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Urso vola in Kuwait per cercare nuovi investimenti. Tutti i piani su petrolio, biocarburanti e non solo

Il ministro incontra il premier Al-Sabah e il fondo sovrano Kia: focus sui progetti industriali di Milazzo e Priolo. Sollecitato alla Commissione europea il rapido sblocco dell’accordo di libero scambio con i Paesi del Golfo.

Una svolta nelle relazioni bilaterali per trasformare un tradizionale rapporto commerciale in un’alleanza tecnologica e industriale integrata, capace di canalizzare capitali esteri verso l’economia italiana e rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti. Nel corso della sua missione ufficiale a Kuwait City, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha avviato una fitta serie di incontri di alto livello per presentare al Paese mediorientale le opportunità di investimento offerte dal mercato italiano. Al centro dei colloqui istituzionali e finanziari si collocano il potenziamento dei presidi energetici storici – a partire dalle raffinerie siciliane – e l’apertura a nuovi progetti ad alta tecnologia nei campi delle materie prime critiche, dell’intelligenza artificiale, dei data center, della robotica e dell’aerospazio.

IL VERTICE A KUWAIT CITY E LA SOLIDARIETÀ DOPO GLI ATTACCHI

La giornata diplomatica del titolare del MIMIT si è aperta con il colloquio con il Primo Ministro del Kuwait, Ahmad Al-Abdullah Al-Ahmad Al-Sabah. Durante il faccia a faccia, il ministro italiano ha espresso formalmente la vicinanza e la solidarietà dell’Italia alle istituzioni e al popolo kuwaitiano alla luce dei recenti attacchi che hanno colpito il territorio dello Stato arabo. Il confronto ha offerto l’occasione per impostare i termini politici di una cooperazione economica più solida, finalizzata a costruire una risposta congiunta alle sfide della competitività internazionale attraverso l’integrazione delle rispettive filiere produttive e di investimento.

LA VISIONE STRATEGICA DI URSO: DALL’ENERGIA ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

A chiarire l’orientamento della missione è stato lo stesso ministro Adolfo Urso, che ha delineato gli obiettivi prioritari della presenza italiana: “Dobbiamo aprire una nuova fase con il Kuwait passando da partner commerciali a partner strategici, sul piano tecnologico e industriale, anche al fine di garantire una maggiore resilienza economica. Dobbiamo consolidare la partnership energetica e sviluppare quella nelle materie prime critiche, nelle tecnologie green e digitali, nell’IA e nella robotica avanzata, nell’aerospazio, e in questo le potenzialità dei fondi sovrani e privati del Kuwait possono svolgere un ruolo decisivo per il Sistema Italia”. Il disegno strategico punta a fare leva sulla disponibilità finanziaria dei grandi veicoli istituzionali e dei patrimoni privati kuwaitiani per indirizzarli su settori trainanti dell’innovazione e della transizione energetica, creando sinergie stabili tra il capitale mediorientale e il tessuto manifatturiero e tecnologico della Penisola.

L’ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO TRA UNIONE EUROPEA E PAESI DEL GOLFO

Il consolidamento dei legami bilaterali si aggancia, nella visione di Roma, a un’accelerazione dei negoziati commerciali a livello comunitario. Dal vertice di Kuwait City il ministro delle Imprese ha infatti rivolto un sollecito esplicito a Bruxelles per la chiusura dell’intesa commerciale multilaterale con l’intera area regionale. “Anche per questo – ha sottolineato Urso – abbiamo sollecitato la Commissione a definire l’accordo di libero scambio con il Consiglio di cooperazione del Golfo: questo è il momento di agire, per dare un segnale chiaro a chi guarda a noi e all’Europa”. Per il governo italiano, l’intesa tra l’Ue e gli Stati del Golfo rappresenta il quadro normativo indispensabile per abbattere gli ostacoli agli scambi e favorire la circolazione reciproca degli investimenti in una fase di profonda riconfigurazione delle rotte globali.

IL CONFRONTO CON IL FONDO SOVRANO KIA E I DOSSIER SICILIANI DI MILAZZO E PRIOLO

Sul piano operativo e finanziario, la missione ha visto Urso impegnato in un tavolo con i vertici della Kuwait Investment Authority (KIA), il fondo sovrano del Paese. Il confronto è stato dedicato all’analisi di nuove ipotesi di impiego del capitale kuwaitiano in Italia, partendo dal consolidamento delle realtà industriali già radicate. I dossier principali poggiano sulla presenza storica della Kuwait Petroleum Corporation nell’impianto siciliano di Milazzo e sulla partecipazione strategica, assicurata attraverso il marchio Q8, al progetto condiviso con Eni per la realizzazione della nuova bioraffineria nell’area Versalis di Priolo. L’obiettivo è salvaguardare e riconvertire gli asset industriali esistenti in chiave sostenibile, garantendo continuità operativa e sviluppo tecnologico ai poli produttivi del Mezzogiorno.

IL TAVOLO CON LA UNION OF INVESTMENT COMPANIES E I SETTORI TARGET

Il programma dei lavori prevede a seguire una sessione dedicata con il board della Union of Investment Companies, l’organizzazione che riunisce e rappresenta le società di investimento e gli istituti di servizi finanziari del Kuwait. In questo contesto, affiancato dagli esponenti della finanza pubblica e privata giunti dall’Italia, il ministro illustrerà un ventaglio di opportunità di partnership esteso ai settori prioritari per la crescita nazionale. I settori individuati come target prioritari per attrarre i capitali privati del Kuwait comprendono l’energia, le materie prime critiche, l’intelligenza artificiale e le infrastrutture per i data center, la manifattura d’eccellenza del Made in Italy, il comparto farmaceutico, la robotica e l’industria aerospaziale. Un perimetro organico concepito per allargare il raggio d’azione degli investitori kuwaitiani ben oltre l’ambito tradizionale della raffinazione petrolifera.

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