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Le previsioni sui prezzi spaventano Palazzo Chigi. Il Governo pensa al gas russo?

Un documento tecnico riservato del Governo svela previsioni agghiaccianti per i prossimi mesi. Ecco quanto pagheremo davvero alla pompa e il gas

La temperatura nello Stretto di Hormuz sale sempre più e il Governo si prepara al peggio. La tabella tecnica che circola a Palazzo Chigi conterrebbe previsioni catastrofiche sui prezzi di gasolio, benzina, jet fuel e gas, secondo La Repubblica. I fornitori e le rotte alternative per gas e petrolio si contano sulla punta delle dita. Per questa ragione, Meloni pochi giorni fa avrebbe ragionato con l’ad di Eni, Claudio Descalzi, del dossier gas russo.

LE PREVISIONI SU GAS E CARBURANTI SPAVENTANO IL GOVERNO

Benzina e diesel che raggiungono 2,50 euro al litro alla pompa. Non uno scenario apocalittico, ma una previsione scritta in una tabella tecnica che circola nelle ultime ore a Palazzo Chigi, secondo La Repubblica. L’analisi contiene proiezioni sui prezzi al consumatore di gasolio, benzina, jet fuel e gas nei prossimi mesi. Numeri che il giornale definisce “agghiaccianti”. Ma potrebbero anche peggiorare, poiché l’analisi del Governo fornisce una stima della media europea, ma l’Italia si sta distinguendo in negativo per picchi di prezzo alla pompa.

I NUMERI

Gli sviluppi geopolitici dei prossimi giorni avranno un ruolo determinante sui prezzi energetici. Se il blocco dello Stretto di Hormuz dovesse continuare, nei prossimi tre mesi i prezzi dell’energia saliranno ancora di più.

La tabella elaborata dal Governo stima per il diesel una forbice tra 2,1 e 2,5 euro al litro (+61% rispetto a gennaio) e per la benzina tra 2,15 e 2,55 euro (+57%). Un barile di jet fuel potrebbe costare tra 200 e 260 dollari (+173%), mentre il gas naturale raggiungerebbe un prezzo tra i 90 e i 130 euro per megawattora (+271%). Il gas residenziale, invece, rischia di salire tra i 110 e i 150 euro, con un incremento del 233% in sei mesi. Infine, i carichi asiatici di gnl consegnati nel breve termine potrebbe costare fino a oltre 80 dollari (+433%).

TORNA IL GAS RUSSO?

Il Governo vorrebbe lasciare uno spiraglio per il ritorno del gas russo, secondo la Repubblica. La premier avrebbe discusso pochi giorni fa con l’ad di Eni del dossier, non chiudendo definitivamente la porta alla possibilità di tornare a fare affari con la Russia. Proprio Claudio Descalzi nel corso di un intervento alla scuola di formazione politica della Lega aveva lanciato l’idea. “Penso che sia necessario sospendere il bando che scatterà il 1° gennaio 2027 sui 20 miliardi di metri cubi di Gnl (gas naturale liquefatto, ndr) che vengono dalla Russia”, ha detto il manager, secondo quanto riporta il Corriere della Sera.

Il regolamento approvato a gennaio dai 27 Stati Ue prevede infatti il divieto totale per le importazioni di gnl russo a partire dall’inizio del prossimo anno e per quelle via gasdotto a partire dall’autunno. Il ritorno del gas russo potrebbe riequilibrare lo squilibrio tra domanda e offerta causata dalla chiusura dei rubinetti di metano dal Medio Oriente, secondo Descalzi.

Il ceo di Eni ha acceso un faro sul rischio di rimanere a secco di cherosene e diesel-gasolio, perché c’è maggiore competizione con altre aree del mondo rispetto alle benzine. “L’Europa consuma circa 60 milioni di tonnellate di jet fuel e ne importa il 35%”, ha spiegato il manager.

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