I Grandi coordinano le raffinerie ed escludono dazi interni, con una prima quota di carburante immessa entro venti giorni. Condanna dell’Iran per le tensioni a Hormuz, confermate le sanzioni a Mosca e aperto il dialogo con i Paesi del Golfo.
Una manovra straordinaria e coordinata sui mercati petroliferi internazionali per frenare l’impennata delle quotazioni, tutelare famiglie e imprese dagli shock dei prezzi e scongiurare strozzature nell’offerta globale di carburanti.
I capi di Stato e di governo del G7, riuniti oggi in un vertice virtuale straordinario convocato d’urgenza sui temi della sicurezza energetica, hanno formalizzato un piano congiunto che prevede lo sblocco immediato di 100 milioni di barili (MB) di riserve strategiche tramite l’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) nell’arco di quattro mesi. Il pacchetto contempla una quota consistente e anticipata di gasolio da riversare sul mercato già nei primi venti giorni, l’allineamento dei calendari di manutenzione delle raffinerie per azzerare i fermi produttivi simultanei e l’impegno vincolante a non introdurre alcuna restrizione all’export energetico tra i Paesi membri.
L’ACCORDO DEL G7: SBLOCCO DI 100 MILIONI DI BARILI E INIEZIONE RECORD DI DIESEL
Il perno operativo dell’intesa scaturita dal summit dei Grandi risiede nell’intervento congiunto sui volumi fisici di greggio e prodotti raffinati. Nella dichiarazione ufficiale dei Leader sulla sicurezza energetica globale e la stabilità del mercato si legge: “Oggi noi, Leader del G7, ci siamo riuniti in un incontro virtuale per affrontare le crescenti sfide alla nostra sicurezza energetica. Di fronte a una volatilità senza precedenti sui mercati petroliferi — con l’impennata dei prezzi che minaccia la stabilità economica e il benessere dei nostri cittadini —, abbiamo concordato misure decisive e coordinate per stabilizzare le forniture energetiche nell’immediato, proteggere famiglie e imprese dagli shock dei prezzi e rafforzare la resilienza a lungo termine dei sistemi energetici globali”.
Per concretizzare questa linea, i Sette hanno dato mandato operativo all’AIE di verificare l’avanzamento degli impegni deliberati nel marzo 2026. L’intesa raggiunta stabilisce un prelievo scaglionato su quattro mesi, imperniato sull’urgenza di immettere distillati medi prima dell’avvio della stagione fredda. “Tenendo conto degli impegni già adempiuti, daremo seguito ai nostri impegni con un rilascio coordinato tramite l’IEA di 100 milioni di barili (MB) con avvio immediato nell’arco di 4 mesi, compresa un’immissione consistente e anticipata di gasolio entro i primi 20 giorni da parte dei membri del G7 e dei partner. Nei prossimi giorni ci riuniremo nell’ambito dell’IEA per valutare la possibilità di ulteriori rilasci di gasolio, ove necessario”, specifica il documento approvato.
L’INTERVENTO DI GIORGIA MELONI: TETTO AI PREZZI, ACCISE E ASSE CON IL GOLFO
Nel corso del dibattito multilaterale, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha illustrato le contromisure predisposte sul piano nazionale per arginare la corsa dei listini e difendere la capacità di spesa dei cittadini e la competitività industriale. Meloni ha condiviso le iniziative promosse dall’esecutivo italiano: l’introduzione di un tetto ai prezzi dei carburanti concordato attraverso la moral suasion sulle maggiori compagnie petrolifere, gli interventi correttivi attuati sulle accise e il ventaglio di proposte sottoposte dall’Italia alla Commissione europea.
Sul terreno delle riserve, il capo del governo di Roma ha sostenuto con decisione la necessità di un’azione coordinata sulle scorte concentrata specificamente sul gasolio, comparto che sconta le tensioni più aspre. Parallelamente, Meloni ha rilanciato in sede G7 la proposta strategica di istituire un dialogo strutturato e permanente con i Paesi produttori del Golfo Persico, considerati partner imprescindibili per stabilizzare le forniture e diversificare l’approvvigionamento internazionale.
RAFFINERIE E COMMERCIO: NIENTE DIVIETI ALL’EXPORT E MANUTENZIONI COORDINATE
La strategia delineata dal G7 non si limita al prelievo dai serbatoi strategici, ma incide direttamente sui cicli della raffinazione e sulle dinamiche del commercio transfrontaliero per evitare colli di bottiglia industriali. “Coordineremo i calendari di manutenzione delle raffinerie nei Paesi del G7 per evitare fermi impianti simultanei e, ove possibile, incrementeremo temporaneamente i tassi di utilizzo degli impianti”, chiariscono i Leader nella dichiarazione congiunta.
L’accordo incoraggia inoltre il dialogo con i Paesi terzi dotati di elevata capacità di lavorazione per massimizzare la produzione di carburanti finiti, con particolare riguardo al gasolio. Sul fronte commerciale, il vertice ha blindato le frontiere interne del blocco escludendo misure protezionistiche unilaterali: “Riaffermiamo il nostro impegno a non applicare restrizioni all’esportazione di energia e prodotti energetici tra i Paesi del G7 e rivolgiamo un appello a tutti i produttori affinché si astengano dall’imporre divieti che potrebbero esacerbare le tensioni sul mercato”. Un passaggio chiave mirato a garantire la circolazione fluida dei combustibili tra le due sponde dell’Atlantico.
IL RUOLO DELL’IEA: MONITORAGGIO A VENTI GIORNI E REINTEGRO DELLE RISERVE
L’architettura dell’intervento affida all’Agenzia Internazionale dell’Energia un ruolo di vigilanza stringente. I governi del G7 hanno chiesto formalmente all’ente parigino di monitorare le ripercussioni delle misure adottate sull’equilibrio generale delle contrattazioni e di controllare la puntuale esecuzione delle quote di rilascio. “Un rapporto di aggiornamento dovrà essere consegnato entro 20 giorni, comprensivo di raccomandazioni operative per migliorare le risposte future, incluso il reintegro delle scorte”, stabilisce il testo del vertice. Questo documento tecnico fornirà le linee guida per pianificare il successivo riacquisto e la ricostituzione dei volumi di riserva intaccati, evitando che le future operazioni di riempimento creino ulteriori fiammate di domanda sui mercati all’ingrosso. IL
QUADRO GEOPOLITICO: LO STRETTO DI HORMUZ, GLI USA E LE SANZIONI A MOSCA
Le decisioni economiche del vertice si saldano a precise prese di posizione geopolitiche sulle aree di crisi che condizionano le rotte marittime globali. Nella parte conclusiva del documento, i leader affrontano apertamente la questione mediorientale: “Condanniamo i continui attacchi dell’Iran contro i Paesi vicini della regione e la sua interferenza con il commercio internazionale, la sicurezza energetica e l’economia globale. Chiediamo l’immediato e pieno ripristino dei diritti e dei principi di navigazione nello Stretto di Hormuz ed esprimiamo la nostra determinazione a raddoppiare gli sforzi collettivi a tal fine”.
In questo contesto, il comunicato finale esprime un pubblico riconoscimento a Washington: “Elogiamo gli Stati Uniti per l’impegno profuso nell’assicurare il libero flusso del commercio attraverso lo Stretto di Hormuz”. Resta fermo, infine, l’asse sanzionatorio nei confronti della Russia: “Manteniamo le sanzioni contro la Russia, continuando a lavorare con l’IEA e i partner globali per prevenire ulteriori ripercussioni sui mercati dei carburanti, del gas e delle altre materie prime. Le preoccupazioni dei nostri cittadini riguardo ai prezzi dell’energia rimangono una priorità assoluta. Monitoreremo da vicino gli sviluppi e siamo pronti ad adeguare le misure in base alle esigenze. Gli accordi di oggi segnano un passo verso un futuro energetico più sicuro, trasparente e resiliente”.

