Il Presidente presenta a Montecitorio il piano strategico tra intelligenza artificiale e riforme strutturali per abbattere il differenziale dei prezzi con l’Europa e risolvere il nodo degli sprechi idrici.
L’Italia si conferma il mercato elettrico più oneroso d’Europa, con un Prezzo Unico Nazionale (PUN) medio che nel 2025 ha toccato i 115,9 €/MWh, segnando un incremento del 7% rispetto all’anno precedente. È questo il dato più allarmante emerso oggi a Roma, presso la Camera dei Deputati, durante l’esposizione della Relazione Annuale sullo Stato dei servizi e sull’Attività svolta da parte dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA). La Relazione, illustrata dal Presidente Nicola Dell’Acqua, certifica una vulnerabilità strutturale del sistema nazionale agli shock esterni, nonostante le fonti rinnovabili abbiano coperto il 48% della produzione. Oltre all’emergenza energetica, il Garante ha lanciato un monito severo sulla gestione delle risorse idriche, dove le perdite medie nazionali raggiungono l’inaccettabile soglia del 42,5%, e sul settore dei rifiuti, ancora frenato da una frammentazione amministrativa che coinvolge ben 2.700 enti locali.
IL RUOLO DELL’AUTORITÀ COME PRESIDIO DI EQUITÀ SOCIALE
Nel discorso d’apertura, il Presidente Dell’Acqua ha voluto chiarire l’identità dell’istituzione, definendola non come un semplice ente tecnico, ma come un pilastro della coesione nazionale. “ARERA è un’Autorità amministrativa indipendente con il compito di tutelare gli interessi dei consumatori e promuovere la concorrenza, l’efficienza e la qualità nei servizi di pubblica utilità. Questi servizi non sono astrazioni regolatorie ma condizioni primarie di dignità per i cittadini e fattori essenziali di competitività per le imprese. In questi ambiti, garantire l’equilibrio tra la dimensione sociale, quella economica e quella ambientale è il compito che rende l’Autorità protagonista di un percorso di sviluppo orientato alla sostenibilità”.
Dell’Acqua ha poi ribadito il legame tra regolazione e vita quotidiana: “L’Autorità che guidiamo regola ciò che tocca ogni giorno la vita reale delle persone. Elettricità, gas, acqua, rifiuti. Non sono astrazioni economiche. Sono la luce che si accende, il riscaldamento d’inverno, l’acqua nelle case, le città pulite. Sono condizioni primarie di dignità per i cittadini e necessarie per le imprese. Siamo consapevoli che ogni nostra decisione ha un nome e un cognome dietro: quello di una famiglia che paga la bolletta, di un artigiano che gestisce i costi dell’impresa, di un anziano che non debba scegliere tra il riscaldamento e il cibo”.
VIGILANZA ENERGETICA E DISACCOPPIAMENTO DAI PREZZI DEL GAS
Il sistema energetico italiano, sebbene in fase di consolidamento post-crisi, sconta ancora un differenziale di prezzo pesante rispetto a Francia (61,1 €/MWh) e Spagna (65,3 €/MWh). Per rispondere alle fiammate delle quotazioni registrate nei primi mesi del 2026, l’Autorità ha istituito l’Unità di Vigilanza Energetica. “Non si tratta di una risposta episodica”, ha spiegato il Presidente.
“L’Autorità intende fare della sorveglianza continua dei mercati e della promozione di strumenti di disaccoppiamento della formazione del prezzo dell’energia elettrica tra il gas e le fonti rinnovabili una delle direttrici strutturali del proprio operato. Ridurre la dipendenza dalla volatilità dei mercati all’ingrosso è la condizione per avvicinare i prezzi italiani agli standard europei e restituire certezza a famiglie e imprese”.
L’azione futura sarà orientata a disaccoppiare la formazione del prezzo dell’elettricità tra gas e rinnovabili, rafforzando al contempo la sorveglianza contro abusi di mercato e manipolazioni attraverso il quadro europeo REMIT.
TRANSIZIONE ELETTRICA E INTEGRAZIONE DELLE RINNOVABILI
Nel corso del 2025, la penetrazione delle fonti rinnovabili ha raggiunto livelli significativi, ma ARERA sottolinea la necessità di integrare nei mercati risorse di flessibilità non fossile come lo storage e il demand response. L’adozione del Testo Integrato del Dispacciamento Elettrico (TIDE) rappresenta un pilastro di questa strategia, abilitando accumuli e carichi flessibili a concorrere alla fornitura dei servizi di bilanciamento in condizioni di neutralità tecnologica.
Il percorso tracciato punta al superamento graduale del PUN e alla piena applicazione dei prezzi
zonali per allineare il mercato italiano agli standard continentali. L’Autorità ha inoltre ribadito il ruolo strategico dell’idroelettrico a bacino e dei pompaggi, infrastrutture capaci di prevenire il dissesto idrogeologico e garantire adeguatezza al sistema, che devono essere valorizzate nei processi di rinnovo delle concessioni.
NUOVE COMPETENZE SU IDROGENO E STOCCAGGIO CO2
L’orizzonte regolatorio dell’Autorità è destinato ad ampliarsi ulteriormente. È in via di finalizzazione il decreto legislativo che designerà ARERA come autorità nazionale per il settore dell’idrogeno, elemento abilitante per la decarbonizzazione dei comparti industriali cosiddetti “hard-to-abate”.
A questa nuova sfida potrebbe aggiungersi la regolazione delle attività di trasporto e stoccaggio della CO2, attualmente gestite solo in via transitoria. L’impegno del prossimo quadriennio sarà definire un quadro normativo chiaro per le tariffe e l’accesso alle reti, lavorando in stretto coordinamento con i settori elettrico e del gas per evitare ridondanze infrastrutturali e costi non recuperabili. “Saremo pronti all’introduzione di strumenti efficaci per integrare nel sistema la generazione da ulteriori fonti che si andranno a determinare nel futuro”, ha assicurato il Presidente.
LA SFIDA STRUTTURALE DEL SETTORE IDRICO
L’acqua rappresenta il punto di partenza naturale della riflessione di Dell’Acqua, che considera la crisi idrica non come un’emergenza episodica ma come una condizione strutturale. Nonostante l’Italia sia il primo Paese UE per prelievo di acqua dolce a uso potabile, con 411 litri per abitante al giorno, le inefficienze nella distribuzione generano il cosiddetto “Water Service Divide”.
Tuttavia, l’azione regolatoria ha impresso una marcia diversa: nel 2025 gli investimenti nel settore hanno superato i sei miliardi di euro, contro il singolo miliardo registrato nel 2012. Il nuovo Metodo Tariffario Idrico (MTI-4) introduce l’indicatore “M0-Resilienza idrica”, che per la prima volta orienta gli investimenti in base allo stress idrico territoriale. Resta però il nodo della governance in aree come Campania e Sicilia, dove stalli e contenziosi bloccano il passaggio al gestore unico, costringendo i cittadini a pagare il prezzo di inefficienze ereditate dagli anni Novanta.
CICLO DEI RIFIUTI E TARIFFE PUNTUALI
Il settore dei rifiuti urbani, pur essendo l’ambito di regolazione più giovane per ARERA, ha visto nel 2025 un’accelerazione significativa. Con una produzione nazionale di 30 milioni di tonnellate, la raccolta differenziata è ormai prossima al 70%, ma il tasso di effettivo riciclaggio è fermo al 52,3%. “Lo scarto tra quanto differenziamo e quanto riusciamo a riciclare ci racconta quanto sia fondamentale la qualità delle nostre azioni”, ha osservato Dell’Acqua.
L’Autorità ha adottato il Testo Integrato Corrispettivi Servizio Gestione Rifiuti (TICSER) per implementare il principio “chi inquina paga” attraverso la tariffazione puntuale. Il terzo metodo tariffario (MTR-3) per il 2026-2029 punta a colmare i divari impiantistici, specialmente nel Mezzogiorno, promuovendo l’aggregazione gestionale per superare la frammentazione dei 2.700 enti territoriali competenti e garantire standard di servizio uniformi.
INTELLIGENZA ARTIFICIALE E RISCALDAMENTO URBANO
L’innovazione tecnologica entra con forza nel Quadro Strategico 2026-2029. L’intelligenza artificiale viene indicata come strumento prezioso per accrescere l’efficienza amministrativa e supportare le attività di “enforcement” sui mercati, permettendo di rilevare condotte scorrette in modo più tempestivo. Tuttavia, l’Autorità monitorerà anche l’impatto energetico dei data center, richiedendo uno sforzo congiunto per integrare tali infrastrutture in un disegno di produzione sostenibile e riuso dell’acqua. Un’attenzione specifica è dedicata al telecalore, settore in crescita strutturale dove le reti sono passate da 1.000 a oltre 5.000 km. Il decreto-legge 21/2026 ha esteso il bonus sociale anche a questo comparto, segnando un passo decisivo verso l’integrazione del teleriscaldamento nel sistema delle tutele sociali.
TUTELA E EMPOWERMENT DEL CONSUMATORE
La misura ultima di ogni scelta regolatoria resta la tutela del cittadino. Nel 2025, lo Sportello per il consumatore ha gestito quasi 787.000 chiamate e il Servizio Conciliazione ha permesso di recuperare oltre 21 milioni di euro. Dell’Acqua ha evidenziato come l’obiettivo sia costruire un “consumatore attivo”, capace di usare il mercato attraverso strumenti come il Portale Offerte e il Portale Consumi. La sfida principale riguarda il mercato retail, dove il superamento della Maggior Tutela ha mostrato che i consumatori scelgono ancora prevalentemente in base alla fiducia nel marchio piuttosto che alla convenienza economica. Per contrastare fenomeni come il telemarketing aggressivo, ARERA rafforzerà la collaborazione con AGCM, AGCOM e il Garante Privacy. “Equità di accesso alla transizione è la forma più concreta di tutela del consumatore nel tempo che viene”, ha concluso il Presidente, ricordando come la stabilità del sistema debba essere la condizione imprescindibile per ogni decisione futura.
INDIPENDENZA E COLLABORAZIONE ISTITUZIONALE
In chiusura del suo intervento, Dell’Acqua ha rivendicato l’indipendenza dell’Autorità, che si finanzia esclusivamente con i contributi degli operatori regolati senza gravare sul bilancio dello Stato. Questa autonomia è vista come una responsabilità per garantire decisioni fondate su criteri tecnici e trasparenti. La Quinta Consiliatura, insediatasi il 1° gennaio 2026, intende operare all’interno di una fitta rete di relazioni con il Parlamento, il Governo e i regolatori europei (ACER e CEER) e internazionali (MEDREG e WAREG). Ringraziando la struttura tecnica per la competenza sedimentata nel tempo, il Presidente ha richiamato una sintesi agostiniana: “La memoria senza visione è archivio; la visione senza memoria è astrazione. La regolazione che questa Autorità intende esercitare è la capacità di tenere insieme i tre tempi: sapere da dove si viene, vedere con chiarezza dove si è, saper indicare dove si vuole andare”.

