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Cosa dice la lettera che sta scuotendo il mondo ambientalista

Duro attacco di 44 attivisti alle associazioni ambientaliste: “Difendono anche i progetti più inaccettabili”. E chiedono una svolta sulla transizione ecologica

“Brucereste la Gioconda per produrre energia?” è la domanda provocatoria che apre la lettera inviata da 44 esperti, giornalisti ed intellettuali a WWF, Legambiente e Greenpeace. Ecco chi sono gli attivisti e cosa chiedono nella lettera che scuote il mondo ambientalista.

LA LETTERA CHE SCUOTE IL MONDO AMBIENTALISTA

La vera transizione ecologica non può essere guidata da slogan o affidata alle sole logiche del profitto privato e della speculazione finanziaria. Serve una pianificazione condivisa con le comunità locali, puntando sull’utilizzo delle aree già antropizzate. Il primo criterio nella scelta delle aree idonee alla costruzione di impianti rinnovabili in zone di pregio ambientale deve essere la tutela del territorio.

È il cuore dell’appello inviato da 44 tra esperti di clima, giornalisti e rappresentati dell’intelligentia italiana alle principali associazioni ambientaliste: WWF, Legambiente e Greenpeace. I firmatari puntano il dito contro la “spinta d’assalto” delle multinazionali, che “approfittando dei timori causati dall’avanzare della crisi climatica, non si fanno scrupolo di sacrificare pezzi interi del paesaggio italiano”.

L’ACCUSA ALLE ASSOCIAZIONI

Oggi “la spinta d’assalto” di impianti eolici industriali e pannelli fotovoltaici sta cancellando suolo agricolo e danneggiando la biodiversità dei territori, secondo i firmatari.

“Oggi, proviamo un profondo senso di smarrimento. Guardiamo con sincero dolore alle vostre posizioni sulle concessioni, in zone di pregio ambientale, a mega impianti interessati alla produzione di energia rinnovabile nelle mani delle multinazionali: non riusciamo a capire”, scrivono gli attivisti del clima.

Troppo spesso le associazioni difendono “qualsiasi progetto, anche i più inaccettabili” opponendosi alle storiche alleate Sovrintendenze, secondo i firmatari. Una posizione che favorirebbe gli “speculatori finanziari nascosti dietro gli eco-mostri che rischiano di distruggere il nostro territorio, senza alcun reale beneficio”, danneggiando borghi o luoghi di rilievo come Orvieto, gli Appennini, le crete senesi.

I DUBBI SUI BENEFICI

Gli attivisti per il clima accendono un faro sui reali benefici degli impianti rinnovabili per le comunità coinvolte. La transizione ecologica non può essere sottomessa “alle sole logiche del profitto privato e della speculazione finanziaria”, si legge nella lettera. Deformazioni che, secondo gli attivisti, hanno trovato terreno fertile nell’assenza di una pianificazione territoriale chiara, vincolante e condivisa sulle aree idonee e non idonee alla realizzazione degli impianti.

“Oggi sacrifichiamo decine di migliaia di ettari a progetti che danno un contributo infinitesimale ed aleatorio alla soluzione della crisi energetica”, scrivono gli attivisti.

L’ASCOLTO DELLE COMUNITA’

Serve una pianificazione territoriale “chiara, vincolante e condivisa” sulle aree idonee e non ad accogliere nuovi impianti rinnovabili, secondo i firmatari.

Il primo passo è ascoltare richieste democratiche e razionali che arrivano dalle comunità coinvolte.

“L’Italia non è una superficie da sfruttare. È un luogo unico al mondo per tesori ambientali e culturali come riconosciuto dall’UNESCO. Sareste disposti a bruciare la Gioconda per ottenere energia?”, concludono i firmatari, proponendo un confronto pubblico, aperto e trasparente, nel quale discutere senza pregiudizi dati, numeri, costi, benefici e impatti reali delle politiche energetiche e della transizione ecologica.

CHI SONO I FIRMATARI

Nella lista di 44 firmatari troviamo nomi noti nel mondo dell’ambiente e della cultura: Francesco Pratesi; Oreste Rutigliano; Francesco Gigliani; Stefano Allavena; Carlo Alberto Pinelli; Mauro Grassi, Corrado Augias; Massimo Ammaniti; Paolo Crepet; Erasmo D’Angelis; Giuliano Ferrara; Duilio Gianmaria; Adriano La Regina; Antonio Montani; Tomaso Montanari; Mauro Pili; Francesca Scopelliti; Salvatore Settis; Elisabetta Sgarbi; Vittorio Sgarbi; Susanna Tamaro.

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