Il Governo ha pronti i nuovi aiuti per famiglie e imprese, ma Bruxelles ha alzato il muro del Patto di Stabilità. Cosa prevede il nuovo dl e quando sarà pubblicato
Bolle in pentola un nuovo decreto contro il caro bollette e carburanti. Il Governo sta lavorando a un nuovo provvedimento per ridurre gli effetti del conflitto in Medio Oriente sui prezzi energetici per tornare ai livelli pre-crisi, secondo il Sole 24 Ore. Quando vedrà la luce? Cosa prevedrà? Tutte le risposte.
LA PROPOSTA DI SALVINI E LA SPONDA DI PICHETTO
Il Governo sta lavorando a un nuovo decreto per contrastare il caro bollette e carburanti. Un primo indizio è arrivato ieri dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. “La situazione economica per milioni di italiani rischia di diventare sempre più complicata, da ministro dei Trasporti penso agli autotrasportatori, agli agricoltori, ai pescatori, alle soluzioni che stiamo ipotizzando tra cui, ci stavo ragionando con il ministro dell’Economia Giorgetti, il blocco del conto energia, del conto bollette, luce e gas al pre-guerra in Iran per tutto il 2026”, ha detto Salvini. Parole che avrebbero seminato il terrore tra i proprietari degli impianti rinnovabili che beneficiano dei conti energia.
“Quei conti energia sono il perno degli oneri di sistema che gravano sulle bollette per complessivi 6 miliardi all’anno e già sono entrati nell’ultimo decreto Bollette che prevede, su base volontaria, un’uscita anticipata dagli incentivi”, scrive il Sole 24 Ore, sottolineando che il ministro si sarebbe riferito invece a provvedimenti per sterilizzare l’effetto degli aumenti del petrolio e del gas su carburanti e bollette. Lo stesso ministro per l’Ambiente, Gilberto Picchetto Fratin, ha confermato ieri che il Governo sta valutando nuovi interventi contro il caro energia.
TAGLI ALLE ACCISE ADDIO, OPZIONE ONERI DI SISTEMA LUCE E GAS AZZERATI
Le misure nel cassetto sono diverse e il quadro finale sarà chiaro solo nelle prossime settimane. Tra le idee sul tavolo per alleggerire le bollette di luce e gas ci sarebbe la riduzione o l’azzeramento degli oneri di sistema, secondo il Sole 24 Ore.
Nel decreto potrebbe finire anche la tassa sugli extra profitti, strumento di minaccia di Urso e Meloni ai danni dei petrolieri. Al contrario, non dovrebbero trovare spazio nella norma nuovi tagli alle accise dei carburanti, che faticano a produrre effetti sensibili sui prezzi al distributore.
QUANDO VEDRA’ LA LUCE IL DECRETO?
Uno dei grattacapi principali, come spesso accade, riguarda le risorse. Infatti, il Governo dovrebbe attingere a fondi pubblici per ridurre i prezzi di energia e carburanti, ma questa volta i fondi del Pnrr probabilmente non saranno sufficienti. Un’eventuale deroga da parte della Commissione Europea ai vincoli economici del Patto di Stabilità rappresenterebbe l’assist perfetto per l’Italia. Per questa ragione, il decreto difficilmente sarà varato prima dell’approvazione del documento di finanza pubblica e della pubblicazione delle nuove deroghe agli aiuti di Stato. Il 20 aprile si concluderà la consultazione sulla bozza di proposta condivisa dalla Commissione Europea con gli Stati membri. Successivamente, metterà nero su bianco le nuove misure nel Temporary Framework sugli aiuti di Stato.
Ad oggi, Bruxelles ufficialmente ha chiuso la porta alla possibilità di deroghe ai vincoli del Patto di Stabilità, ma nulla è ancora detto. Infatti, nelle prossime settimane la Commissione Ue valuterà l’evoluzione della crisi in Medio Oriente e la portata degli effetti sull’Europa a medio-lungo termine. La stessa presidente della Bce, Christine Lagarde, ha sottolineato che l’Ue è in bilico tra uno scenario base e uno scenario avverso e che i cambiamenti repentini in Medio Oriente potrebbero portare a decisioni diverse.


