Il dossier del Parlamento rivela un esborso complessivo di 2.074,5 milioni di euro per calmierare i prezzi alla pompa. Le misure, finanziate tramite l’extra-gettito IVA e nuove ritenute sui colossi energetici, puntano a mitigare la crisi internazionale.
Per fronteggiare l’impennata dei prezzi petroliferi causata dalle tensioni in Medio Oriente, lo Stato italiano ha messo in campo nel corso del 2026 uno sforzo finanziario imponente. Secondo i dati ufficiali analizzati dal Servizio Studi di Senato e Camera, il costo complessivo dei provvedimenti per la riduzione delle accise sui carburanti ha raggiunto la cifra di 2.074,5 milioni di euro.
IL CONTO SALATO DELL’EMERGENZA PREZZI
L’attenzione dei tecnici parlamentari si è focalizzata sulla sostenibilità di una strategia che, per quasi tutto il 2026, ha cercato di fare da scudo alle famiglie e alle imprese contro la volatilità dei mercati. Il totale di 2.074,5 milioni di euro rappresenta la somma di dodici diversi momenti di intervento, modulati in base all’andamento del greggio per cercare di garantire una stabilità relativa in un contesto di “protrarsi della nuova crisi dei mercati internazionali”, evitando che il rincaro della materia prima si trasformasse in uno shock insostenibile per l’economia nazionale.
TUTTI GLI INTERVENTI E LE RIDUZIONI DEL 2026
Più nel dettaglio gli oneri sostenuti nel 2026 vedono:
– Dal 19 marzo al 7 aprile lo Stato ha investito 444,7 milioni di euro.
– Dall’8 aprile al 1° maggio l’esborso è salito a 527,6 milioni di euro.
– Dal 2 al 10 maggio la riduzione è costata 146,5 milioni.
– Dall’11 al 22 maggio l’onere è stato di 191,2 milioni di euro.
– Dal 23 maggio al 6 giugno il Governo ha stanziato 133,8 milioni.
– Dal 7 giugno al 3 luglio il costo è stato di 149,4 milioni di euro.
– Dal 28 al 29 luglio un micro-intervento da 20,5 milioni.
– Dal 30 luglio al 6 agosto lo sconto è costato 83,8 milioni.
– Dal 7 al 24 agosto l’impegno è tornato a salire con 190,2 milioni di euro.
– Dal 25 al 26 agosto sono stati stanziati 20,8 milioni.
– Dal 27 agosto al 5 settembre il costo è stato di 105,6 milioni di euro. –
Infine, dal 6 al 10 settembre, l’ultima tranche ha pesato per 60,4 milioni. Questi fondi hanno permesso di confermare una riduzione dell’accisa che, per il gasolio, è arrivata a 14 centesimi al litro rispetto ai valori di inizio anno, mentre per il biodiesel lo sconto è stato di 8,45 centesimi.
COME FUNZIONA IL MECCANISMO DELL’ACCISA MOBILE E L’IMPATTO IVA
La cosiddetta “accisa mobile” è il cuore del provvedimento. Come spiegato nel dossier del Servizio Studi, la legge consente di ridurre l’accisa quando il prezzo internazionale del greggio aumenta sensibilmente rispetto ai valori indicati nei documenti di programmazione economica (DEF).
Questo aumento dei prezzi genera automaticamente maggiori entrate IVA per lo Stato: il Governo ha scelto di utilizzare questo “tesoretto” per abbassare le tasse sulla fabbricazione dei carburanti. Un aspetto cruciale sottolineato dal documento è che la riduzione dell’accisa agisce anche sulla base imponibile dell’IVA, generando un “effetto di trascinamento” che si traduce in un ulteriore risparmio stimato in circa 3 centesimi al litro per il consumatore finale.
AIUTI ALL’AUTOTRASPORTO E NUOVI ONERI PER I COLOSSI ENERGETICI
Oltre agli sconti generalizzati, il provvedimento ha rafforzato le tutele per il settore logistico. Il limite massimo di spesa per il credito d’imposta a favore dell’autotrasporto di merci e persone è stato innalzato da 364,1 a 386,2 milioni di euro per l’anno 2026.
Questa misura è riservata alle imprese che utilizzano veicoli di classe ambientale Euro V e VI, commisurando l’aiuto alla maggiore spesa sostenuta tra marzo e agosto rispetto ai prezzi di febbraio. Per coprire questi costi ingenti, il Governo ha introdotto una misura straordinaria rivolta ai grandi gruppi energetici con ricavi superiori a 20 miliardi di euro. Queste società sono ora obbligate a versare anticipatamente il 39% delle ritenute sugli utili deliberati, un meccanismo che, secondo le stime, garantirà un gettito di 130,3 milioni di euro solo per l’anno in corso.

