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esenzione

Tutto quello che devi sapere (e non dicono) sull’esenzione dal bollo auto

Dietro l’esenzione dal bollo auto annunciata dal Governo ci sono miliardi da trovare, fondi da tagliare e una platea di beneficiari molto più ristretta di quella inizialmente indicata. Tutto quello che devi sapere sul taglio

Il Governo annuncia l’addio alla tassa più odiata dagli italiani: il bollo auto. Ma basta sfogliare le righe dell’ultimo decreto, scavare nei commi e spulciare le tabelle degli allegati per capire che il regalo fiscal-automobilistico nasconde un conto salato e un corto circuito sui numeri. Tra annunci e clausole scritte in piccolo, ecco come funziona concretamente il bonus.

CHI PAGA IL CONTO DEL BOLLO?

Per coprire un’operazione da oltre 3 miliardi di euro scatta una maxi spending review che attinge a fondi, riserve d’emergenza e risorse dei Ministeri. Infatti, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) darà solo un contributo marginale. La spesa complessiva – calcolata in 611,8 milioni di euro per il 2026, ben 2.362 milioni per il 2027 e 38 milioni per il 2028 – è sorretta da un lavoro di taglio e cucito del Bilancio. Il 60% dei fondi, circa 1,7 miliardi di euro, arrivano da somme che lo Stato aveva già accertato a legislazione vigente (tramite le norme del dl n. 19/2026). Si tratta di fondi originariamente destinati ad affiancare il Pnrr o a progetti privi di obbligazioni vincolanti. Anziché impiegarli per lo sviluppo o per ridurre il debito pubblico, l’Esecutivo li ha dirottati all’entrata del bilancio statale per tamponare il mancato gettito della tassa automobilistica (200 milioni nel 2026, 1.460 milioni nel 2027 e 38 milioni nel 2028).

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha preteso il sacrificio dell’intera macchina burocratica, raccogliendo 98,1 milioni di euro nel 2026 e 128,7 milioni nel 2027. Il MEF fa la parte del leone rinunciando a oltre 67 milioni nel biennio. Segue l’Università e Ricerca (-23,5 milioni nel biennio) e la Difesa (-21 milioni). Nessun dicastero si salva. Le Imprese e Made in Italy (Mimit) cedono quasi 16 milioni, la Salute oltre 15 milioni, il Lavoro 14 milioni, l’Ambiente (Mase) 13,2 milioni, gli Esteri 13,1 milioni, le Infrastrutture (Mit) 12,3 milioni e la Cultura 11,3 milioni. Strette anche per Interno (7 milioni), Turismo (4,9 milioni), Istruzione (4 milioni), Agricoltura (1,7 milioni nel 2026) e Giustizia (2 milioni nel 2027).

Il resto delle risorse arriverà da fondi strutturali e casse di garanzia. Il Fondo Interventi Strutturali di Politica Economica (FISPE) perde 395,9 milioni di euro tra il 2026 e il 2027. Vengono tagliati 100 milioni all’anno per due anni dal fondo emergenziale nato con il Decreto Rilancio per il Covid-19, ridotto di 70 milioni il Fondo per esigenze indifferibili nel 2027 e sforbiciati per 20 milioni nel 2026 i Fondi di riserva e speciali del MEF prescritti dalla legge di contabilità.

QUANTI BENEFICIERANNO DELL’ESENZIONE?

La platea di chi non pagherà il bollo auto si è trasformata in un rebus. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha inizialmente affermato che l’esenzione avrebbe riguardato 24,6 milioni di utenti su una base teorica di oltre 34 milioni di veicoli entro gli 80 kW. L’analisi della relazione tecnica ufficiale allegata al decreto (il documento vincolante approvato dal CdM) permette di fare chiarezza sulle ombre dell’esenzione. In primo luogo, le autovetture effettivamente rientranti nella misura sono 13,2 milioni, per un assorbimento di gettito di 2,2 miliardi. Aggiungendo i quasi 2 milioni di motocicli intestati a chi non possiede già un’auto, i beneficiari reali scendono a circa 15,5 milioni di cittadini.

La dimostrazione è puramente matematica. Infatti, applicando il bollo medio annuo (circa 141 euro) ai 24,6 milioni di beneficiari sbandierati dal MIT, la misura sarebbe costata 3,4 miliardi di euro, generando un buco di bilancio immediato da oltre 1,2 miliardi rispetto alle coperture previste.

TUTTO QUELLO CHE DEVI SAPERE

L’esenzione dal bollo spetta per un solo veicolo a persona fisica, individuato in quello con minore potenza, senza limiti di reddito. Se una famiglia possiede due macchine si possono ottenere due esenzioni solo se intestate a persone diverse. Sono comprese solo le automobili con potenza fino a 80 kW (circa 109 CV, da verificare alla voce P.2 del libretto). Per le ibride, invece, vale la potenza usata ai fini del calcolo del bollo e non quella complessiva. Le vetture a GPL e metano beneficeranno dell’esenzione. Al contrario, le elettriche pure non rientrano in questo bonus.

La tassa in scadenza a fine anno dovrà essere ugualmente pagata. I ritardatari, però, non potranno saltare il bollo di quest’anno, poiché fa fede la scadenza. L’esenzione vale solo per i versamenti ordinari del 2027. Dal 2028, salvo nuove proroghe, si torna a pagare. Tuttavia, il decreto è attualmente in fase di conversione in legge ed è molto probabile che il testo subisca ulteriori modifiche.

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