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Patto di stabilità e crisi energetica

Energia e Patto di stabilità: il Governo pronto al taglio delle accise tra le tensioni con Bruxelles

Mentre l’Eurogruppo frena sulle deroghe generali, il ministro Salvini annuncia un intervento imminente e la Commissione UE apre alla revisione dei fondi Pnrr e di Coesione.

Il Governo italiano si prepara a varare, nel Consiglio dei ministri convocato per domani, un nuovo decreto legge per prorogare il taglio delle accise su benzina e gasolio e introdurre i primi sostegni per il settore dell’autotrasporto. L’intervento, che dovrebbe mobilitare centinaia di milioni di euro di risorse interne, arriva in un momento di forte tensione istituzionale con l’Europa.

Se da un lato la Commissione Europea si mostra disponibile a dialogare su specifiche flessibilità, l’Eurogruppo manifesta una marcata freddezza verso la concessione di nuove deroghe generalizzate alle regole di bilancio, temendo che sussidi nazionali ai combustibili fossili possano danneggiare i Paesi vicini e aggravare la scarsità di risorse sul mercato comune.

LA CHIUSURA DELL’EUROGRUPPO SULLE REGOLE FISCALI

Secondo quanto riportato oggi dal “Corriere della Sera”, il clima a Bruxelles in vista della riunione dei ministri delle Finanze a Cipro appare tutt’altro che favorevole alle istanze italiane. Un funzionario europeo ha chiarito che non è prevista una discussione approfondita su ulteriori flessibilità nell’ambito del Patto di stabilità, sottolineando come “non sia stato registrato uno slancio” in tal senso.

La preoccupazione dei ministri dell’area euro riguarda l’efficacia delle azioni intraprese finora dai singoli Stati: l’idea prevalente è che molte di queste politiche non rispondano all’interesse comune, ma finiscano per aumentare la domanda di idrocarburi. Nonostante non vi siano negoziati ufficiali in corso, lo stesso quotidiano rivela che discussioni sulla clausola di salvaguardia nazionale sono avvenute a vari livelli. Le stime della Commissione indicano che l’Italia ha speso finora 1,4 miliardi di euro in tagli alle accise, una cifra pari allo 0,06% del Pil, all’interno di un quadro europeo che vede 23 Paesi impegnati in misure simili per un totale di 17 miliardi di euro.

SALVINI E LA MINACCIA DELL’AUTODEROGA

Sul fronte interno, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha utilizzato toni duri durante il Festival dell’Economia di Trento. Come riferito da “Il Sole 24 Ore”, Salvini ha confermato che il decreto è pronto per domani e ha criticato aspramente l’atteggiamento della Commissione Europea, definito “lento, ottuso, ideologico e burocratico”.

Il ministro ha lanciato un avvertimento esplicito: “Se non arriverà l’ok da Bruxelles alla deroga al Patto di stabilità, autoderogheremo”, ribadendo l’impossibilità di investire decine di miliardi in spese militari al 5% del Pil, come ipotizzato in sede Nato, mentre il Paese affronta l’emergenza energetica. Salvini si è inoltre detto favorevole a una riapertura strategica alle forniture di gas russo, citando la posizione dell’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi.

IL REPERIMENTO DELLE COPERTURE E L’IPOTESI EXTRAPROFITTI

Il nodo centrale resta quello delle coperture finanziarie, tema analizzato da Carlo Stagnaro su “Il Foglio“. Con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti che sembra aver accantonato l’ipotesi di fare nuovo deficit in assenza di semaforo verde da Bruxelles, e con Salvini che ammette l’esaurimento delle risorse interne, la strada appare in salita.

La mozione approvata dalla maggioranza suggerisce l’uso selettivo degli extraprofitti. Secondo “Il Foglio”, le opzioni sul tavolo sarebbero due: un’addizionale Ires sugli utili aziendali o un prelievo chirurgico sulla filiera dell’oil & gas, simile alla Robin Tax del 2007. Tuttavia, Stagnaro avverte che tali misure potrebbero innescare contenziosi e rallentare paradossalmente l’uscita dalla crisi invece di mitigarla.

LE APERTURE TECNICHE DELLA COMMISSIONE CON RAFFAELE FITTO

Una visione più diplomatica arriva dal vicepresidente esecutivo della Commissione Europea, Raffaele Fitto. Intervenendo anch’egli a Trento, Fitto ha confermato a “Il Sole 24 Ore” che è in corso un’interlocuzione con Roma sulla scia della linea tracciata dal commissario Valdis Dombrovskis. La strategia proposta da Bruxelles punta sull’utilizzo flessibile di tre strumenti già esistenti.

Il primo riguarda la rimodulazione dei fondi di coesione non ancora impegnati: l’Italia ha già riprogrammato 7 miliardi su casa e competitività all’interno di un plafond europeo di 35 miliardi. Il secondo strumento è la revisione finale dei Piani nazionali di ripresa e resilienza, con il termine ultimo fissato al 31 maggio. Infine, Fitto ha confermato che il dibattito sugli investimenti specifici da destinare al comparto energetico è pienamente aperto, segnalando una volontà di adeguare i bilanci a un contesto geopolitico in rapida evoluzione.

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