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Addio sconto carburanti? Ecco il piano d’emergenza del Governo

L’esecutivo cerca disperatamente le coperture per salvare lo sconto sui carburanti. Ma il tempo stringe e le risorse scarseggiano. Ecco il piano d’emergenza del Governo

Il Governo lavora a un nuovo taglio delle accise sui carburanti ma la coperta dei conti pubblici è sempre più corta. È partita la corsa contro il tempo dei tecnici dell’esecutivo per trovare le coperture per una proroga dello sconto per diesel e benzina. Se la ricerca non andrà a buon fine, il Governo ha già pronto un piano B e C, secondo la Repubblica.

SCONTO CARBURANTI IN BILICO

Prorogare lo sconto di 24,4 centesimi al litro sulle accise di benzina e diesel per almeno 15-20 giorni. È l’ambizioso obiettivo del Governo, ma dovrà raschiare il fondo del barile dei conti pubblici per trovare le coperture necessarie. Infatti, la seconda proroga sarà ancora più dura della prima per le casse pubbliche, secondo la Repubblica, poiché il Governo non potrà attingere dall’extragettito Iva di marzo, che ha portato un tesoretto da circa 200 milioni. La ragione è che il 30 aprile il quadro delle entrate aggiuntive non sarà ancora definitivo.

A preoccupare maggiormente il Governo è il gasolio. La ragione è che “nonostante le piccole limature degli ultimi giorni continua a viaggiare in media a 2,06 euro al litro, e con l’addio al contributo governativo al pieno volerebbe quindi a 2,30 euro, cioè ai massimi di sempre”, scrive Il Sole 24 Ore. Al contrario, la benzina ieri si è fermata a 1,74 euro al litro, un prezzo “che in sé non giustifica l’esigenza di fondi pubblici per aiutare gli automobilisti a fare rifornimento. Lo sconto, però, è sempre generalizzato, e questo aspetto aumenta la sua scarsa efficienza (per tacere del carattere regressivo della misura, che finisce per destinare più risorse alle famiglie con maggiore capacità di consumo)”, aggiunge il giornale.

LE ALTERNATIVE SUL TAVOLO

Il tempo stringe e le risorse pubbliche scarseggiano. Infatti, il nuovo provvedimento vedrà la luce giovedì nel corso del prossimo Cdm. Il Governo tenterà fino all’ultimo minuto di trovare i fondi necessari per una proroga generalizzata dello sconto sulle accise, ma le speranze sono al lumicino. Se la caccia alle coperture dovesse fallire, i tecnici dell’esecutivo hanno già due piani alternativi nascosti nel cassetto. Il filo rosso che li accomuna è la selettività.

Il primo prevede aiuti riservati agli autotrasportatori, che continuerebbero a beneficiare del credito d’imposta, attualmente pari al 20%, per l’acquisto del gasolio. Una misura che la Lega vorrebbe ampliare, secondo la Repubblica, per ottenere un effetto deterrente sulle proteste dei tir già in programma. Una soluzione non facilmente percorribile per la difficoltà di individuare ristori compatibili con la normativa europea sugli aiuti di Stato e il rischio di accrescere il malcontento degli esclusi dall’agevolazioni, secondo quanto hanno riferito fonti dell’esecutivo al giornale del gruppo Gedi.

TORNA LA CARTA PER I CARBURANTI?

Il piano C del Governo è una misura studiata per i redditi bassi. In particolare, i tecnici dell’esecutivo hanno iniziato a delineare un bonus benzina per i beneficiari della carta “Dedicata a te”, il contributo economico di 500 euro erogato alle famiglie con Isee fino a 15mila euro per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità.

Una possibilità che i funzionari del Mimit avevano messo sul tavolo già metà marzo, in occasione dei lavori preparatori del primo dl Carburanti.

L’ULTIMA SPIAGGIA

I tagli ai ministeri è l’ultima spiaggia per il Governo. Infatti, hanno già dovuto sacrificare una parte dei loro fondi in occasione del primo dl Carburanti. Chiedere un nuovo sacrificio ai ministeri sarebbe rischioso economicamente e politicamente.

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