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Grossi (Aiea): Basta un raid per mettere a rischio una centrale nucleare in Medio Oriente o Ucraina

Cresce la preoccupazione per la sicurezza degli impianti nucleari. Grossi (Aiea) lancia l’appello: nuovi attacchi potrebbero avere conseguenze imprevedibili

Le guerre in Europa e in Medio Oriente stanno mettendo a dura prova la sicurezza degli impianti nucleari, aumentando il rischio di incidenti. I livelli di radiazione non sono aumentati nelle infrastrutture colpite dai recenti attacchi, ma la situazione delle centrali è ancora estremamente difficile. Un nuovo raid contro qualsiasi impianto nucleare potrebbe far aumentare i livelli di radiazioni. A dirlo è il direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi, nel corso della sua Dichiarazione introduttiva pronunciata presso il Consiglio dei governatori Ue.

L’APPELLO DI GROSSI: BASTA RAID CONTRO CENTRALE NUCLEARE IN MEDIO ORIENTE

Il direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica ha lanciato un appello per il rispetto dei pilastri indispensabili per la sicurezza nucleare e la protezione degli impianti durante un conflitto. Nuovi attacchi contro le centrali in Medio Oriente e Ucraina, infatti, rischiano di avere conseguenze importanti. In particolare, la preoccupazione dell’Aiea per il Medio Oriente è molto elevata, ha affermato Grossi. Infatti, l’attacco con droni del 17 maggio ha colpito la centrale nucleare emiratina di Barakah, danneggiando l’impianto elettrico. Il direttore generale dell’Aiea ha evidenziato che l’incidente ha rappresentato una grave compromissione della sicurezza nucleare e ha violato diversi dei sette pilastri indispensabili dell’AIEA per garantire la sicurezza e la protezione nucleare durante un conflitto armato. La buona notizia è che i livelli di radiazione presso la centrale sono rimasti normali e non sono stati segnalati feriti.

Anche gli impianti iraniani suscitano “serie preoccupazioni in materia di proliferazioni” nell’Aiea, poiché in queste centrali sono ancora presenti 440 kg di uranio altamente arricchito. Inoltre, da più di un anno l’Agenzia non ha più accesso agli impianti nucleari dichiarati colpiti dagli attacchi militari del giugno 2025, fatta eccezione per Bushehr. Infatti, la settimana scorsa, l’Agenzia ha effettuato un’ispezione ordinaria presso questa centrale. Grossi ha sottolineato che la mancanza di informazioni e di accesso impedisce all’AIEA di verificare la sospensione di tutte le attività di arricchimento dell’uranio, riprocessamento e produzione di acqua pesante richieste dalle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza e del Consiglio dei Governatori. Per questa ragione, Grossi ha invitato l’Iran a impegnarsi in modo costruttivo con l’Agenzia per consentire la piena ed efficace applicazione delle salvaguardie e delle pertinenti risoluzioni internazionali, ribadendo al tempo stesso pieno sostegno ai negoziati in corso.

Al contrario, la Siria sta collaborando con piena trasparenza per chiarire, risolvere e chiudere le questioni ancora aperte riguardanti le attività nucleari del passato. In particolare, appena possibile riprenderanno le attività dell’Aiea a Deir al-Zor.

NUCLEARE, LA SITUAZIONE IN UCRAINA

Presso la centrale nucleare di Zaporižžja (ZNPP), la principale preoccupazione riguarda l’alimentazione elettrica esterna. A seguito dei danni subiti dalla linea Dniprovska da 750 kV nel mese di marzo, l’impianto ha dovuto fare affidamento per diversi mesi su una sola linea di riserva da 330 kV. Senza la linea Dniprovska, la situazione dell’alimentazione elettrica esterna della ZNPP rimane molto fragile.

Il numero 1 dell’Aiea ha sottolineato che attualmente i reattori della centrale rimangono spenti e vengono raffreddati utilizzando le fonti d’acqua disponibili. Inoltre, i livelli idrici restano stabili, ma sono previste diminuzioni stagionali durante i mesi estivi. Il rispetto del sesto cessate il fuoco è essenziale affinché le riparazioni possano iniziare nei prossimi giorni. Tuttavia, le squadre dell’Aiea continuano a segnalare un’intensa attività militare nelle vicinanze dell’impianto, con gravi ripercussioni sulle infrastrutture di Enerhodar. Le incursioni di droni minacciano anche le centrali di Khmelnytskyy, Rivne, Ucraina Meridionale e Chernobyl, dove i sistemi di emergenza sono stati attivati in diverse occasioni.

IL RISCHIO CHERNOBYL

La situazione di Chernobyl è sotto controllo, ma nuovi attacchi metterebbero tutto in dubbio. Il direttore dell’Aiea ha posto l’accento sui possibili rischi per l’ormai nota centrale in caso di una nuova escalation. Infatti, l’ultimo attacco di droni ha colpito il deposito centrale del combustibile esaurito situato nella zona di esclusione della centrale, causando danni strutturali significativi a una parte dell’edificio di ricezione del combustibile. Fortunatamente, il raid non ha provocato contaminazione radioattiva. Tuttavia, non è ancora chiaro quando la struttura potrà riprendere a ricevere combustibile esaurito dalle centrali nucleari operative dell’Ucraina.

Nel frattempo, Grossi ha posto l’accento sul fatto che attaccare un impianto che contiene grandi quantità di materiale nucleare è estremamente pericoloso.

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