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Lockdown energetico a maggio? Ecco il piano d’emergenza del Governo

L’ombra del lockdown energetico si allunga sul Paese. Dallo smart working forzato allo stop dei condizionatori, ecco come cambierà la nostra vita tra poche settimane

L’incubo del lockdown energetico potrebbe diventare realtà a maggio. Se lo Stretto di Hormuz non riaprirà in tempi record, il rischio che il sistema Italia vada in blackout è più che concreto. Non a caso, il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, ha pronto nel cassetto un piano d’emergenza da portare a Palazzo Chigi.

IL GAS È LA PRIMA PREOCCUPAZIONE DEL GOVERNO

A preoccupare principalmente il Governo sono le forniture di gas. Infatti, sebbene gli stoccaggi nazionali siano pieni al 44%, da qui a tre settimane i flussi di gas inizieranno a rallentare significativamente. La stessa Premier Giorgia Meloni lo ha ammesso senza mezzi termini: l’Italia non ha riserve sufficienti per reggere l’urto della chiusura dello Stretto di Hormuz a lungo. Per questa ragione, il lockdown energetico parziale potrebbe essere una questione di giorni. La conferma arriva dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, il quale ha risposto alla domanda del Corriere della Sera sulla possibilità che tutto si blocchi nel giro di un mese: “È ciò che si teme. Non tutto, ma molto”.

LOCKDOWN, IL PIANO D’EMERGENZA DEL GOVERNO

Il Governo sta studiando una serie di misure di razionamento che colpiranno ogni aspetto della nostra vita sociale e lavorativa. “Volete Trump o il lampione acceso?”. È questa la provocazione che circola nei palazzi del potere, parafrasando il celebre aut-aut di Mario Draghi sulla pace e i condizionatori.
Il giorno della verità potrebbe essere dopodomani, quando la premier Giorgia Meloni parlerà in Parlamento. Il piano dovrebbe basarsi su quattro pilastri: riduzione del consumo di gas da aria condizionata e termosifoni, smart working, targhe alterne e taglio dell’illuminazione. La strategia prevede di alzare i condizionatori di un grado (o usati un’ora in meno). In inverno, la stessa sorte toccherà ai termosifoni. L’obiettivo è risparmiare fino a 80 miliardi di metri cubi di gas.

Torna anche lo smart working “modello covid”. Infatti, sarà incentivato specialmente nella Pubblica Amministrazione (dove già 555 mila dipendenti lo utilizzano), per svuotare gli uffici e abbattere i consumi di luce e riscaldamento. Inoltre, potrebbe essere introdotto anche un sistema di targhe alterne per limitare la circolazione dei mezzi privati, facendo fronte alla crisi dei carburanti che sta già colpendo gli aeroporti. Sul tavolo c’è anche la possibilità di tagliare l’illuminazione di monumenti, edifici pubblici e lampioni stradali. Ad essere particolarmente colpiti saranno le industrie più energivore (acciaio e meccanica), che potrebbero subire rimodulazioni forzate dei turni e della produzione.

LE PENE PER I TRASGRESSORI

I trasgressori saranno puniti severamente. In particolare per le PMI, sono già previsti aggiornamenti normativi che includono pene da due a quattro mesi di reclusione o sanzioni pecuniarie fino a 7.500 euro per le violazioni legate alla sicurezza e alla gestione del lavoro a distanza.

Mentre scuola e sanità restano (per ora) zone franche per evitare il ritorno alla DAD o il taglio delle visite mediche, il resto del Paese si prepara a una “primavera di austerità”.

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