Le riserve di gas europee sono ai minimi storici degli ultimi anni. Questo esercita pressione sui prezzi estivi e rappresenta un rischio per l’inverno
Secondo una nuova analisi di Montel, l’Europa nei prossimi mesi dovrà aumentare significativamente le importazioni di GNL, per recuperare i livelli di stoccaggio del gas prima dell’inverno. È il risultato di mesi di basse iniezioni, calo delle importazioni di GNL e differenziali di mercato sfavorevoli.
PER PORTARE GLI STOCCAGGI ALL’80% SERVONO 140 CARICHI DI GNL
Servirebbero oltre 140 arrivi mensili di navi metaniere per portare i livelli di stoccaggio europei all’80% entro l’inizio di novembre. Allo stesso tempo, l’Europa sta perdendo sempre più carichi di gas liquefatto a favore dei mercati asiatici, che offrono prezzi migliori, e potrebbe aver bisogno di prezzi superiori a 60 €/MWh per attrarre un’offerta sufficiente per il resto della stagione di iniezione.
Secondo Montel, le riserve di gas europee raggiungeranno un livello compreso tra il 69% (scenario pessimistico) e l’84% (scenario ottimistico) entro il 1° novembre, a seconda dei tassi di iniezione e della disponibilità di GNL. Ciò indica che l’obiettivo di stoccaggio del 90% fissato dall’Unione Europea sarà irraggiungibile.
LA PRESSIONE SUL MERCATO EUROPEO DEL GAS AUMENTA CON L’AVVICINARSI DELL’INVERNO
I dati della piattaforma di analisi del gas di Montel hanno mostrato che, alla fine di luglio, gli stoccaggi europei si trovavano solo al 5% della capacità (secondo AGSI, attualmente sono al 61%), circa il 12% in meno rispetto allo scorso anno e il 16% sotto della media quinquennale. Questo dato colloca la regione ben al di sotto dei livelli normali, proprio mentre ci avviciniamo agli ultimi mesi della stagione di iniezione. La Germania avrà un compito particolarmente difficile, con livelli di stoccaggio pari solo al 46% della capacità a fine luglio (attualmente sono al 50%).
Secondo Joachim Endress, esperto mercato del gas di Montel, “le continue interruzioni dei flussi di GNL attraverso lo Stretto di Hormuz significano che la pressione sul mercato europeo del gas continua ad aumentare con l’avvicinarsi dell’inverno”.
GLI STOCCAGGI EUROPEI SONO AI MINIMI STORICI
Gli stoccaggi europei sono ai minimi storici degli ultimi anni, e questo esercita pressione sui prezzi estivi e rappresenta un rischio per l’inverno. Tra aprile e luglio le immissioni nette di energia immagazzinata in Europa sono ammontate a soli 325 TWh, circa l’11% in meno rispetto alla media degli ultimi 5 anni e il 18% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025.
Sebbene i tassi di iniezione a giugno e luglio siano stati paragonabili a quelli del 2024, l’Europa quest’anno ha iniziato quei mesi da una posizione molto più debole. Alla fine di luglio 2024 le riserve erano già superiori all’80% della capacità.
ALL’EUROPA MANCANO 72 CARICHI DI GNL
Ad aprile Montel ha stimato che l’Europa avrebbe bisogno di circa 130 carichi di GNL al mese tra maggio e ottobre, per raggiungere quasi l’80% della capacità entro i primi di novembre.
Tuttavia, tra maggio e luglio gli arrivi sono stati in media di sole 105 spedizioni al mese, con un conseguente deficit cumulativo di circa 72 spedizioni, equivalente a circa 72 TWh di gas che avrebbero potuto essere immessi nelle riserve.
Per raggiungere anche solo l’80% servirebbero oltre 140 arrivi di navi metaniere al mese durante il restante periodo di iniezione (agosto, settembre e ottobre), un livello che Montel considera altamente improbabile, senza un aumento significativo dei prezzi del gas in Europa o senza progressi nel ripristino del traffico di GNL attraverso lo Stretto di Hormuz.
Con l’arrivo dell’inverno, quindi, i livelli degli stoccaggi probabilmente diventeranno un fattore sempre più importante nella determinazione dei prezzi del gas in Europa, insieme agli sviluppi geopolitici e alla concorrenza globale nel mercato del GNL.

