Nonostante i recenti shock energetici e le tensioni nello Stretto di Hormuz, l’AIE stima consumi per 30.700 TWh nel 2027. Il boom è sostenuto da fotovoltaico, data center, veicoli elettrici e industria, mentre le rinnovabili guidano la svolta.
La domanda globale di elettricità sta correndo a un ritmo nettamente più sostenuto rispetto allo scorso anno, mostrando una resilienza inaspettata di fronte alle recenti turbolenze dei mercati energetici. A tracciare questo scenario è l’ultimo Electricity Mid-Year Update dell’AIE (Agenzia Internazionale dell’Energia), pubblicato oggi, 23 luglio 2026, dall’ufficio stampa della sede di Parigi.
Secondo le stime degli analisti dell’AIE, dopo il +3% registrato nel 2025, il fabbisogno elettrico planetario segnerà un’espansione del 3,6% nel 2026 e di un ulteriore 3,8% nel 2027. In termini assoluti, i consumi mondiali passano dai 28.600 terawattora (TWh) del 2025 alla cifra record di 30.700 TWh stimata per il 2027. A fare da propulsore a questa traiettoria ascendente sono fattori strutturali ormai consolidati: la spinta del comparto industriale, la diffusione pervasiva dei veicoli elettrici, l’esplosione dei data center, l’acquisto di elettrodomestici e una richiesta sempre più massiccia di condizionamento dell’aria.
LO SHOCK GEOPOLITICO SUL GAS NATURALE E LE RIPERCUSSIONI SUI PREZZI ALL’INGROSSO
La crescita dei consumi avviene tuttavia in un contesto finanziario e geopolitico complesso. Le recenti interruzioni dei flussi di gas naturale liquefatto (GNL) attraverso lo Stretto di Hormuz, causate dalla guerra in Medio Oriente, hanno provocato scossoni sui mercati globali del gas naturale. Le quotazioni in Europa e in Asia sono volate ai livelli più alti dalla crisi energetica del 2022-2023, costringendo alcune regioni ad adottare misure d’emergenza per contenere l’uso di energia e facendo impennare i costi della generazione elettrica.
La reazione dei prezzi all’ingrosso si è mostrata frammentata nei diversi mercati regionali. Laddove il GNL gioca un ruolo centrale, come nell’Unione Europea e in Giappone, i prezzi spot medi dell’elettricità hanno subito un balzo superiore al 30% su base annua nel corso del secondo trimestre del 2026. Al contrario, le quotazioni sono rimaste sostanzialmente stabili negli Stati Uniti, mentre in India hanno registrato incrementi contenuti entro il 10%.
Nonostante le tensioni, i sistemi elettrici mondiali hanno retto l’impatto grazie all’arrivo di forniture aggiuntive di GNL provenienti dal Nord America. I picchi di prezzo del gas hanno tuttavia innescato un temporaneo fenomeno di fuel switching, spingendo diversi Paesi europei e asiatici a riattivare o incrementare la produzione a carbone. Parallelamente, l’apporto delle fonti pulite ha contribuito in modo determinante a diversificare l’approvvigionamento e ad ammortizzare le ripercussioni dello shock.
LA STORICA SVOLTA DELLE FONTI RINNOVABILI E IL PRIMATO DEL FOTOVOLTAICO
Il vero cambio di passo strutturale riguarda la transizione verso la decarbonizzazione. Nel corso del 2026 le fonti rinnovabili compiranno lo storico sorpasso sul carbone, diventando la prima fonte di generazione elettrica al mondo dopo la sostanziale parità toccata nel 2025. Con un tasso di crescita stimato oltre l’8% nel 2026, la quota delle rinnovabili nel mix elettrico globale salirà dal 33% del 2025 al 37% entro il 2027.
All’interno di questo comparto spicca la traiettoria del solare fotovoltaico. Negli ultimi due anni l’energia solare ha registrato uno sviluppo imponente: nel 2026 supererà l’eolico, posizionandosi come seconda fonte rinnovabile per volumi generati a livello mondiale, subito dietro all’idroelettrico. L’output elettrico del fotovoltaico aumenterà di circa 600 TWh nel 2026 — eguagliando il primato annuale stabilito nel 2025 — per poi confermare un’espansione di analoga portata anche nel 2027.
CONSUMI REGIONALI IN CRESCITA TRA TRAINO INDUSTRIALE E VULNERABILITÀ DEI MERCATI EMERGENTI
L’analisi dell’AIE evidenzia andamenti divergenti tra le diverse aree geografiche. Nelle principali economie mondiali la domanda si conferma tonica:
* Cina: L’incremento dei consumi accelererà fino al 5,5% nel 2026, sostenuto dalle attività manifatturiere e dall’estensione delle infrastrutture di ricarica per la mobilità elettrica.
* India: La domanda si riprenderà con vigore segnando un +7%, lasciandosi alle spalle il rallentamento causato dalle condizioni meteorologiche nel 2025.
* Stati Uniti ed Unione Europea: I consumi mostrano un andamento solido, attestandosi su tassi di crescita prossimi al 2%.
* Mercati emergenti asiatici: Nazioni importatrici di GNL come Pakistan e Bangladesh, caratterizzate da un’elevata sensibilità alle variazioni di prezzo, stanno soffrendo l’impatto diretto dei rincari del combustibile e dei deficit di fornitura, che frenano la domanda locale.
IMPATTI CLIMATICI, RISCHIO EL NIÑO ED EVOLUZIONE DELLE EMISSIONI DI ANIDRIDE CARBONICA
A rendere più incerte le stime per i prossimi mesi è la variabile climatica. Un eventuale rafforzamento del fenomeno meteorologico El Niño nel corso del 2026 rischia di alterare le dinamiche attese: l’aumento delle temperature medie farebbe balzare verso l’alto i consumi per il raffrescamento e, al contempo, ridurrebbe la resa degli impianti idroelettrici ed eolici in varie regioni, costringendo i gestori a ricorrere maggiormente ad altre modalità di generazione.
Sul fronte ambientale, le emissioni di anidride carbonica (\text{CO}_2) generate dal settore elettrico cresceranno di circa l’1% nel 2026, a causa del maggiore ricorso al carbone provocato dall’alto costo del gas. Tuttavia, la combinazione tra la crescita inarrestabile delle rinnovabili e un deciso rilancio dell’energia nucleare consentirà di stabilizzare il livello delle emissioni già nel 2027, bloccandone un’ulteriore ascesa.
FLESSIBILITÀ DI RETE, PREZZI NEGATIVI E IL RUOLO CHIAVE DEGLI ACCUMULATORI
La rapida penetrazione delle fonti pulite sta modificando anche la struttura operativa dei mercati. Il rapporto rileva un aumento nella frequenza dei prezzi all’ingrosso negativi in diverse aree. Questo fenomeno è la spia di un’insufficiente flessibilità dei sistemi elettrici, riconducibile a vincoli tecnici, rigidezze normative o barriere contrattuali.
Allo stesso tempo, le oscillazioni dei prezzi nell’arco della singola giornata si stanno facendo sempre più ampie. Per garantire l’efficienza e la sicurezza delle reti diventa fondamentale investire in strumenti di flessibilità, a partire dagli impianti di stoccaggio a batteria fino ai sistemi di gestione dinamica della domanda (demand response).

