Il ministro Pichetto Fratin lancia la proposta per il rilancio delle energie green: un patto sulle rinnovabili. Tutti i dettagli
Un patto sulle energie rinnovabili rivolto alle amministrazioni territoriali e alle forze di opposizione. È la proposta lanciata dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin in un intervento pubblicato su Il Foglio. Al centro del dibattito, i circa 150 gigawatt di nuova capacità rinnovabile che risultano ancora bloccati tra autorizzazioni, contenziosi e opposizioni territoriali. L’obiettivo indicato dal governo è costruire un sistema energetico fondato su rinnovabili e nuove tecnologie nucleari, puntando su sicurezza energetica, competitività e decarbonizzazione. La transizione energetica deve uscire dal terreno dello scontro ideologico e diventare una responsabilità condivisa.
IL RICHIAMO AL SUPERAMENTO DEI VETI
Nel suo intervento, Pichetto Fratin parte da quella che definisce una contraddizione presente nel dibattito pubblico italiano: tutti dichiarano di voler contrastare il cambiamento climatico, ridurre le emissioni e abbassare il costo dell’energia, ma quando si passa alla realizzazione concreta dei progetti emergono “resistenze, veti, ricorsi e contrapposizioni ideologiche”. Nel suo intervento il ministro richiama anche il dibattito aperto sulle colonne de Il Foglio dal direttore Claudio Cerasa, che aveva evidenziato le contraddizioni che accompagnano il percorso della transizione energetica, e sottolinea che “la vera distinzione non è tra chi è favorevole all’ambiente e chi non lo è: la vera distinzione è tra chi intende affrontare la transizione ecologica con pragmatismo, responsabilità e rigore scientifico e chi continua a leggerla attraverso categorie ideologiche che appartengono al passato”. Per il titolare del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, la transizione energetica “non può essere né di destra né di sinistra” e rappresenta una necessità che riguarda la competitività industriale, la sicurezza degli approvvigionamenti energetici e gli impegni climatici assunti dall’Italia nell’ambito delle politiche europee.
I 150 GW DI PROGETTI ANCORA BLOCCATI
Uno dei passaggi centrali dell’intervento riguarda lo stato delle autorizzazioni per gli impianti da fonti rinnovabili. “I numeri parlano con chiarezza”, scrive Pichetto Fratin, ricordando che “nel nostro paese risultano ancora bloccati progetti per circa 150 gigawatt di nuova capacità da fonti rinnovabili tra autorizzazioni pendenti, contenziosi amministrativi e opposizioni territoriali”. Una quantità di energia che potrebbe contribuire in modo significativo al raggiungimento degli obiettivi climatici europei e nazionali. Solo alcune regioni italiane stanno rispettando pienamente il percorso di sviluppo delle fonti rinnovabili previsto dalla programmazione nazionale: da qui l’appello alle istituzioni territoriali affinché la tutela del paesaggio e delle specificità locali non si traduca in un blocco dei processi decisionali. “Occorre governare i processi, non bloccarli. Programmare, non rinviare. Decidere, non rimandare”, afferma il ministro.
RINNOVABILI, ACCUMULI E INDIPENDENZA ENERGETICA
Nel delineare le priorità energetiche del Paese, Pichetto Fratin sostiene che l’Italia abbia bisogno di accelerare “sulla diffusione del fotovoltaico, dell’eolico, dell’idrogeno, dei sistemi di accumulo e delle reti intelligenti”. L’obiettivo indicato dal ministro è rafforzare progressivamente l’indipendenza energetica nazionale, riducendo la dipendenza dalle fonti fossili importate. Il ministro definisce le energie rinnovabili “uno strumento essenziale per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 e al 2050”, evidenziandone anche il potenziale industriale e occupazionale.
IL RUOLO DEL NUOVO NUCLEARE NEL MIX ENERGETICO
Accanto alle fonti rinnovabili, il ministro richiama la strategia del governo sulle tecnologie nucleari di nuova generazione: “il nuovo nucleare sostenibile, sicuro e innovativo non si pone in alternativa alle fonti rinnovabili. Al contrario, ne costituisce il complemento naturale all’interno di un mix energetico equilibrato, resiliente e in grado di garantire continuità di approvvigionamento”. La strategia delineata dal governo punta quindi a un mix energetico nel quale fonti rinnovabili e tecnologie nucleari di nuova generazione concorrano agli obiettivi di sicurezza energetica, competitività e decarbonizzazione. La questione non è scegliere tra rinnovabili e nucleare, ma costruire “un sistema energetico che sia contemporaneamente pulito, sicuro, competitivo e sostenibile”. Da qui il richiamo finale ad abbandonare “la stagione dei no pregiudiziali e delle contrapposizioni ideologiche”, nella convinzione che “l’ambiente non ha bisogno di slogan. Ha bisogno di decisioni. Ha bisogno di ricerca, innovazione e investimenti”. (Energia Oltre – Bianca Maria Togni)


