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Tagli ministeriali accise

Le grandi partecipate generano 4,3 miliardi di dividendi: maxi “torta” per lo Stato nell’anno delle nomine

Crescono le cedole ripartite tra Tesoro e Cdp. I contributi più consistenti arrivano dalle partecipate Enel, Eni e Poste, i cui amministratori delegati sono stati riconfermati

Un “bottino” da 4,3 miliardi di euro è destinato a entrare nelle casse dello Stato grazie ai dividendi del 2026, attualmente in fase di approvazione da parte delle assemblee degli azionisti delle principali società partecipate quotate in Borsa. Una cifra superiore a quella del 2025, sostenuta in molti casi da risultati finanziari in crescita e dal fatto che il 2026 sarà anche un anno di rinnovi ai vertici aziendali. La quota più consistente, si legge su La Repubblica, confluirà al Ministero dell’Economia e delle Finanze, per circa 1,963 miliardi di euro. Alla Cassa depositi e prestiti (Cdp), controllata per oltre l’80% dal Tesoro, andranno poco più di 1,6 miliardi, mentre circa 670 milioni saranno destinati a Cdp Reti, partecipata al 59,1% da Cdp e al 35% dal gruppo State Grid Corporation of China.

ENEL, LA CEDOLA PIÙ PESANTE

Tra le cedole più rilevanti, si legge sempre su La Repubblica, spicca quella di Enel, che per il 2026 prevede un dividendo complessivo di 0,49 euro per azione, in aumento rispetto ai 47 centesimi dell’anno precedente e anticipato da un acconto di 0,23 euro già distribuito a gennaio. La partecipazione del 23,6% detenuta dal Mef garantirà circa 1,18 miliardi di euro allo Stato. Alla guida del gruppo energetico sono stati confermati l’amministratore delegato Flavio Cattaneo e il presidente Paolo Scaroni.

ENI E SAIPEM: DIVIDENTI IN CRESCITA E POSSIBILI EXTRA 

Da Eni, dove Claudio Descalzi resterà amministratore delegato mentre alla presidenza è attesa Giuseppina Di Foggia, arriveranno complessivamente circa 1,1 miliardi di euro, di cui 1.030 milioni alla Cdp e 72 milioni al Mef. Il colosso energetico ha annunciato per il 2026 un dividendo di 1,10 euro per azione, in crescita del 5% rispetto all’anno precedente e distribuito in quattro tranche a partire da settembre. Non si esclude, inoltre, una cedola straordinaria in caso di prezzi del petrolio particolarmente elevati. Dalla partecipazione in Saipem la Cdp incasserà ulteriori 43 milioni.

POSTE ITALIANE: DIVIDENDO IN AUMENTO E NODO PARTECIPAZIONI

Alle Poste Italiane – prosegue La Repubblica – restano confermati l’amministratore delegato Matteo Del Fante e la presidente Silvia Rovere. Il dividendo, che sarà corrisposto a saldo a giugno dopo l’acconto di novembre, sale da 1,08 a 1,25 euro per azione. Il risultato si traduce in circa 478 milioni per il Mef e 571 milioni per la Cdp. Resta sullo sfondo la possibile cessione di una quota del capitale, ipotizzata nel 2024 ma poi non realizzata, mentre il gruppo ha recentemente lanciato un’OPA su Tim.

BANCA MPS: POSSIBILE DISIMPEGNO DEL TESORO 

Sul fronte bancario, dalla quota residua del 4,9% del Mef in Banca Mps lo Stato incasserà circa 127 milioni grazie al dividendo da 86 centesimi per azione. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha lasciato intendere un possibile disimpegno del Tesoro, ritenendo concluso il ruolo pubblico nella governance dell’istituto.

LEONARDO: CRESCITA E CAMBIO AI VERTICI 

Tra le principali società quotate figura anche Leonardo, sostenuta dal contesto geopolitico e da un forte rialzo in Borsa nell’ultimo anno. Il dividendo per il 2026 sale da 52 a 63 centesimi per azione, generando circa 110 milioni per il Mef. È inoltre atteso un avvicendamento ai vertici con il passaggio da Roberto Cingolani a Lorenzo Mariani.

TERNA, SNAM E ITALGAS: I FLUSSI VERSO CDP RETI 

Nel settore delle infrastrutture energetiche, Terna vedrà l’arrivo di Pasqualino Monti come amministratore delegato. Il dividendo previsto, pari a 39,62 centesimi per azione, consentirà a Cdp Reti di incassare circa 238 milioni. La stessa holding riceverà inoltre 318 milioni da Snam e 114 milioni da Italgas.

STMICROELECTRONICS: DIVIDENDI E TENSIONI TRA ITALIA E FRANCIA 

Infine, si legge su La Repubblica,  la partecipazione paritetica tra Italia e Francia in Stmicroelectronics garantirà circa 90,2 milioni di dollari di dividendi, grazie a una cedola di 0,36 dollari per azione distribuita in più tranche. Resta aperto il tema della governance, con tensioni tra Roma e Parigi sulla guida del gruppo e sul futuro dell’amministratore delegato Jean-Marc Chery.

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