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Consultazioni energia UE 2040

Net-Zero Industry Act: la Commissione UE vara le linee guida per premiare sostenibilità e resilienza

Nuove regole per appalti pubblici e aste di rinnovabili: la spesa pubblica dovrà favorire la produzione interna e ridurre le dipendenze strategiche da paesi terzi.

La Commissione Europea ha compiuto un passo decisivo per l’indipendenza industriale del Continente pubblicando due documenti di orientamento fondamentali per l’attuazione degli articoli 25 e 26 del Net-Zero Industry Act (NZIA). I provvedimenti, realizzati dalla Direzione Generale per l’Energia di Bruxelles, segnano l’avvio di una nuova strategia in cui la domanda pubblica diventa la leva principale per rafforzare la base manifatturiera europea nelle tecnologie pulite. L’obiettivo dichiarato è duplice: garantire che le risorse collettive premino non solo il prezzo più basso, ma anche il valore ambientale e la sicurezza degli approvvigionamenti, riducendo le dipendenze da fornitori extra-UE dominanti.

APPALTI PUBBLICI: REQUISITI MINIMI E SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE

Secondo quanto stabilito dalle nuove linee guida relative all’articolo 25, le amministrazioni aggiudicatrici hanno ora l’obbligo di inserire requisiti minimi di sostenibilità e resilienza in tutte le procedure di appalto pubblico riguardanti le tecnologie a zero emissioni nette. Il campo di applicazione è speculare a quello delle direttive europee sugli appalti e riguarda contratti di fornitura, lavori e concessioni che includano tecnologie chiave come il solare fotovoltaico, l’eolico, le pompe di calore e l’idrogeno.

Bruxelles chiarisce che l’obbligo scatta quando il prodotto finale a zero emissioni è l’oggetto del contratto, mentre sono esclusi i prodotti che contengono tali tecnologie solo come subcomponenti, come nel caso degli autobus elettrici. Dal 30 giugno 2026, si applicheranno requisiti specifici, come quelli sulla riciclabilità delle pale eoliche. Le autorità potranno comunque integrare criteri aggiuntivi, a patto che siano oggettivi e non discriminatori. Un punto cruciale riguarda la determinazione dell’origine dei prodotti, che deve seguire il Codice Doganale dell’Unione. In assenza di documentazione affidabile, come fatture o certificati di ispezione di fabbrica, le autorità dovranno presumere che il prodotto provenga da un paese ad alta dipendenza.

ASTE PER LE RINNOVABILI: OLTRE LA LOGICA DEL PREZZO PIÙ BASSO

L’articolo 26 introduce un cambio di paradigma nelle aste per la diffusione delle energie rinnovabili. Gli Stati membri sono ora tenuti ad applicare criteri non legati al prezzo per almeno il 30% del volume d’asta annuale o per almeno 6 gigawatt di capacità. Questi parametri devono agire sia come criteri di prequalificazione (dentro o fuori) sia come criteri di aggiudicazione.

Tra i requisiti obbligatori di prequalificazione figurano la condotta aziendale responsabile, la sicurezza informatica — con un richiamo esplicito al Cyber Resilience Act che sarà pienamente operativo dal dicembre 2027 — e la capacità comprovata di consegnare il progetto nei tempi stabiliti. Per quanto riguarda la valutazione della sostenibilità e della resilienza come criteri di aggiudicazione, la Commissione ha fissato pesi specifici: ogni criterio deve pesare almeno il 5%, con un peso combinato dei criteri non di prezzo compreso tra il 15% e il 30% del punteggio totale. Questo meccanismo mira a premiare i progetti che garantiscono un’integrazione efficiente nel sistema energetico attraverso la flessibilità temporale e la connettività tra vettori.

DIPENDENZE STRATEGICHE E DEFINIZIONE DI FONTE DOMINANTE

Il cuore delle linee guida risiede nella gestione della resilienza. Bruxelles definisce una “fonte di approvvigionamento dominante” qualsiasi paese extra-UE che soddisfi una di queste due condizioni: fornisca più del 50% dell’offerta dell’Unione per una specifica tecnologia o componente, oppure fornisca più del 40% con un aumento medio di 10 punti percentuali in due anni consecutivi. Le linee guida impongono che non più del 50% del valore del prodotto finale o dei suoi componenti principali provenga da tali fonti.

Per agevolare il compito delle stazioni appaltanti, il Centro Comune di Ricerca (JRC) ha elaborato valori di riferimento per l’aggiunta di valore dei componenti. Ad esempio, nelle turbine eoliche le pale rappresentano il 31% del costo hardware, mentre nei sistemi fotovoltaici gli inverter pesano per il 20,4% e i moduli per il 26,6%. Le autorità dovranno consultare annualmente la Comunicazione della Commissione sulle dipendenze tecnologiche per identificare i paesi a rischio.

ECCEZIONI, SANZIONI E TUTELA DELLA CONCORRENZA

Il quadro normativo prevede clausole di salvaguardia per evitare blocchi del mercato o costi insostenibili. Le autorità possono decidere di non applicare i criteri di sostenibilità e resilienza in tre casi specifici: se esiste un unico fornitore (monopolio tecnologico), se procedure precedenti sono andate deserte, o se l’applicazione dei criteri comporterebbe una differenza di costo sproporzionata. Tale soglia di sproporzione è fissata al 20% per gli appalti pubblici e al 15% per le aste.

Tuttavia, chi vince una gara impegnandosi a rispettare i criteri di resilienza e non riesce a dimostrare la conformità in fase di esecuzione sarà soggetto a sanzioni severe. Le linee guida prevedono una “penale proporzionata” pari ad almeno il 10% del valore della tecnologia a zero emissioni oggetto del contratto. “Il valore della spesa pubblica deve riflettere le condizioni di mercato e non prezzi artificialmente bassi”, sottolinea la Commissione, esortando gli Stati membri a creare “liste bianche” di prodotti conformi per ridurre gli oneri amministrativi e accelerare la transizione verde dell’industria europea.

 

 

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