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Mercati energia UE 2025

Energia, bilanci in chiaroscuro per le quotate: calano profitti e ricavi, ma volano gli investimenti

L’analisi del Centro Studi CoMar evidenzia una contrazione degli utili del 14,9% a fronte di un debito in aumento. In controtendenza la Borsa, con una capitalizzazione salita a 250 miliardi trainata dai nuovi fabbisogni di IA e Data Center.

Il comparto energetico italiano sperimenta una fase di profonda trasformazione, caratterizzata da risultati finanziari aggregati che mostrano segni di sofferenza nei margini, pur a fronte di una decisa spinta verso il futuro. Secondo i dati elaborati dal Centro Studi CoMar nella quinta edizione del rapporto sui bilanci consolidati, le 18 principali società del settore quotate in Borsa hanno chiuso il 2025 con ricavi e utili in flessione, mentre crescono l’indebitamento finanziario e l’impegno economico per la transizione ecologica. Dallo studio emerge il paradosso tra un bilancio industriale più rigido e una risposta dei mercati finanziari estremamente ottimista, con una capitalizzazione che ha raggiunto i 250,5 miliardi di euro a inizio luglio 2026, segnando un incremento del 13,76% nel solo ultimo semestre.

I NUMERI AGGREGATI DEL COMPARTO ENERGETICO

L’analisi prende in esame i giganti e le realtà specializzate del listino milanese: A2a, Acea, Acinque, Alerion, Ascopiave, Ecosuntek, Edison R, Enel, Eni, Erg, Eviso, Gasplus, Hera, Iren, Italgas, Saipem, Snam e Terna. I ricavi consolidati totali al termine del 2025 si sono attestati a 226,8 miliardi di euro, registrando una lieve contrazione dello 0,49% rispetto ai 227,9 miliardi dell’esercizio precedente.

Più marcata è la discesa degli utili, passati dai 15,3 miliardi del 2024 ai 13 miliardi dell’ultimo anno, con un calo del 14,9%. Anche il fronte del debito mostra segnali di tensione, con una crescita del 4,3% che porta l’esposizione complessiva a 134,7 miliardi di euro.

INDICI DI REDDITIVITÀ E TENUTA OCCUPAZIONALE

La pressione sui margini è confermata dal peggioramento dei principali rapporti di bilancio. Il rapporto tra utili e ricavi è sceso dal 6,74% al 5,76%, mentre il peso del debito sul fatturato è salito dal 56,69% al 59,41%. Nonostante questo quadro contabile complesso, le aziende hanno incrementato gli investimenti del 3,8%, raggiungendo i 32,7 miliardi di euro, a dimostrazione della volontà di non frenare i progetti industriali di lungo periodo. Positivo anche il dato sull’occupazione: il numero dei dipendenti è aumentato del 3,6%, passando da 183.892 a 190.501 unità.

LE PERFORMANCE DELLE SINGOLE SOCIETÀ

Scendendo nel dettaglio delle singole realtà, Eni mantiene il primato per dimensione dei ricavi con oltre 82,1 miliardi di euro, seguita da Enel con 80,3 miliardi. Seguono Saipem (15,4 miliardi), A2a (14 miliardi), Hera (12,8 miliardi), Terna (4 miliardi) e Snam (3,8 miliardi). Sebbene il fatturato sia cresciuto per quasi tutte le società, Eni, Hera ed Ecosuntek hanno registrato segni negativi.

Le crescite più impetuose dei ricavi appartengono a Italgas (+39,7%), Gasplus (+23%) e Terna (+9,6%), seguite da A2a (+9,4%) e Snam (+8,9%). Sul fronte della redditività, gli utili sono diminuiti per i big Eni, Enel, A2a ed Erg, mentre incrementi significativi sono stati ottenuti da Italgas, Snam, Acea e Ascopiave.

GESTIONE DEL DEBITO E CAPITALE UMANO

La dinamica dell’indebitamento vede dieci società su diciotto in crescita, con punte massime per Saipem, Terna, Italgas, Erg e Ascopiave, mentre A2a ed Eni sono riuscite a migliorare la propria posizione finanziaria. Gli investimenti hanno premiato soprattutto Terna, Italgas, A2a, Acea e Alerion. Per quanto riguarda la forza lavoro, Enel si conferma il principale datore di lavoro con 61.634 dipendenti, seguita da Eni (32.349), Saipem (30.409), A2a (14.879) e Iren (11.908).

TENDENZE E PROSPETTIVE DEL MERCATO

Gli analisti di CoMar sottolineano come il settore stia affrontando sfide epocali. “La domanda di energia è in aumento costante, spinta anche dai nuovi fabbisogni legati all’Intelligenza Artificiale e ai Data Center”, spiegano gli esperti, rilevando come la necessità della transizione energetica abbia attivato un ciclo di investimenti senza precedenti.

La gestione finanziaria appare sempre più oculata, con un controllo rigoroso dei costi per bilanciare l’esposizione debitoria. Infine, il panorama internazionale vede il settore al centro di una vivace stagione di finanza straordinaria, con operazioni di fusione e acquisizione (M&A) che mirano a consolidare la posizione degli operatori europei in un mercato globale sempre più interconnesso.

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