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Competitività europea 2026

La Commissione UE potrebbe imporre alle società energetiche una tassa sugli extraprofitti

A fine agosto i ministri delle Finanze di Germania, Spagna, Portogallo, Italia, Polonia e Austria avevano avvertito che i consumatori stavano affrontando uno dei più gravi shock nell’offerta di petrolio degli ultimi decenni

I ministri delle Finanze dell’Unione Europea oggi discuteranno l’eventuale introduzione di una tassa sugli extraprofitti a livello UE per le compagnie energetiche che stanno beneficiando dell’impennata dei prezzi di petrolio e gas, a seguito della chiusura dello Stretto di Hormuz. Ulteriori colloqui sono previsti ad ottobre.

Il dibattito è iniziato a fine agosto, quando i ministri delle Finanze di Germania, Spagna, Portogallo, Italia, Polonia e Austria hanno avvertito che i consumatori stavano affrontando uno dei più gravi shock nell’offerta di petrolio degli ultimi decenni, alimentando il malcontento dell’elettorato per l’aumento del costo della vita. Il prossimo anno sono previste elezioni parlamentari in Francia, Italia, Spagna, Polonia, Grecia, Finlandia, Slovacchia ed Estonia.

LA POSIZIONE DELL’ITALIA SULLA TASSA SUGLI EXTRAPROFITTI

L’Italia è favorevole a discutere e introdurre un meccanismo europeo per tassare gli extraprofitti delle società energetiche, ma il governo non è compatto sull’opportunità di applicare una tassa nazionale. L’Italia chiede a Bruxelles di affrontare il tema degli extraprofitti con un approccio comune europeo.

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha sostenuto esplicitamente questa impostazione: già lo scorso aprile ha chiesto una soluzione europea, insieme agli altri quattro Paesi allora firmatari, e a maggio ha ribadito all’Eurogruppo il sostegno italiano a una tassa UE sugli extraprofitti delle società energetiche.

Sostanzialmente, la motivazione alla base della posizione italiana è che, se l’aumento dei prezzi dell’energia genera profitti eccezionali per alcune imprese, una parte di queste risorse potrebbe essere utilizzata per attenuare l’impatto dell’aumento dei prezzi su famiglie e imprese.

I PREZZI DEL PETROLIO

Le quotazioni dei futures sul petrolio sono tornate a superare i 100 dollari al barile – circa il 50% in più rispetto ai livelli precedenti alla guerra in Iran –, mentre l’escalation degli attacchi in Medio Oriente minaccia ulteriori rotte di approvvigionamento. I mercati dei derivati ​​indicano che gli operatori non prevedono un calo dei prezzi nel breve termine.

Al suo arrivo alla riunione dei ministri delle finanze UE a Dublino, il ministro delle Finanze tedesco, Lars Klingbeil, ha esortato la Commissione Europea a proporre delle modalità per tassare quelli che ha definito “profitti eccessivi” delle compagnie petrolifere.

I “MODELLI SPECIFICI”

“La Commissione è stata molto cauta su questo tema, nonostante diversi Stati membri chiedano da tempo la presentazione di modelli specifici. Ciò deve avvenire al più tardi entro la prossima riunione dell’Ecofin (i ministri delle finanze UE) di ottobre. Oggi ribadirò con forza questa richiesta, anche a nome degli altri”, ha spiegato Klingbeil.

“I cittadini dei nostri Paesi – ha aggiunto il ministro tedesco – vedono chiaramente come le compagnie petrolifere stiano sfruttando la situazione, applicando prezzi eccessivi e aumentando notevolmente i propri profitti. È un dato evidente nei loro bilanci. Se le aziende applicano prezzi eccessivi in ​​una situazione del genere, dobbiamo intervenire con coerenza. Questa è la mia aspettativa molto chiara nei confronti della Commissione: presentare subito delle proposte”.

DOMBROVSKIS: “LA QUESTIONE È NELLE MANI DEGLI STATI MEMBRI”

Tuttavia, il commissario europeo per l’Economia, Valdis Dombrovskis, ha dichiarato che al momento la Commissione non ha in programma di proporre un meccanismo di tassazione a livello UE, sottolineando che la competenza fiscale spetta ai singoli Paesi membri, liberi di agire come ritengono opportuno.

“Abbiamo chiarito che la questione è nelle mani degli Stati membri, che possono procedere e adottare decisioni sulla tassazione degli extraprofitti. E, se necessario, la Commissione è certamente pronta a partecipare alle discussioni. In questa fase non stiamo avanzando una proposta a livello UE, ma i Paesi membri hanno certamente la possibilità di procedere in tal senso”, ha concluso Dombrovskis.

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