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Caro energia, Confindustria incalza Arera: applicare subito il Dl bollette e sbloccare la liquidità gas

 Aurelio Regina denuncia il divario record di 7 euro tra Psv e Ttf e chiede di destinare un miliardo agli energivori. Nel mirino anche l’adeguatezza del capacity market di Terna, la gradualità sul Pun e la spinta su 50 GW di rinnovabili.

Un nuovo balzo delle quotazioni energetiche minaccia la competitività delle imprese italiane, spingendo Confindustria a chiedere l’immediata attuazione del decreto legge bollette, rimasto finora inattuato nonostante il via libera parlamentare risalga ormai a diversi mesi fa. Durante le audizioni davanti all’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera) dedicate al Quadro Strategico 2026-2029, il delegato di viale dell’Astronomia, Aurelio Regina, ha sollecitato l’attivazione immediata del servizio di liquidità sul gas per arginare l’anomala divaricazione tra i mercati Psv e Ttf, chiedendo al contempo di impiegare un miliardo di euro – derivante dai proventi dello stoccaggio strategico – per alleggerire le bollette dei grandi consumatori industriali.

Il rappresentante degli industriali ha colto l’occasione per delineare un quadro di forte preoccupazione: “Negli ultimi giorni i prezzi dell’elettricità hanno raggiunto livelli che non vedevamo da tempo e che ricordano purtroppo un’altra grave crisi che ha inciso profondamente sul sistema. I prezzi del gas e dell’elettricità stanno minando fortemente la tenuta del nostro sistema industriale”. Per questa ragione, ha avvertito Regina, “si tratta di una fase storica di grande responsabilità a cui è chiamata anche l’Autorità a dare un contributo rigoroso per rendere questo sistema energetico più efficiente e resiliente e soprattutto meno costoso”.

ALLARME PREZZI E IL GAP ANOMALO TRA PSV E TTF

Il cuore delle rivendicazioni industriali poggia sui ritardi nell’esecuzione delle norme vigenti. Confindustria punta il dito contro i rallentamenti nell’applicazione degli strumenti di tutela previsti dal legislatore nazionale: “Sul contenimento dei prezzi noi riteniamo molto urgente l’applicazione del decreto legge bollette, l’abbiamo detto al Governo: riteniamo che sia molto grave che una legge dello Stato approvata ormai da molti mesi sia ancora ferma al palo, soprattutto in una situazione di mercato come questa. Riteniamo quindi che almeno le misure del decreto legge possano essere attuate quanto prima”.

Tra le priorità operative spicca la gestione dei mercati all’ingrosso del gas: “Uno dei punti più importanti per Confindustria è il servizio di liquidità per il quale chiediamo ad Arera di aggiornare da subito il quadro di riferimento. È una misura importante perché affronta uno dei nodi storici, cioè quello del differenziale di prezzo tra il mercato Psv e il mercato Ttf che peraltro in questi giorni ha raggiunto uno spazio che anche su questo fronte non vedevamo: eravamo abituati a differenziali di poco più di 2 euro, oggi vediamo un differenziale di 6-7 euro”. Per risolvere la criticità strutturale dei transiti transfrontalieri, la proposta guarda anche oltre i confini italiani: “In questa direzione va anche auspicato un intervento sul pancaking tariffario comunitario attraverso una progressiva ripartizione dei costi di trasporto tra paesi Ue in un sistema di entry/exit comunitario”.

I FONDI DELLO STOCCAGGIO: UN MILIARDO AI GRANDI CONSUMATORI

Un passaggio fondamentale dell’intervento ha riguardato le risorse finanziarie generate dalla gestione dell’emergenza energetica scoppiata nel 2022. La vendita del combustibile accumulato nei depositi ha prodotto un gettito considerevole, che secondo Confindustria deve tornare a beneficio del manifatturiero: “Riteniamo altrettanto importante che la vendita del gas di sicurezza stoccato durante la crisi del 2022, che ha fatto incassare 1,2 miliardi di euro – una cifra nettamente superiore a quanto si attendeva –, veda una destinazione puntuale. Se 200 milioni sono destinati a coprire proprio il differenziale di prezzo Ttf-Psv, riteniamo che il restante miliardo di euro debba essere subito utilizzato per abbattere i costi del gas dei grandi consumatori industriali, come peraltro è previsto dall’articolo 9 del Dl bollette”.

Sul fronte della generazione elettrica, viale dell’Astronomia guarda con favore alle misure di rafforzamento della concorrenzialità all’ingrosso inserite nella programmazione di Arera, soffermandosi sul “meccanismo di rimborso per i produttori termoelettrici di parte dei costi connessi ai prelievi di gas per la produzione elettrica il cui percorso regolatorio è ancora in fase di completamento e oggetto di discussione tra il governo italiano e la Commissione europea”. Tale tassello, ha spiegato Regina, “è una misura di particolare importanza perché porta a un reale abbassamento dei costi di generazione dell’energia elettrica basata sul gas trasferendo i benefici direttamente sui prezzi di offerta per i consumatori”.

MERCATO ELETTRICO E PARITÀ TERRITORIALE: DAL PUN ALLE RETI

L’equilibrio competitivo tra le diverse aree produttive del Paese è stato un altro capitolo centrale della relazione. Le disparità geografiche rischiano di tradursi in asimmetrie ingiustificate tra operatori: “Per quanto riguarda la parità di condizioni per le imprese sul territorio, riteniamo che debba essere garantita, soprattutto nei casi in cui la dislocazione delle stesse sul territorio impatta sui costi che sostengono”. In questo perimetro si inserisce la revisione del Prezzo unico nazionale: “Il primo nodo riguarda il superamento del Prezzo unico nazionale, che Confindustria ritiene che debba avvenire in modo graduale e coordinato con lo sviluppo delle reti e della flessibilità. Non possiamo immaginare che la competizione tra Regioni avvenga sulla base dei costi piuttosto che non sulle opportunità”.

La seconda distorsione segnalata riguarda l’allacciamento delle fabbriche: “Il secondo aspetto riguarda gli oneri maggiori sostenuti dalle imprese allacciate alla rete di distribuzione del gas rispetto a quelli degli utenti connessi direttamente alla rete nazionale. Questo comporta una disparità di trattamento tra imprese dello stesso settore a causa dello sviluppo della rete e crediamo che debba essere oggetto di intervento da parte del regolatore”. A questo si aggiunge la necessità di rimodellare i parametri qualitativi del servizio elettrico: “Riteniamo inoltre necessario integrare la regolazione della qualità e continuità del servizio elettrico con criteri di rilevanza industriale: l’attuale classificazione territoriale fondata sulla densità della popolazione può penalizzare delle aree industriali, visto il nostro modello produttivo in cui molti insediamenti sono collocati in piccoli comuni”.

FLESSIBILITÀ E SICUREZZA: INTERROMPIBILITÀ GAS E CAPACITY MARKET

Nel quadro delle opzioni per salvaguardare la sicurezza del sistema, Regina ha contestato le condizioni economiche ipotizzate dal regolatore per la modulazione dei consumi: “Sulla flessibilità, il servizio di interrompibilità gas è per noi strategico e indifferibile; in un contesto di crisi il servizio non può essere gestito con regole standard. Per questo il premio massimo di 6,6 euro proposto da Arera non è coerente con il reale rischio di interruzione delle forniture. Un premio inadeguato rischia di compromettere la partecipazione delle imprese e quindi l’efficacia stessa dello strumento”.

Non meno allarmante è il dossier sull’adeguatezza del sistema elettrico e sul mercato della capacità: “Sul tema dell’adeguatezza, Terna ha stimato che in assenza di capacity market circa 26 GWh dei 54 disponibili potrebbero essere dismessi entro il 2050 per problemi di missing money, quindi questo provocherebbe un aumento insostenibile delle ore in cui Terna sarebbe costretta a staccare dalla rete parte della domanda. Riteniamo quindi fondamentale programmare l’attuazione del mercato attuale e avviare al più presto il processo di un nuovo meccanismo di contrattualizzazione a termine per le aste successive al 2028, che poi dovrà anche essere notificato alla Commissione Ue”.

TRANSIZIONE ENERGETICA: MACSE, GAS LOW-CARBON E 50 GIGAWATT RINNOVABILI

Guardando agli investimenti di lungo periodo, Confindustria ha richiamato l’esigenza di linearità tra i diversi quadri normativi in cantiere: “Sul Macse è necessario che vi sia coerenza fra le regole del Macse e le regole del Fer Z”. Il principio guida deve rimanere la compatibilità tra ambiente ed economia: “Mentre sulla transizione energetica occorre ribadire che insieme alla competitività industriale bisogna tenere a mente la sicurezza degli approvvigionamenti e la sostenibilità economica del sistema”. Su questo tracciato, ha argomentato il delegato, “c’è la necessità di promuovere l’integrazione dei mercati all’ingrosso dei gas rinnovabili, gas sintetici low carbon, in particolare il biometano e anche la cattura della CO2. Si ritiene urgente un quadro regolatorio, ma con un approccio pragmatico e progressivo, capace di evolvere con il mercato e di evitare effetti retroattivi sui progetti già avviati”.

Infine, l’attenzione si è spostata sullo sblocco delle connessioni e sulla diffusione dei contratti a lungo termine: “Dal provvedimento sulla saturazione virtuale della rete ci aspettiamo un grande beneficio per lo sviluppo delle rinnovabili che naturalmente va unito ad altri interventi di natura legislativa. Confindustria ritiene fondamentale che le fonti rinnovabili completino il percorso e che quei 50 GW che ci mancano per raggiungere l’obiettivo dei 130 dagli 80 attuali siano veramente realizzati in tempi brevi, per poi essere messi a disposizione attraverso i meccanismi Ppa al sistema industriale, così da dare stabilità e garantire gli investimenti”.

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