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Energia, Ue-Meloni: primo no non decisivo

“Non bisogna farsi troppo impressionare dai primi “no” dei portavoce della Commissione europea alla richiesta di Meloni di maggiore flessibilità legata all’emergenza energetica che giorno dopo giorno si sta aggravando. (…) Poi aspetta per verificare se l’emergenza si consolida o tende a rientrare. E sulla base di questi dati, apre o non apre il dossier, sapendo bene che a poco più di un anno dall’entrata in vigore del nuovo Patto di stabilità, ragionare su una possibile nuova “flessibilità” vuol dire ipotizzare un’altra eccezione alle regole. (…) Certo, se la tendenza continuerà a muoversi nella direzione presa tra mercoledì e ieri, il quadro economico corre davvero il rischio di peggiorare: spread in aumento, inflazione in crescita, in rialzo il rendimento dei titoli di Stato (leggi: prezzo a cui il ministro dell’Economia Giorgetti deve piazzare il debito sui mercati), e tre possibili rialzi dei tassi di interesse previsti da parte della Bce di qui alla fine dell’anno. In altre parole, Meloni ha le sue ragioni per chiedere un po’ di flessibilità in più” lo scrive Marcello Sorgi su La Stampa. (Energia Oltre – bmt)

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