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Pnrr rendicontazione

Pnrr, al via l’ultimo miglio: due mesi per chiudere gli ultimi cantieri

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza si conclude formalmente il 30 giugno, ma la partita resta aperta fino al 31 agosto. Entro quella data si misurerà la capacità dell’Italia di chiudere gli interventi e ottenere l’ultima rata da 28,4 miliardi di euro. A che punto siamo?

Martedì 30 giugno 2026 segna la conclusione formale del Piano nazionale di ripresa e resilienza, approvato dalla Commissione europea il 13 luglio del 2021, ma non coincide con la fine del lavoro. Da oggi si apre infatti l’ultima fase operativa del Piano, quella nella quale amministrazioni e soggetti attuatori dovranno completare gli interventi ancora aperti e chiudere la rendicontazione necessaria per accedere al saldo finale delle risorse europee. Le regole fissate per l’ultimo miglio consentono infatti, in casi specifici, di arrivare al 31 agosto. Saranno quindi luglio e agosto, più della scadenza formale di oggi, a determinare il bilancio definitivo dell’attuazione del Pnrr.

LA MAXI RATA MISURA LA CAPACITÀ DI SPESA DELL’ITALIA

La partita riguarda innanzitutto l’ultima richiesta di pagamento del Piano, che vale  28,4 miliardi di euro, quasi il doppio dell’importo medio delle tranche precedenti. Per ottenerla dovranno essere raggiunti 159 milestone e target, un numero mai affrontato prima in un singolo semestre del Pnrr.

L’accelerazione impressa negli ultimi mesi è anche il risultato delle rimodulazioni che hanno accompagnato il Piano durante la sua attuazione, spostando in avanti alcuni obiettivi per concentrare nella fase conclusiva gli interventi più complessi. Per questo motivo la capacità di rispettare le scadenze non rappresenta soltanto un adempimento amministrativo, ma costituisce il banco di prova della capacità del sistema pubblico di tradurre le risorse europee in investimenti effettivamente realizzati.

Le Linee guida della Presidenza del Consiglio dei ministri e della Ragioneria generale dello Stato avevano fissato il 30 giugno 2026 come termine ordinario per la conclusione degli interventi, prevedendo però una finestra fino al 31 agosto per i progetti entrati nel Piano con la revisione di fine 2023 e finanziati attraverso avvisi pubblici emanati nel 2024, oltre alla possibilità di concedere proroghe limitate in casi eccezionali. Ma intanto chiedono ragione alle amministrazioni per i fondi non utilizzati.

INFRASTRUTTURE E IMPRESE OK, MA RESTANO I DOSSIER PIÙ DELICATI

Non tutti gli investimenti arrivano a questo appuntamento nelle stesse condizioni. Secondo il quadro delineato negli ultimi mesi e richiamato in un articolo su Il Sole 24 Ore, gli incentivi alle imprese, la digitalizzazione e le grandi infrastrutture presentano un livello di avanzamento tale da non far emergere particolari criticità, anche grazie agli interventi correttivi introdotti durante la revisione del Piano.

Più complessa appare invece la situazione di alcune misure che hanno un impatto diretto sui servizi ai cittadini, come le Case di comunità, il piano per gli asili nido e una parte degli interventi di edilizia scolastica. Saranno questi i dossier maggiormente osservati nella fase conclusiva, perché il completamento delle opere dovrà accompagnarsi alla loro effettiva capacità di entrare in funzione una volta terminato il sostegno finanziario del Pnrr.

OLTRE IL PNRR RESTANO LE FACILITIES

La conclusione formale del Piano non coincide neppure con la fine di tutti gli investimenti collegati a Next Generation EU. Una parte delle risorse continuerà infatti a seguire un percorso autonomo attraverso le facilities, gli strumenti finanziari previsti dalla disciplina europea che consentono tempi di spesa più lunghi.

Nel caso italiano si tratta di 24,1 miliardi di euro, destinati a interventi che comprendono banda larga, infrastrutture idriche, studentati e piano casa. Si tratta di investimenti che potranno proseguire anche nei tre anni successivi alla chiusura del Pnrr e che contribuiranno a misurare gli effetti di lungo periodo della stagione di investimenti pubblici avviata con il programma europeo, ben oltre la scadenza amministrativa del 30 giugno.

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