Arera avverte: tra settembre e novembre partono le notifiche per la fine del regime calmierato al 31 marzo 2027. Assoutenti chiede la proroga al governo mentre chi resta senza fornitore subirà il passaggio automatico al mercato libero.
Oltre tre milioni di famiglie italiane si preparano ad affrontare un passaggio decisivo e potenzialmente oneroso sul fronte delle forniture elettriche. Tra i mesi di settembre e novembre, i gestori dell’energia sono obbligati a recapitare ai clienti del “servizio a tutele graduali” una comunicazione ufficiale che annuncia la chiusura definitiva del regime transitorio, fissata per il 31 marzo 2027. La platea dei cosiddetti “domestici non vulnerabili”, rimasta finora agganciata a questo sistema per non aver compiuto una scelta espressa nel 2024, rischia di veder cancellato un risparmio annuale finora stimato tra i 350 e i 400 euro rispetto ai contratti del mercato libero.
Secondo le rilevazioni e i monitoraggi dell’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera), chi effettua oggi il passaggio al mercato libero si trova a pagare in media il 60% in più sulle offerte a prezzo variabile e il 36% in più su quelle a prezzo fisso. Davanti a questa prospettiva, aggravata dall’inflazione energetica registrata dall’Istat (+18,6% annuo per l’elettricità libera e +11,3% per il gas ad agosto) e dai rincari delle materie prime legati alla crisi in Medio Oriente, le associazioni dei consumatori hanno formalmente chiesto al governo di concedere una proroga, mentre gli esperti consigliano di verificare il possesso dei requisiti per rientrare nella “maggior tutela” riservata ai soggetti vulnerabili.
LA SCADENZA DEL 31 MARZO 2027 E LE COMUNICAZIONI OBBLIGATORIE DEI GESTORI
Come detto, tre milioni di famiglie italiane riceveranno una comunicazione decisiva sulla bolletta della luce. Le lettere e i messaggi informativi, la cui trasmissione da parte delle società fornitrici è prevista tra settembre e novembre, conterranno i dettagli sul termine del servizio a tutele graduali stabilito al 31 marzo 2027. La transizione riguarda i consumatori domestici non vulnerabili che, non avendo sottoscritto un contratto di mercato libero entro il 2024 e non rientrando nelle categorie protette della maggior tutela, erano stati assegnati d’ufficio tramite gara a diciannove operatori accreditati.
Il meccanismo regolatorio delineato da Arera impone ai venditori di allegare alla comunicazione una proposta contrattuale per il mercato libero entro il mese di dicembre 2026, con una durata garantita di almeno dodici mesi. Il passaggio scatterà formalmente il 1° aprile 2027 e avverrà in totale continuità: non vi sarà alcuna interruzione dell’erogazione di corrente, non occorrerà apporre nuove firme e rimarrà invariata la modalità di ricezione della fattura, sia essa cartacea o telematica.
Tuttavia, l’aspetto economico nasconde un automatismo vincolante: l’utente potrà valutare la proposta e decidere se accettarla oppure rivolgersi a un altro gestore; in assenza di una scelta esplicita e autonoma, la fornitura confluirà automaticamente nell’offerta a mercato libero predisposta dal proprio fornitore abituale, con condizioni economiche destinate a risultare inevitabilmente più onerose.
I NUMERI DI ARERA: QUANTO HANNO RISPARMIATO GLI UTENTI NON VULNERABILI
L’immobilismo decisionale degli anni scorsi ha paradossalmente premiato i cittadini rimasti nel canale transitorio. I dati certificati dall’Autorità per l’energia dimostrano che le tutele graduali hanno assicurato costi unitari inferiori persino rispetto al regime protetto della maggior tutela.
Nel mese di giugno, i corrispettivi applicati alla materia prima hanno evidenziato forti differenze: – gli utenti delle tutele graduali hanno pagato 0,13 euro per chilowattora; – i clienti protetti dalla maggior tutela hanno sostenuto un costo di 0,17 euro a kWh; – sul mercato libero, le offerte a prezzo fisso hanno registrato una media di 0,22 euro a kWh; – i contratti a prezzo variabile del mercato libero hanno raggiunto la cifra di 0,28 euro per chilowattora.
Il beneficio economico complessivo garantito finora dal servizio a tutele graduali ha generato per ogni singola famiglia una minore spesa annua compresa tra i 350 e i 400 euro rispetto ai listini medi del mercato concorrenziale.
IL RISCHIO RINCARI: ASSOUTENTI DENUNCIA SALASSI FINO AL 60 PER CENTO E CHIEDE LA PROROGA
L’imminente migrazione forzata desta forte allarme tra le associazioni di tutela dei cittadini. Il contesto tariffario italiano sconta già un divario strutturale con il resto d’Europa: la relazione annuale di Arera ricorda che nel 2025 i nuclei familiari della penisola hanno pagato l’elettricità il 13% in più rispetto alla media dell’Eurozona, mentre le tensioni geopolitiche collegate al conflitto in Medio Oriente mantengono elevata l’incertezza sulle forniture.
A questo quadro si sommano le rilevazioni Istat del mese di agosto, che segnalano sul mercato libero un incremento tendenziale delle tariffe elettriche del 18,6% e del metano dell’11,3%.
IL PARACADUTE DELLA MAGGIOR TUTELA: I REQUISITI PER RIENTRARE TRA I VULNERABILI
Per una parte dell’utenza esiste la facoltà di sottrarsi al mercato libero rientrando nel perimetro della maggior tutela, caratterizzato da tariffe più calmierate. L’opportunità è accessibile a coloro che soddisfano, o hanno maturato nel corso del tempo, i requisiti di vulnerabilità stabiliti dalla legge.
Le condizioni per richiedere l’applicazione di questo scudo protettivo comprendono: – il compimento del settantacinquesimo anno di età (over 75); – la titolarità del bonus sociale per disagio economico; – il riconoscimento del bonus per gravi condizioni di salute (disagio fisico che richiede l’uso di apparecchiature elettromedicali salvavita); – la presenza di una disabilità accertata ai sensi di legge; – la residenza in una struttura abitativa di emergenza a seguito di calamità naturali; – l’ubicazione dell’utenza in un’isola minore non interconnessa alla rete elettrica nazionale. Chi rientra in una di queste categorie, anche qualora si trovi attualmente nel mercato libero, ha il diritto di chiedere il rientro nella maggior tutela.
COME SCEGLIERE SUL MERCATO LIBERO: LA GUIDA TRA SPREAD, PREZZO FISSO E CLAUSOLE
Per la platea che dovrà necessariamente confrontarsi con le offerte del mercato libero, gli operatori mettono in guardia contro facili illusioni tariffarie. Davanti alla complessità dei testi contrattuali, gli esperti delineano alcune regole per limitare i rincari. L’opzione a prezzo fisso garantisce stabilità e protezione di fronte a improvvise impennate dei mercati all’ingrosso.
Qualora si preferisca una tariffa a prezzo variabile, il suggerimento è di verificare con estrema cura due elementi contrattuali determinanti: 1. Lo spread: ossia il margine netto di guadagno richiesto dal venditore oltre al prezzo all’ingrosso dell’energia, che si attesta mediamente a tre centesimi al chilowattora. L’avvertenza è di calcolare l’esatta incidenza al kWh per sventare opacità commerciali; 2. La flessibilità di cambio formula: verificare preventivamente se le condizioni contrattuali consentano all’utente di convertire tempestivamente la tariffa da variabile a fissa (e viceversa) in caso di turbolenze internazionali, verificando i vincoli operativi previsti, clausola non contemplata da tutti i gestori.

