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Aerei a terra e prezzi folli. Ecco come Hormuz minaccia le vacanze estive

Entro giugno l’Europa potrebbe esaurire il carburante per i jet. Tra voli cancellati e rincari record, scatta il piano d’emergenza dell’UE che prevede il razionamento. Ecco chi resterà a piedi

La crisi in Medio Oriente minaccia ancora gli aerei. Anche se il conflitto dovesse risolversi domani le vacanze estive sono a rischio. Il cuore del problema è lo Stretto di Hormuz, il rubinetto energetico del mondo, che sta strangolando l’approvvigionamento di cherosene per i jet. L’Europa, infatti, è un gigante dai piedi d’argilla: produce appena il 70% del carburante di cui ha bisogno. Cosa ci aspetta quest’estate?

AEREI, COSA SUCCEDERA’ QUEST’ESTATE?

Secondo l’analisi di POLITICO, il futuro prossimo dei viaggiatori si divide in tre percorsi, nessuno dei quali propriamente rassicurante. Il primo prevede la fine della guerra. In questo caso, anche con una pace immediata, ci vorrebbero mesi per ripristinare le scorte. Quindi, i prezzi dei biglietti salirebbero alle stelle per tutta l’estate.

Il secondo scenario prevede la riapertura parziale dello Stretto di Hormuz. Le compagnie inizieranno a tagliare i voli meno redditizi. Lufthansa ha già annunciato la cancellazione di 20.000 voli, e non sarà l’ultima. È l’ipotesi più probabile, secondo il giornale.

Se il blocco continua, invece l’Europa finirà le scorte minime entro giugno. Di conseguenza, scatterebbe il razionamento del carburante, con la Commissione UE pronta a chiedere agli Stati membri di condividere le riserve d’emergenza.

CHI RISCHIA DI PIU’

Il rischio non riguarda solo il costo del biglietto, ma la possibilità stessa di partire.

“Le persone ricominceranno a pensare alle vacanze in auto o alla ‘staycation’ (le vacanze a casa). Le rotte regionali e i voli a lungo raggio meno popolari saranno i primi a essere sacrificati”, sottolinea Andrew Charlton, consulente di Aviation Advocacy, secondo quanto riporta Politico.

Le compagnie Low Cost sono le più esposte. Infatti, il loro modello basato su prezzi stracciati e ritmi serrati sta crollando sotto il peso di un cherosene introvabile e carissimo.

AUMENTARE I PREZZI DEI BIGLIETTI AEREI O FALLIRE

Le dichiarazioni che arrivano dai piani alti dell’aviazione sono drammatiche. Sébastien Justum (Air France-KLM) è stato categorico davanti al Parlamento Europeo. L’aumento dei costi verrà scaricato interamente sui passeggeri. “Siamo obbligati a farlo, altrimenti falliremo nel giro di pochi mesi”.

Intanto, la Commissaria ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas mette a punto i piani di emergenza per condividere le scorte di carburante tra i vari Paesi.

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