Dombrovskis valuta il piano Meloni-Giorgetti tra i paletti della sostenibilità fiscale, mentre a Roma riprende quota l’ipotesi di una nuova Robin Tax?
L’Unione Europea apre uno spiraglio alla richiesta di flessibilità fiscale avanzata dall’Italia per arginare gli effetti della crisi energetica, pur ribadendo la necessità di mantenere una rigorosa sostenibilità dei conti pubblici. Al termine dell’Eurogruppo svoltosi a Nicosia, il commissario UE all’Economia, Valdis Dombrovskis, ha confermato che il ministro Giancarlo Giorgetti ha ufficialmente posto la questione sul tavolo, anche in riferimento alla lettera inviata dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ai vertici di Bruxelles.
IL DIALOGO TRA ROMA E BRUXELLES SULLE REGOLE DI BILANCIO
Le dichiarazioni di Valdis Dombrovskis, rilasciate alla stampa a Nicosia, delineano un percorso di valutazione complesso. “Il ministro Giorgetti ha sollevato il punto sulla flessibilità fiscale chiesta dall’Italia per la crisi energetica, anche nel contesto della lettera che abbiamo ricevuto dalla prima ministra Giorgia Meloni. Stiamo cercando di valutare diverse opzioni”, ha spiegato il commissario UE.
L’Esecutivo comunitario sta analizzando le possibili “opzioni di politica fiscale” per affrontare l’emergenza sfruttando i margini già presenti nel quadro fiscale vigente. Tuttavia, Dombrovskis ha posto un paletto invalicabile: “Le misure devono essere mirate perché dobbiamo anche preservare la sostenibilità fiscale”. Questo monito si inserisce in una cornice di cautela condivisa anche dalla presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, la quale ha sottolineato che “le misure anticrisi di bilancio devono essere temporanee, calibrate e mirate e qualsiasi deviazione da questi parametri porta a diversi orientamenti di politica monetaria”.
IL NODO DELLE ACCISE E LA CARENZA DI RISORSE INTERNE
Nonostante gli stanziamenti settoriali, resta critico il quadro generale della finanza pubblica italiana. Il dibattito governativo è attualmente focalizzato sulla ricerca delle coperture per prorogare il taglio delle accise sui carburanti. Come analizzato da Carlo Stagnaro sulle colonne de “Il Foglio” qualche giorno fa, la situazione appare bloccata: il ministro Giorgetti intende evitare nuovi scostamenti di bilancio in assenza di un via libera esplicito dall’Unione Europea, mentre il ministro Matteo Salvini ha ammesso che le riserve economiche all’interno dei singoli ministeri sono ormai esaurite.
In questo contesto, la maggioranza ha approvato una mozione che impegna l’Esecutivo a valutare un
“utilizzo selettivo degli extraprofitti”. Tuttavia, la strada è in salita: le ipotesi tecniche spaziano da un’addizionale Ires per le società energetiche a un prelievo mirato sulla filiera oil & gas simile alla Robin Tax del 2007. Stagnaro avverte però che tali soluzioni, oltre a esporre lo Stato a lunghi contenziosi legali, potrebbero paradossalmente rallentare la ripresa rallentando gli investimenti necessari.
IL FRONTE EUROPEO SUGLI EXTRAPROFITTI E LA POSIZIONE DELLA FRANCIA
La questione della tassazione degli utili straordinari non riguarda solo l’Italia. Anche la Francia sta valutando un prelievo sui cosiddetti “utili di guerra” generati dall’impennata dei prezzi energetici seguita alle tensioni tra Stati Uniti e Iran. Il ministro delle Finanze francese, Roland Lescure, ha dichiarato all’agenzia Reuters che “se ci sono aziende particolari che hanno realizzato profitti eccezionali, forse imporremo tasse aggiuntive”, rimandando il confronto parlamentare alla prossima stagione autunnale.
La posizione di Parigi ricalca il pressing già esercitato lo scorso aprile da un blocco di cinque nazioni — Italia, Germania, Spagna, Portogallo e Austria — che avevano chiesto formalmente una “soluzione europea” per tassare i ricavi record dei colossi dell’energia. Nonostante questo fronte comune, la Commissione Europea ha finora respinto ogni proposta di prelievo armonizzato, preferendo la via della flessibilità contenuta nel pacchetto “AccelerateEU”, lasciando di fatto ai singoli Stati l’onere di gestire la crisi attraverso i propri bilanci nazionali.


