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petrolio Ue

Ecco cosa proporrà l’Unione Europea per evitare una crisi del diesel

Ieri gli Stati Uniti hanno chiesto a Francia, Germania e altri Paesi di ridurre le scorte di gasolio di emergenza, per contribuire ad allentare i prezzi globali del carburante, minacciando un potenziale divieto di esportazione di diesel dagli USA

La Commissione Europea “è in contatto con gli Stati membri e con l’amministrazione statunitense” su un eventuale rilascio di scorte di petrolio. Lo ha dichiarato una portavoce di Bruxelles al briefing con la stampa su eventuali contatti con gli Stati Uniti per sollecitare il rilascio delle scorte di gasolio USA per evitare di un divieto di esportazione da parte Usa.

La portavoce ha spiegato che, per valutare l’ipotesi, “domani (oggi, ndr) ci sarà un’importante riunione del consiglio direttivo dell’Agenzia Internazionale per l’Energia. Stiamo mantenendo contatti ad alto livello con l’amministrazione statunitense, ci sono moltissimi incontri e contatti in corso”.

Intanto, la portavoce della Commissione UE per l’Energia, Anna-Kaisa Itkonen, ieri ha affermato che l’Unione Europea “non ha ancora deciso un eventuale rilascio coordinato delle proprie scorte strategiche di petrolio e prodotti raffinati, ma resta comunque pronta ad agire, se l’Agenzia Internazionale dell’Energia ritenesse necessario un nuovo intervento sui mercati”.

GLI USA HANNO CHIESTO AD ALCUNI PAESI UE DI RIDURRE LE SCORTE DI GASOLIO DI EMERGENZA

I commenti giungono dopo che, secondo alcune indiscrezioni, l’amministrazione americana avrebbe chiesto a Francia, Germania e altri Paesi di ridurre le scorte di gasolio di emergenza, per contribuire ad allentare i prezzi globali del carburante, minacciando un potenziale divieto di esportazione di diesel dagli Stati Uniti.

Secondo l’agenzia Reuters, gli USA sarebbero particolarmente frustrati con Francia e Germania, che, secondo i funzionari USA, non avrebbero rispettato appieno gli impegni presi in precedenza per il rilascio delle scorte di petrolio per le emergenze. Secondo le fonti citate da Reuters, gli Stati Uniti avrebbero chiesto all’UE di rilasciare almeno 120 milioni di barili di gasolio nei prossimi sei mesi.

Al momento i governi di Francia e Germania non hanno commentato, ma secondo alcune indiscrezioni, il presidente francese Emmanuel Macron vorrebbe convocare una videoconferenza dei leader di Paesi del G7 per affrontare l’aumento dei prezzi dei carburanti, incluso il coordinamento del rilascio delle riserve in collaborazione con l’AIE.

L’UNIONE EUROPEA NON PARLA ANCORA DI EMERGENZA FORNITURE DI PETROLIO

Per ora, da Bruxelles non vi è ancora alcuna indicazione di una situazione di emergenza sul fronte delle forniture. L’Oil Coordination Group, riunitosi il 29 settembre, ha constatato che l’approvvigionamento europeo per ora resta stabile, nonostante gli alti prezzi, soprattutto per diesel e jet fuel (il carburante per aviazione).

Le raffinerie europee stanno lavorando vicino alla capacità massima. Le scorte commerciali nel grande hub Amsterdam-Rotterdam-Anversa sono inferiori alla media degli ultimi 5 anni, ma nelle ultime settimane si sono stabilizzate. “La situazione attuale nell’Unione Europea non presenta una carenza di diesel”, ha affermato la portavoce capo della Commissione UE, Paula Pinho.

LE REGOLE EUROPEE SULLE SCORTE DI PETROLIO

La normativa europea impone ai Paesi membri di mantenere riserve petrolifere di emergenza equivalenti ad almeno 90 giorni di importazioni nette medie giornaliere, oppure 61 giorni di consumo interno medio giornaliero, scegliendo il valore più elevato.

Tuttavia, le norme non stabiliscono quale quota debba essere costituita da petrolio, diesel, benzina, cherosene o altri prodotti, con la composizione delle riserve che resta in larga parte nella disponibilità dei singoli Stati. Il prossimo incontro ordinario dell’Oil Coordination Group è previsto per il 15 ottobre, ma Bruxelles si è detta pronta a convocare una riunione straordinaria anche prima, se la situazione sui mercati dovesse aggravarsi.

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