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Corte dei Conti

Ecco perché la Corte dei Conti bacchetta Mase e Mimit sugli incentivi auto

La Corte dei Conti chiede a Mimit e Mase di cambiare passo per sfruttare pienamente gli incentivi auto. Tutti i dettagli

Gli incentivi per le auto green sono poco efficaci. È quanto emerge dall’analisi condotta dalla Corte dei conti sulla gestione degli Ecobonus, agevolazioni introdotte dalla legge di Bilancio 2019 per l’acquisto di vetture e moto poco inquinanti. Per questa ragione, i magistrati contabili chiedono a Mase e Mimit un cambio di passo.

ECOBONUS, L’APPELLO DELLA CORTE CONTI

La disciplina dell’Ecobonus ha bisogno di una semplificazione per sfruttare il pieno potenziale degli incentivi, secondo la Corte dei conti. Il Mimit deve mettere mano alle regole e rafforzare il monitoraggio dell’efficacia ambientale, mentre il Mase deve svolgere un ruolo più attivo nella gestione degli interventi finanziati dal Pnrr.

È il cuore della relazione dei magistrati contabili, approvata con Delibera n. 51/2026/G dalla Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato, che ha esaminato gli esiti gestionali e l’evoluzione degli incentivi alla mobilità sostenibile.

COSA CHIEDE LA CORTE DEI CONTI AL MIMIT

La Corte ha raccomandato al Mimit di adottare soluzioni per superare l’eccessiva stratificazione della disciplina regolatrice degli incentivi. In particolare, tra le misure più urgenti c’è la semplificazione delle procedure di accesso e di erogazione, l’attuazione rapida delle misure anche attraverso gli strumenti previsti dal Codice degli incentivi. I magistrati contabili hanno sottolineato anche che lo studio commissionato al Politecnico di Milano nel 2021 per istituire il Fondo Automotive non ha avuto ulteriori approfondimenti per valutarne gli effetti negli anni successivi.

Inoltre, la Corte ha evidenziato la necessità di rafforzare le iniziative di informazione e sensibilizzazione dei consumatori, per favorire il conseguimento dell’obiettivo europeo di riduzione delle emissioni di gas serra di almeno il 55% entro il 2030.

LE RICHIESTE AL MASE

Con il Fondo Automotive gli sconti sul prezzo di acquisto di auto elettriche ed ibride sono diventati un caposaldo della strategia del Governo per sostenere la decarbonizzazione, la transizione verde, la ricerca e gli investimenti nella filiera del settore. A marzo 2025, gli incentivi sono stati sostituiti da nuovi strumenti di sostegno fondati sui contratti di sviluppo, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese.

La Corte dei Conti rileva che a fronte di 4.830 concessionari accreditati e di 1.359.380 prenotazioni completate, sono stati prenotati incentivi Ecobonus per 3 miliardi di euro. I magistrati contabili mettono l’accento sul fatto che il sistema di monitoraggio ha consentito di seguire l’andamento della misura, il livello di utilizzo delle risorse e le caratteristiche dei veicoli incentivati. Tuttavia, i report predisposti non hanno permesso una valutazione dell’effettivo contributo della misura al conseguimento degli obiettivi di decarbonizzazione e di miglioramento della qualità ambientale. Inoltre, secondo la Corte dei Conti, il Mase deve svolgere un ruolo più attivo nella gestione di analoghi interventi finanziati dal PNRR, al fine di favorire una più efficace valutazione dei risultati ambientali della misura.

L’ECOTASSA E I PROBLEMI SUL RETROFIT

L’approfondimento condotto dalla Corte dei Conti sulla Ecotassa introdotta dalla legge di bilancio 2019 e applicata dal 1° marzo dello stesso anno a tutto il 2021 ai veicoli nuovi di categoria M1 rivela che la misura ha portato entrate pari a 132 milioni di euro.

L’incentivo per i sistemi di riqualificazione elettrica delle auto endotermiche non ha funzionato, invece, secondo la Corte dei Conti. Le ragioni sono due: difficoltà tecniche e la mancata presentazione di richieste di incentivo.

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