In audizione al Senato sul recepimento della Direttiva europea sul mercato del gas e dell’idrogeno, le associazioni hanno ribadito il ruolo centrale del combustibile e le prospettive per il mercato italiano dei gas rinnovabili
Designare l’Arera quale autorità di riferimento per l’idrogeno, coinvolgere i consumatori – spingendoli ad utilizzare gas sempre più rinnovabili – e calibrare meglio le tutele per le PMI, per le quali “il gas è un fattore produttivo primario”. Sono questi i principali spunti emersi durante le audizioni, in Commissione Ambiente al Senato, in audizione sull’atto del Governo n. 395 (Mercati interni del gas rinnovabile, del gas naturale e dell’idrogeno).
PROXIGAS: PREVEDERE USO DEI CREDITI DI CARBONIO INTERNAZIONALI
“Negli ultimi anni – ha dichiarato Marta Bucci, direttore generale di Proxigas – abbiamo visto che, anche dopo la crisi energetica del 2022-2023, è una sostanziale resilienza della domanda di gas: i consumi dal 2023 in avanti, sia in Italia che in Europa, hanno ripreso gradualmente a crescere, e lo stanno facendo per bilanciare l’intermittenza e la stagionalità delle fonti energetiche rinnovabili, non programmabili”.
Dopo aver ricordato che “circa il 70% delle nostre abitazioni viene riscaldato utilizzando gas naturale”, Bucci ha detto che Proxigas, insieme ad altre associazioni, ha analizzato il parco abitativo nazionale per capire quali possono essere le prospettive di elettrificazione. Lo studio svolto “ci dice che le prospettive concrete di elettrificazione nel nostro Paese sono molto limitate. Se guardiamo gli edifici in classe F-G, quindi le classi meno efficienti, sono circa 16 milioni, e di questi meno di 2 milioni potrebbero ospitare una pompa di calore elettrica. Tutto questo ci fa pensare che, prospetticamente, il gas rimarrà la fonte energetica di riferimento per gli usi residenziali”.
PROXIGAS: PREVEDERE USO DEI CREDITI DI CARBONIO INTERNAZIONALI
Sul recepimento della Direttiva sui mercati del gas, la direttrice di Proxigas ha affermato che l’articolo che prevede il divieto di stipulare contratti a lungo termine di gas fossile oltre il 2049 “dev’essere recepito, ma facendo sì che si possano utilizzare, per bilanciare le emissioni di questo gas fossile, anche dei crediti di carbonio internazionali”, poiché “l’unica arma che noi abbiamo per stabilizzare i prezzi è proprio stipulare contratti a lungo termine”.
VALORIZZARE LE RETI PER DIFFONDERE I GREEN GAS
Secondo Bucci, “bisogna coinvolgere i consumatori e spingerli a utilizzare gas sempre più rinnovabili. Va bene investire in obblighi informativi, ma vanno tarati a seconda della conoscenza del settore e delle diverse tipologie di clienti, industriali o residenziali, magari delegando questa attività ad Arera”.
Infine, sulle reti di distribuzione del gas, “dovrebbero essere valorizzate per diffondere i green gas, principalmente il biometano, che può essere ospitato direttamente nelle nostre reti. Le reti avranno un ruolo, non possiamo pensare di dismetterle”.
H2IT: PER CREARE UN MERCATO DELL’IDROGENO SERVE UN APPROCCIO FLESSIBILE
Specificamente di idrogeno ha parlato Cristina Maggi, direttrice di H2IT, spiegando che “rappresenta un’opportunità davvero strategica per l’Italia, non solo per la decarbonizzazione del Paese, ma anche per la sicurezza energetica e la competitività del sistema industriale. È un settore in crescita e si trova in una fase di sviluppo iniziale, che non può essere comparata con altri settori, che hanno una diversa scala e una diversa maturata”.
In questo momento l’obiettivo primario è “creare un mercato dell’idrogeno”, quindi “è necessario trattarlo con un approccio flessibile, con regole proporzionate che possano accompagnare le nuove progettualità, i progetti in corso che si stanno mettendo a terra, ma soprattutto che non frenino gli investimenti”.
Dopo aver chiarito che H2IT “vede molto positivamente la bozza di decreto legislativo per l’approccio graduale e flessibile che viene dato alla gestione delle infrastrutture”, Maggi ha affermato che il ruolo di Arera “ovviamente è centrale in questa fase”, e che “noi ci rendiamo disponibili a un continuo confronto con l’industria, perché è importante che ci sia un dialogo aperto e costruttivo sullo sviluppo di questo mercato”.
ASSOGASLIQUIDI: I GAS RINNOVABILI INCLUDONO ANCHE I GAS LIQUEFATTI
Per Matteo Cimenti, presidente di Assogasliquidi, lo schema di decreto “è molto positivo, poiché i nostri prodotti possono dare un contributo, considerato il riconoscimento normativo del ruolo che viene attribuito ai gas rinnovabili. Per la nostra industria, in questo momento, è fondamentale dare un supporto alla decarbonizzazione e avere un ruolo nella decarbonizzazione, nell’ambito di una neutralità tecnologica e di una transizione giusta, che consenta alla popolazione di partecipare alla decarbonizzazione, ma senza traumi e senza sacrifici”.
“Il provvedimento in esame – ha aggiunto Cimenti – si concentra sul problema del biometano e dell’idrogeno, ma noi vorremmo ricordare che la categoria dei gas rinnovabili include anche i gas rinnovabili liquefatti, quindi il GPL di origine rinnovabile, il bio-GPL, ma anche il GNL di origine rinnovabile, il bio-GNL. Ricordiamo infine che il PNIEC ha dato degli obiettivi al 2030 di oltre 1 milione e 400.000 tonnellate di prodotto di origine rinnovabile”.
ASSOGASTECNICI: DESIGNARE ARERA COME AUTORITÀ DI RIFERIMENTO PER L’IDROGENO
Soffermandosi sull’articolo 1 del decreto, Matteo Lorenzo Corda, vicepresidente gruppo idrogeno di Assogastecnici, ha dichiarato che “sarà fondamentale assicurare un coordinamento con la normativa Ue in materia di CCS, in particolare con il pacchetto e regolamento sulle infrastrutture di CO2 e i mercati”. Inoltre, sarà importante “designare, prima del recepimento del cosiddetto gas package, l’Arera quale autorità di riferimento per l’idrogeno”.
Da ultimo, bisognerà chiarire meglio “a carico di chi saranno i contributi previsti per il funzionamento dell’Arera, magari applicando quello che avviene nei settori regolati come gas ed elettricità, dove il contributo è dovuto dai soggetti regolati”.
CONFLAVORO: PER MIGLIAIA DI PMI IL GAS È UN FATTORE PRODUTTIVO PRIMARIO
Per decine di migliaia di piccole e medie imprese manifatturiere italiane – quelle della ceramica, le vetrerie, le fonderie, la chimica fine, la panificazione industriale, le tinto-lavanderie – “il gas è un fattore produttivo primario”, come ha spiegato Enrico Fantini, vicepresidente nazionale di Conflavoro.
Per Fantini “il decreto introduce tutele importanti, e noi condividiamo pienamente l’impatto. Tuttavia – ha aggiunto -, riteniamo che le tutele possano essere meglio calibrate sulle piccole e medie imprese. Nell’articolo 3, il decreto non definisce in maniera chiara il ‘piccolo cliente non domestico’, e le PMI finiscono nella categoria generica di clienti finali. La direttiva, all’articolo 3, paragrafo 14, consente esplicitamente di estendere alle micro imprese le tutele previste per i clienti civili, e per questo chiediamo che questa facoltà venga esercitata con una definizione coerente con la Raccomandazione europea sulle PMI”.
CONFCOMMERCIO: LA PRIORITÀ RESTA IL CONTENIMENTO DEI COSTI IN BOLLETTA DELLE MPMI
Elisa Stellato, responsabile Ambiente, utility e sicurezza di Confcommercio, ha affermato che lo schema di decreto “appare conforme ai dettati della direttiva, elaborando una strategia volta tanto al potenziamento delle infrastrutture, tanto all’empowerment del consumatore. In tale cornice, sottoponiamo alcune osservazioni incentrate sulle esigenze delle imprese. La priorità – ha spiegato Stellato – resta il contenimento dei costi in bolletta delle MPMI, soprattutto evitando che le scelte di investimento si traducano in aumenti tariffari in bolletta. È fondamentale che gli investimenti previsti dai piani di sviluppo delle reti del gas e dell’idrogeno rispettino criteri di efficienza e proporzionalità. L’Arera dovrebbe quindi approvare solo interventi strettamente necessari e coerenti con il calo della domanda atteso, garantendo la neutralità tecnologica e tenendo in considerazione elettrificazione ed efficienza energetica”.


