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Sicurezza energetica UE

Von der Leyen accelera sull’elettrificazione: 45 miliardi all’Ucraina e piano d’urgenza per l’energia

La Presidente della Commissione UE delinea la strategia post-crisi in Medio Oriente: stop alla dipendenza dai fossili e nuove risorse proprie per salvare il bilancio comunitario.

L’Europa si trova a un bivio decisivo tra la necessità di garantire la stabilità geopolitica ai propri confini e l’urgenza di una trasformazione strutturale del proprio modello energetico. Durante l’ultimo dibattito plenario al Parlamento europeo, la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha tracciato le linee guida della risposta di Bruxelles alla nuova crisi in Medio Oriente e al perdurante conflitto ucraino. Durante il discorso ufficiale pronunciato dalla Presidente davanti all’emiciclo, è stata annunciata l’erogazione di una tranche da 45 miliardi di euro per Kiev e un Piano d’azione per l’elettrificazione da presentare entro l’estate. Il messaggio è netto: l’instabilità globale richiede un’indipendenza energetica non più procrastinabile, basata su produzione interna e coordinamento rafforzato.

SOSTEGNO ALL’UCRAINA E CORTINA DI FERRO DIGITALE

Il Consiglio europeo di cooperazione ha aperto i lavori confermando il mantenimento degli impegni finanziari verso Kiev. Von der Leyen ha annunciato che l’Unione erogherà entro questo trimestre la prima tranche da 45 miliardi di euro per il 2026, parte del prestito complessivo di 90 miliardi promesso in primavera. La ripartizione dei fondi è strategica: un terzo servirà a coprire le esigenze di bilancio dello Stato ucraino, mentre i restanti due terzi saranno destinati alla difesa.

In particolare, un pacchetto da 6 miliardi sarà investito in droni prodotti direttamente dall’Ucraina. Parallelamente, l’adozione del ventesimo pacchetto di sanzioni sta esercitando una pressione crescente sull’economia russa, provocando inflazione e tassi di interesse elevati. Secondo la Presidente, la reazione del Cremlino, che sta limitando la libertà di comunicazione e l’accesso a internet, sta creando una vera e propria “cortina di ferro digitale”, un muro che, come quelli del passato, è destinato a crollare.

LA LEZIONE DEL MEDIO ORIENTE E IL COSTO DELL’INAZIONE

A due mesi dall’esplosione delle violenze in Medio Oriente, la tregua in Iran e Libano apre spiragli diplomatici, ma le conseguenze economiche restano pesanti. Von der Leyen ha ribadito la solidarietà ai partner regionali (Egitto, Libano, Siria, Giordania e Consiglio di Cooperazione del Golfo), ponendo come condizione per una pace duratura il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz senza pedaggi e il controllo dei programmi nucleari e missilistici iraniani.

La realtà energetica è tuttavia brutale: in soli 60 giorni di conflitto, l’UE ha speso 27 miliardi di euro in più per le importazioni di combustibili fossili, senza ottenere “una singola molecola di energia aggiuntiva”. La strategia per uscire da questa vulnerabilità passa per il potenziamento di rinnovabili e nucleare, seguendo modelli di successo come quello svedese, dove l’alta quota di fonti pulite scherma i consumatori dalle oscillazioni del prezzo del gas.

COORDINAMENTO DELLE RISERVE E AIUTI MIRATI

La Commissione propone tre pilastri operativi per gestire l’attuale emergenza. Il primo riguarda un coordinamento europeo senza precedenti che superi la competizione tra Stati membri vista in passato. L’obiettivo è centralizzare non solo lo stoccaggio del gas, ma anche la gestione delle riserve di carburante per aerei e gasolio, mercati attualmente in forte contrazione. Gestire congiuntamente il rilascio delle scorte di petrolio e la capacità delle raffinerie permetterebbe all’Unione di esercitare il proprio enorme potere di mercato.

Il secondo pilastro riguarda la tutela di consumatori e imprese: von der Leyen ha criticato duramente gli errori della crisi precedente, in cui oltre 350 miliardi di euro sono stati erogati tramite aiuti a pioggia non mirati. In futuro, il sostegno dovrà essere destinato esclusivamente alle famiglie e ai settori industriali più vulnerabili per non alimentare artificialmente la domanda di fossili.

IL PIANO D’AZIONE PER L’ELETTRIFICAZIONE DELL’EUROPA

Il terzo gruppo di misure punta alla modernizzazione sistemica dell’energia. Sebbene nel 2022 il gas influenzasse i prezzi elettrici per il 70% del tempo, oggi tale incidenza è scesa al 30%, ma l’elettrificazione dei consumi finali resta sotto il 25%, un dato inferiore rispetto ai competitor statunitensi e cinesi. Per colmare questo gap, Bruxelles presenterà entro l’estate il “Piano d’azione per l’elettrificazione”, accelerando i negoziati sul Pacchetto Reti concordati a Cipro.

Dei 300 miliardi di euro stanziati per l’energia nel bilancio attuale, 95 miliardi sono ancora disponibili: la sfida è utilizzarli per elettrificare industria, trasporti e riscaldamento. “Questo è il momento di elettrificare l’Europa”, ha dichiarato von der Leyen, sottolineando che non si tratta solo di una scelta ecologica, ma di una questione di competitività e sicurezza economica.

RISORSE PROPRIE E IL FUTURO DEL QUADRO FINANZIARIO

L’equazione del futuro bilancio UE deve fare i conti con scadenze ineludibili. Dal 2028 inizierà il rimborso del NextGenerationEU, mentre crescono le necessità di investimento in difesa e sicurezza, oltre al mantenimento dei pilastri storici come la Politica Agricola Comune (PAC) e la coesione. Per von der Leyen, la soluzione non può essere l’aumento dei contributi nazionali o il taglio della spesa: l’unica via credibile è l’introduzione di nuove “risorse proprie”.

Senza entrate stabili e diversificate collegate alle politiche dell’Unione, l’Europa rischierebbe di avere meno capacità di intervento proprio dove è chiamato a fare di più. Il pacchetto proposto dalla Commissione è dunque presentato come l’unico strumento per far coincidere le ambizioni politiche con i mezzi finanziari necessari.

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