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Mercato europeo GNL 2026

Nel 2026 gli Stati Uniti forniranno due terzi delle importazioni europee di GNL. Il report IEEFA

L’aggiornamento dell’European LNG Tracker e dell’EU Gas Flows Tracker dell’IEEFA mostra che, tra il 2021 e il 2025, le importazioni europee di GNL dagli Stati Uniti sono più che triplicate

L’Europa sta aumentando la propria dipendenza dal gas naturale liquefatto (GNL) statunitense: nel 2026, secondo una nuova analisi dell’Institute for Energy Economics and Financial Analysis (IEEFA), gli Stati Uniti forniranno due terzi delle importazioni europee di questo combustibile.

L’aggiornamento dell’European LNG Tracker e dell’EU Gas Flows Tracker dell’IEEFA mostra che, tra il 2021 e il 2025, le importazioni europee di GNL dagli Stati Uniti sono più che triplicate, mentre i Paesi europei riducevano progressivamente la loro dipendenza dal gas russo via gasdotto.

IEEFA: NEL 2026 GLI USA DIVENTERANNO IL PRIMO FORNITORE DI GNL DELL’UE

Alla luce delle interruzioni delle esportazioni di GNL dal Qatar, l’IEEFA prevede che nel 2026 gli Stati Uniti diventeranno il principale fornitore di gas dell’UE e che entro il 2028 potrebbero arrivare a coprire l’80% delle importazioni europee di GNL. In media, il GNL statunitense resta anche il più costoso per gli acquirenti europei.
“Il passaggio dell’Europa dal gas via gasdotto al GNL avrebbe dovuto garantire maggiore sicurezza energetica e diversificazione delle forniture. Ma le interruzioni legate alla guerra in Medio Oriente e l’eccessiva dipendenza dal GNL statunitense dimostrano che questa strategia ha fallito su entrambi i fronti”, ha dichiarato Ana Maria Jaller-Makarewicz, lead energy analyst per l’Europa dell’IEEFA, che ha aggiunto: “il GNL è diventato il tallone d’Achille della strategia europea di sicurezza energetica, esponendo il continente a prezzi del gas elevati e a nuove vulnerabilità sul fronte dell’approvvigionamento”.

LE POLITICHE UE PER RIDURRE LA DOMANDA DI GAS

La crisi energetica in corso ha accelerato gli sforzi europei per ridurre la dipendenza dal gas importato, anche attraverso la nuova strategia AccelerateEU. L’IEEFA stima quindi che il consumo di gas in Europa possa continuare a diminuire nel 2026 e calare del 14% tra il 2025 e il 2030, con una conseguente riduzione della domanda di GNL di circa il 23% nello stesso periodo.
Ciononostante, molti Paesi europei continuano a pianificare nuovi terminal di importazione di GNL, con il rischio concreto di creare infrastrutture sottoutilizzate. Secondo l’IEEFA, entro il 2030 la capacità europea di importazione di GNL potrebbe superare la domanda complessiva di gas del continente ed essere pari a tre volte la domanda di GNL.
“L’Europa non può controllare le interruzioni dell’offerta globale di GNL, ma può rafforzare l’efficienza energetica e accelerare lo sviluppo delle rinnovabili e delle pompe di calore per ridurre la propria dipendenza dalle importazioni”, ha aggiunto Jaller-Makarewicz.

IMPORTAZIONI DI GNL RUSSO A LIVELLI RECORD

La Russia resta il secondo maggiore fornitore di GNL dell’UE, nonostante l’obiettivo europeo di eliminare gradualmente le importazioni di gas russo. Nel primo trimestre del 2026, le importazioni europee di GNL russo sono aumentate del 16% su base annua.
Nei primi tre mesi del 2026 le importazioni europee di GNL dalla Russia hanno raggiunto un record trimestrale, trainate soprattutto dalle forniture verso Francia, Spagna e Belgio.
Nel 2025 i Paesi UE hanno speso 5,9 miliardi di euro per il gas russo via gasdotto e 6,7 miliardi di euro per il GNL russo. “La guerra in Medio Oriente ha reso l’Europa ancora più dipendente dai suoi due principali fornitori di GNL, Stati Uniti e Russia. La crisi energetica del 2026 dimostra che finché i Paesi europei continueranno a fare affidamento sul gas, dovranno accettare anche i rischi geopolitici che ne derivano”, ha concluso Jaller-Makarewicz.

GLI ULTIMI DATI SULL’ITALIA

L’Italia dipende dal GNL del Qatar più di qualsiasi altro paese europeo: nel 2025, il 33% delle sue importazioni di GNL proverrà dal Qatar. Nel primo trimestre del 2026, l’Italia ha importato il 55% del proprio GNL dagli Stati Uniti. Nel 2025 l’Italia ha speso circa 3,5 miliardi di euro per il GNL statunitense.
Il terminal di Ravenna è entrato in funzione nel 2025 utilizzando la FSRU BW Singapore; nel marzo 2026 ha registrato un tasso di utilizzo del 25%.
La capacità di rigassificazione del terminal Adriatic LNG è stata aumentata di 0,5 miliardi di metri cubi, portandola a 9,5 miliardi di metri cubi al 31 dicembre 2025. Il terminal di Panigaglia ha registrato un tasso di utilizzo del 12,4% nel primo trimestre del 2026, il più basso nell’UE. Il progetto del terminal GNL di Porto Empedocle in Sicilia non è stato confermato. L’entrata in servizio del terminal di Gioia Tauro era prevista per il 2026, ma non è stata confermata.

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