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Bollette energia marzo 2026

Bollette da incubo: lo shock di Hormuz gela l’Italia con rincari record per luce e gas

Tariffe del gas in volo del 19,2% e stangata sull’elettricità del +8,1% per i clienti vulnerabili. L’allarme delle associazioni dei consumatori: spesa annua pronta a sfondare il tetto dei duemila euro.

L’economia delle famiglie italiane si trova a fare i conti con un nuovo, pesantissimo scenario energetico. Il conflitto in Medio Oriente e la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz, snodo vitale per l’approvvigionamento globale, hanno iniziato a scaricare i propri effetti direttamente sulle bollette nazionali.

Per il mese di marzo 2026, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) ha ufficializzato un aumento del 19,2% per il valore della materia prima gas destinata al Servizio di tutela della vulnerabilità. Parallelamente, qualche giorno fa, anche il comparto elettrico ha subito un’impennata: nel secondo trimestre del 2026, la bolletta della luce per i clienti vulnerabili in Maggior Tutela aumenterà dell’8,1%.

IL RINCARO DEL GAS E LA FINE DEL CALO DELLE QUOTAZIONI

La notizia arriva direttamente dall’aggiornamento mensile di ARERA sulla componente CMEM,m, ovvero il prezzo del gas a copertura dei costi di approvvigionamento. Dopo una breve tregua registrata a febbraio, marzo 2026 ha segnato un’inversione di rotta drammatica. Per i circa 2,3 milioni di clienti ancora nel Servizio di tutela della vulnerabilità, il prezzo della sola materia prima è stato fissato a 52,12 €/MWh. Questo valore viene calcolato come media mensile del prezzo sul mercato all’ingrosso italiano (il PSV day ahead).

L’Autorità ha spiegato chiaramente che le quotazioni in deciso aumento sono la diretta conseguenza delle tensioni geopolitiche internazionali. La crisi in Medio Oriente ha trasformato il mercato all’ingrosso in una polveriera, annullando i benefici dei mesi precedenti e costringendo le famiglie a un esborso che Assoutenti definisce come “un macigno” che pesa sulle tasche degli italiani, specialmente in un periodo in cui le basse temperature hanno mantenuto alti i consumi per il riscaldamento.

L’ELETTRICITÀ SEGUE LA SCIA DEI RIALZI INTERNAZIONALI

Non va meglio sul fronte della luce. Già alla fine di marzo, ARERA aveva anticipato che nel trimestre aprile-giugno 2026 la bolletta elettrica per il cliente tipo vulnerabile (circa 3-3,4 milioni di utenze) sarebbe salita dell’8,1%. Dal 1° aprile, il prezzo di riferimento dell’energia elettrica si attesta a 30,24 centesimi di euro per kilowattora, tasse incluse. L’incertezza sulla durata del conflitto in Medio Oriente è stata indicata come la causa principale di questo innalzamento inaspettato dei prodotti energetici.

Nonostante una leggera riduzione del 2,2% nel prezzo di dispacciamento e il mantenimento invariato degli oneri di sistema — grazie a una gestione ottimizzata della liquidità — la spesa annuale per l’utente tipo in Maggior Tutela è destinata a salire a 589,34 euro (considerando il periodo luglio 2025 – giugno 2026), con un incremento del 4,5% rispetto all’anno precedente. Federconsumatori ha avvertito che questi effetti non si limiteranno ai vulnerabili, ma colpiranno progressivamente anche i contratti a mercato libero legati al PUN e le nuove offerte a prezzo fisso.

L’ANALISI DELLE ASSOCIAZIONI E LA MAXI-STANGATA ANNUA

Il coro di protesta delle associazioni dei consumatori è unanime. Il Codacons ha definito l’aumento del gas come una “maxi-stangata” da 232,6 euro annui a utente, un dato che supera ogni peggiore aspettativa. Considerando un consumo medio di 1.100 metri cubi annui, la bolletta del gas sale a 1.440,6 euro. Sommando a questa cifra la spesa per la luce, stimata in circa 605 euro, il conto totale per una famiglia vulnerabile raggiunge la soglia dei 2.046 euro annui. Sulla stessa linea l’Unione Nazionale Consumatori (UNC), che per bocca del suo vicepresidente Marco Vignola ha parlato di una vera e propria “Caporetto” per le famiglie già in difficoltà.

“È il quarto maggior rialzo di sempre e il terzo prezzo più elevato dall’inizio delle serie storiche”, ha sottolineato Vignola, precisando che rispetto ai tempi pre-crisi del marzo 2021, il prezzo del gas è oggi superiore dell’84,8%. Se non fosse per la chiusura imminente della stagione termica prevista per il 15 aprile, le conseguenze economiche sarebbero state ancora più devastanti.

LE RICHIESTE AL GOVERNO E LE CRITICHE AL DECRETO BOLLETTE

Le associazioni chiedono a gran voce un intervento strutturale da parte dell’esecutivo. Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti, ha sollecitato il governo a ridurre l’Iva sul gas al 10% per calmierare l’effetto delle tensioni con l’Iran sulla spesa energetica. Assoutenti propone inoltre di svincolare il prezzo dell’energia dagli indici PSV e TTF, introducendo un tetto ai margini di utile basato sulla reale relazione tra costi e ricavi.

Le critiche al decreto bollette varato dal governo sono feroci: il Codacons lo ritiene incapace di contenere i nuovi scenari aperti dalla guerra, mentre l’UNC accusa l’esecutivo di essersi “voltato dall’altra parte”, permettendo tra l’altro la riduzione del bonus straordinario sulla luce da 200 a 115 euro. “Quanto accaduto nel 2022 ci insegna che nel mercato libero i rialzi per chi ha un contratto a prezzo variabile saranno ancora peggiori”, ha avvertito Marco Vignola, ribadendo che servirebbe seguire l’esempio passato di tagli agli oneri di sistema e all’Iva per evitare un tracollo sociale.

Per Federconsumatori gli aumenti “si aggiungono a quelli registrati qualche giorno fa per le bollette dell’energia elettrica, del +8,1%, attestando come la situazione sul fronte energia, e non solo, si stia facendo di giorno in giorno più drammatica e richieda provvedimenti immediati, adeguati e tempestivi, in grado di arginare i rincari e sostenere le famiglie, soprattutto i nuclei più vulnerabili. Misure di cui non vi è traccia nel DL Bollette che, in fase di conversione, deve essere necessariamente rivisto alla luce delle attuali evoluzioni. Chiediamo, in tal senso, che il Governo apra un tavolo di confronto con le Associazioni dei Consumatori per la definizione di provvedimenti adeguati e urgenti, per evitare che siano le famiglie e l’intero sistema economico a pagare le conseguenze più care delle attuali tensioni”.

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