euro. Questo dinamismo industriale è stato sostenuto in larga parte dai fondi del PNRR, con circa 16 miliardi di euro consuntivati e il pieno rispetto di tutte le milestone europee previste.
IL PUNTO DI VISTA DELL’AMMINISTRATORE DELEGATO DONNARUMMA
L’Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo FS, Stefano Antonio Donnarumma, ha commentato con estremo favore l’andamento dell’anno appena concluso, definendolo un momento di svolta per l’azienda. “Il 2025 segna un passaggio significativo nel percorso di crescita del Gruppo con oltre 18 miliardi di euro di investimenti tecnici, il livello più alto mai raggiunto, ricavi operativi saliti a 17,3 miliardi di euro, in crescita, e un utile netto tornato positivo a 30 milioni di euro. Un risultato particolarmente rilevante che conferma la solidità del nostro modello industriale anche in una fase di massima accelerazione degli investimenti e di profonda trasformazione del Gruppo”, ha sottolineato Donnarumma.
Entrando nel merito della visione industriale, il manager ha aggiunto che “questo andamento si inserisce in una traiettoria di sviluppo coerente con il Piano Strategico 2025–2029, che prevede oltre 100 miliardi di euro di investimenti per sostenere la modernizzazione delle infrastrutture, migliorare la qualità del servizio, rafforzare la sostenibilità e consolidare la presenza internazionale”. Donnarumma ha poi evidenziato come i ricavi siano sostenuti “dalla crescita dei servizi di trasporto e dal contributo sempre più rilevante delle attività internazionali”, confermando una struttura patrimoniale equilibrata a supporto dello sviluppo di lungo periodo.
“Il Gruppo continua, inoltre, a contribuire in modo significativo allo sviluppo economico e occupazionale del Paese, con oltre 8.500 nuove assunzioni nel corso dell’anno, confermando il proprio ruolo di grande piattaforma industriale al servizio della mobilità e delle infrastrutture. Si consolidano infine i risultati in ambito ESG, con un impegno concreto nella riduzione delle emissioni, nell’efficienza delle risorse e nella promozione dell’inclusione, in coerenza con una visione di crescita sostenibile”.
ANALISI DEI RICAVI E DELLA STRUTTURA DEI COSTI OPERATIVI
I ricavi operativi complessivi sono stati pari a 17.254 milioni di euro, con un incremento di 725 milioni rispetto al 2024. Analizzando le diverse componenti, i servizi di trasporto hanno generato 9,2 miliardi di euro (+483 milioni), grazie sia alla componente nazionale che a quella estera. In particolare, il trasporto passeggeri su ferro è cresciuto di 312 milioni di euro (con un forte apporto internazionale di 233 milioni), mentre il trasporto su gomma ha segnato un +169 milioni, localizzati principalmente fuori dai confini nazionali. Il settore merci su ferro ha invece registrato una lieve crescita di 2 milioni di euro.
Un balzo significativo è stato compiuto dai servizi di infrastruttura, che con 5,1 miliardi di euro sono cresciuti del 10% (+473 milioni), merito dei lavori sulla rete stradale e dell’andamento dei corrispettivi. Di contro, gli altri ricavi operativi sono scesi a 3 miliardi (-231 milioni), scontando l’assenza delle operazioni straordinarie dell’anno precedente, come la vendita degli scali milanesi Farini e San Cristoforo. Sul fronte dei costi, il Gruppo ha registrato uscite per 14,9 miliardi di euro (+4%), incremento dovuto sia alla crescita dell’organico e dei costi unitari del lavoro, sia ai maggiori oneri per servizi e manutenzioni.
INDICATORI DI REDDITIVITÀ E GESTIONE DEL RISULTATO NETTO
L’EBITDA del Gruppo è salito a 2.372 milioni di euro, segnando un +6% rispetto ai 2.242 milioni del 2024. L’EBIT si è attestato a 350 milioni di euro, in crescita del 2% rispetto ai 343 milioni dell’esercizio precedente. La trasformazione più evidente riguarda però il risultato netto, che passa da un rosso di 208 milioni a un utile di 30 milioni di euro.
Questo miglioramento del 115% è stato reso possibile non solo dalla dinamica operativa, ma anche da una gestione finanziaria e fiscale più efficiente che ha saputo bilanciare l’aumento degli ammortamenti e degli accantonamenti legati all’imponente piano di investimenti in corso.
LA SPINTA DEGLI INVESTIMENTI TECNICI E IL RUOLO DEL PNRR
Il 2025 è stato l’anno dei record per gli investimenti tecnici, arrivati a 18.269 milioni di euro (+4%). Il Gruppo ha concentrato il 98% di queste risorse in Italia, destinando quasi 12 miliardi alle infrastrutture ferroviarie e circa 4 miliardi a quelle stradali.
Le grandi opere hanno visto un’accelerazione reale: tra i cantieri più attivi si segnalano la linea AV/AC Brescia-Verona-Vicenza-Padova, il Terzo Valico dei Giovi, la Napoli-Bari e l’itinerario siciliano Palermo-Catania-Messina. Un segnale dell’avanzamento dei lavori è dato dalla drastica riduzione degli anticipi ai fornitori, scesi a 83 milioni di euro (erano 772 milioni nel 2024), a conferma che i cantieri sono in una fase realizzativa piena e matura.
SOLIDITÀ FINANZIARIA E STRUMENTI DI FINANZA SOSTENIBILE
Nonostante l’accelerazione dei lavori, la posizione finanziaria netta è migliorata, scendendo a 12,8 miliardi di euro (-701 milioni rispetto al 2024), con un rapporto PFN/Patrimonio netto che si mantiene stabile intorno a 0,3. Il Patrimonio Netto ha raggiunto i 41,8 miliardi di euro. Questa solidità è stata confermata dalle agenzie di rating: Standard & Poor’s ha mantenuto il giudizio “BBB+/A-2” con outlook stabile, mentre Fitch ha confermato “BBB+/F1” con outlook stabile.
Nel corso dell’anno, il Gruppo ha fatto ampio ricorso alla finanza sostenibile, emettendo un decimo green bond da 800 milioni di euro per progetti green e un private placement da 400 milioni con Eurofima per l’acquisto di nuovi treni Trenitalia conformi alla tassonomia UE. Altri 250 milioni di euro sono stati sottoscritti attraverso contratti di finanziamento, di cui 150 milioni specificamente destinati al rinnovamento del materiale rotabile per il business merci.
PERFORMANCE DELLE BUSINESS UNIT: INFRASTRUTTURE E TRASPORTI
La Business Unit Infrastrutture Ferrovie ha guidato la crescita con ricavi per 3.488 milioni di euro (+9%) e un EBITDA balzato a 364 milioni. Gli investimenti in questo settore hanno pesato per il 66% del totale di Gruppo, con RFI che ha investito 11,7 miliardi. Sul fronte stradale, la Business Unit Infrastrutture Strade ha registrato ricavi per 4,7 miliardi (+11%) e un EBITDA di 166 milioni (+39%), con 3,7 miliardi investiti in nuove arterie e manutenzione.
La Business Unit Trasporto Passeggeri ha invece segnato ricavi per 6,4 miliardi (-2%) e un EBITDA di 1,6 miliardi (-12%), risentendo di maggiori costi operativi e del personale, nonostante un piano di rinnovo della flotta di Trenitalia che continua a puntare su Alta Velocità, flotta Regionale e nuovi convogli Intercity. Di rilievo il Trasporto Internazionale Passeggeri, i cui ricavi sono volati a 2,5 miliardi (+20%) con un EBITDA quasi raddoppiato a 221 milioni, grazie alle ottime performance di Netinera in Germania, Qbuzz in Olanda e alla riapertura del collegamento Milano-Parigi. Infine, il Trasporto Merci ha chiuso con ricavi per 1,4 miliardi (+4%) e un EBITDA di 105 milioni (+72%), nonostante un contesto macroeconomico debole che ha visto calare i volumi di traffico.
IMPEGNO ESG, DECARBONIZZAZIONE E VALORIZZAZIONE DEL CAPITALE UMANO
Sul versante della sostenibilità, il Gruppo ha ridotto le emissioni di CO2 del 15% rispetto al 2024 (1,87 milioni di tonnellate), segnando un -27% rispetto al 2019. Anche i prelievi idrici sono calati del 6%, mentre il recupero dei rifiuti ha raggiunto la quota del 94,7%. L’occupazione resta un pilastro: con oltre 96.000 dipendenti e 8.515 assunzioni nel 2025, FS ha rafforzato la sua struttura, migliorando anche gli indici di sicurezza sul lavoro (infortuni scesi a 10,3) e la diversità di genere, con le donne che ora rappresentano il 33% dei ruoli manageriali. Infine, il sistema di Rating ESG ha già coinvolto oltre 1.200 fornitori, integrando la sostenibilità lungo tutta la catena del valore.


