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Piano nucleare Italia

Nucleare in Italia, Salvini: “Ddl in aula a maggio, reattori operativi tra il 2032 e il 2033”

Il Ministero delle Infrastrutture fissa al 2027 l’apertura ai privati e scommette sulla fissione a corto raggio. Contemporaneamente al ritorno dell’atomo, l’Italia completerà i corridoi ferroviari per Lione, Monaco e la Sicilia.

L’Italia accelera con decisione sul dossier atomico, trasformando quella che per anni è stata una discussione teorica in un cronoprogramma stringente con scadenze legislative fissate già per il mese in corso. L’obiettivo dichiarato è raggiungere l’autonomia energetica per tutelare il sistema produttivo nazionale, portando il Paese a “girare il primo interruttore” nucleare entro i prossimi sei anni. È quanto emerge dall’intervento del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti durante l’evento organizzato da Agenda Italia, “La sfida energetica per la crescita del Paese”. Il titolare del Mit, reduce da un vertice riservato a Palazzo Chigi, ha delineato una strategia che punta tutto sulla fissione e sui piccoli reattori modulari, fissando al 1° gennaio 2027 la data in cui i privati potranno ufficialmente iniziare a investire in una cornice regolatoria definita.

L’OBBLIGO DEL NUCLEARE PER IL FUTURO INDUSTRIALE

L’analisi del quadro internazionale non lascia spazio a dubbi: la dipendenza energetica dall’estero è diventata un rischio insostenibile per la sicurezza nazionale. In questo contesto, il ritorno all’atomo viene presentato non come una tra le tante opzioni sul tavolo, ma come un imperativo etico e politico. “Vengo da una riunione riservata a Palazzo Chigi in cui uno dei principali temi è stato l’energia. Le crisi internazionali confermano che non possiamo più essere dipendenti. Il nucleare non è una scelta è un obbligo, un dovere”, ha scandito il Ministro, aggiungendo una critica netta a chi si oppone a questa visione.

“Io penso che un politico italiano che dice no al nucleare sia contro il futuro del paese, dell’industria e dei nostri figli”. Secondo il rappresentante del Governo, la stragrande maggioranza delle forze politiche è ormai consapevole di questa necessità: “Tranne una residuale minoranza contraria a tutto e a tutti, il 90% della politica sensiente non possa che dire sì. Poi ci sono i sì più spediti e convinti e quelli meno convinti e dilatori”.

IL CRONOPROGRAMMA LEGISLATIVO E L’APERTURA AI PRIVATI

Per trasformare la volontà politica in realtà industriale, l’esecutivo ha predisposto una tabella di marcia che punta a superare le lungaggini burocratiche degli ultimi decenni. La verità, secondo il Ministero, è che si è già perso troppo tempo nei primi tre anni e mezzo di legislatura. L’ambizione è ora quella di consegnare il piano regolatorio definitivo agli operatori entro la fine del 2026. “Il ddl nucleare deve arrivare in aula entro la fine del corrente mese di maggio, per poi passare la doppia approvazione Camera e Senato entro l’autunno, così da avere i decreti attuativi entro il 31 dicembre 2026”, ha spiegato il Ministro.

Questo passaggio è propedeutico alla fase operativa: l’idea è “mettere in mano al soggetto privato, italiano o straniero che sia, dal 1° gennaio 2027, il quadro regolatorio all’interno del quale operare, per poi arrivare alla fase costruttiva”. Il richiamo alla maggioranza e all’intera classe dirigente è quello di assumersi la responsabilità delle decisioni, senza lasciarsi bloccare da cavilli burocratici: “Dobbiamo prenderci onori e oneri della carica elettiva. Sono sicuro che ci sarà la fila di investitori italiani e internazionali”.

TECNOLOGIA A FISSIONE E REATTORI MODULARI

Sul fronte tecnologico, la scelta del Governo ricade sulla fissione di nuova generazione, scartando l’ipotesi della fusione per l’immediato futuro poiché ritenuta ancora una prospettiva accademica a lungo termine. Il dovere della politica, secondo il titolare del Mit, è lavorare sull’oggi con strumenti già sperimentati e operativi.

Un punto di svolta culturale riguarda la dimensione delle infrastrutture: non più grandi centrali che richiedono estensioni enormi, ma piccoli reattori modulari (SMR). “Stiamo parlando di reattori modulari di piccole dimensioni che possono occupare un campo di calcio o poco più”, ha precisato il Ministro, lanciando poi una proposta sulla localizzazione: “Da milanese io penso che dovrebbe essere Milano la capofila”. L’approccio suggerito è pragmatico: eliminare i dubbi e le esitazioni (“i no li tolgo, i ‘sì ma’ li tolgo”) per concentrarsi esclusivamente sulla fattibilità delle tecnologie esistenti.

LA SINERGIA TRA AUTONOMIA ENERGETICA E GRANDI OPERE

Il decennio che va dal 2030 al 2040 viene identificato come il periodo d’oro per la modernizzazione dell’Italia, in cui il nuovo assetto energetico si sposerà con il completamento di infrastrutture attese da tempo. Usando una metafora legata al gioco del lotto, il Ministro ha indicato due date simbolo. “Se avessi due numeri da giocarmi sulle ruote di Roma e Milano mi giocherei 32 e 33 per il primo nucleare”. Queste date non segnerebbero solo l’avvio della produzione di energia atomica, ma coinciderebbero con la rivoluzione dei trasporti ad alta velocità.

Secondo le stime tecniche, tra il 2032 e il 2033 vedranno la luce il treno veloce Torino-Lione, il collegamento Bolzano-Monaco e il servizio ferroviario tra Messina e Reggio Calabria. Quest’ultimo, ha sottolineato il Ministro, rappresenta “l’unico tassello che manca al corridoio Palermo-Helsinki”, precisando che si tratta di un’opera distinta dal progetto del ponte. In chiusura, un accenno al rapporto con Bruxelles: se in passato le richieste comunitarie sono state accolte con scetticismo, in questo caso l

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