L’analisi della Neue Zürcher Zeitung accende i riflettori sulle criticità della svolta verde di Berlino: l’impatto della spesa pubblica, la tenuta delle imprese e il miraggio dell’autonomia energetica.
Per oltre vent’anni la Germania è stata osservata come il principale laboratorio europeo della trasformazione energetica. Le sue scelte in materia di clima, rinnovabili e decarbonizzazione hanno spesso rappresentato un punto di riferimento nel dibattito continentale. Oggi, però, accanto al consenso sugli obiettivi climatici si fa spazio una discussione sempre più vivace sui costi e sulle conseguenze economiche di questo percorso.
Un’analisi pubblicata dalla Neue Zürcher Zeitung (Nzz), storico quotidiano svizzero di lingua tedesca, prende di mira alcune convinzioni considerate ormai acquisite nel confronto politico tedesco. Il giornale individua quattro temi ricorrenti: il rapporto tra rinnovabili e prezzi dell’elettricità, gli effetti della protezione del clima sulla prosperità economica, il ruolo di esempio attribuito alla Germania e la promessa di una maggiore autonomia energetica.
QUANTO COSTANO DAVVERO LE RINNOVABILI
Uno degli argomenti più utilizzati dai sostenitori della transizione energetica riguarda la prospettiva di bollette più leggere grazie all’espansione dell’eolico e del fotovoltaico. Secondo la Nzz, questa tesi viene riproposta con particolare frequenza dai Verdi, che collegano lo sviluppo delle fonti rinnovabili a un sistema energetico più conveniente sia per i consumatori sia per il tessuto produttivo.
Il quotidiano osserva che tali valutazioni si fondano generalmente sui costi di generazione delle singole tecnologie. Se si guarda esclusivamente a quanto costa produrre un chilowattora, gli impianti eolici e solari risultano spesso competitivi rispetto alle centrali convenzionali e persino rispetto al nucleare. Ma, sostiene il giornale, questo approccio racconta soltanto una parte della storia.
La questione cambia quando si considera l’intera infrastruttura necessaria a garantire un approvvigionamento continuo. Poiché il vento e il sole non sono disponibili in modo costante, occorrono sistemi di accumulo, reti più estese e capacità produttive di riserva. A sostegno di questa tesi, la Nzz richiama un confronto realizzato dal gestore della rete elettrica francese Rte, secondo cui un sistema che combina energia nucleare e rinnovabili comporterebbe costi inferiori rispetto a uno basato esclusivamente sulle fonti verdi. Per il quotidiano, il dibattito politico tende spesso a enfatizzare il costo delle singole tecnologie senza includere quello dell’intero sistema che deve sostenerle.
LA SCOMMESSA ECONOMICA DELLA DECARBONIZZAZIONE
Un altro punto affrontato dall’analisi riguarda il legame tra politiche climatiche e crescita economica. Da anni, ricorda il giornale, numerosi esponenti politici sostengono che la lotta al cambiamento climatico possa trasformarsi in un motore di prosperità. Anche l’ex cancelliere Olaf Scholz aveva evocato la possibilità di una fase di sviluppo paragonabile a quella che accompagnò la ricostruzione della Germania nel dopoguerra.
La Nzz riporta però le valutazioni di Stefan Kooths, economista dell’Istituto per l’economia mondiale di Kiel (Institut für Weltwirtschaft, IfW), secondo il quale gli investimenti destinati alla neutralità climatica non producono automaticamente nuova ricchezza. Nella sua lettura, si tratta soprattutto di sostituire infrastrutture energetiche esistenti con altre più compatibili con gli obiettivi ambientali.
Il quotidiano richiama inoltre il peso della spesa pubblica nella trasformazione energetica tedesca. Dall’inizio degli anni Duemila, il sostegno a impianti eolici e fotovoltaici ha assorbito risorse per oltre 200 miliardi di euro. A ciò si aggiungono i meccanismi di compensazione previsti quando l’elettricità prodotta non può essere trasportata o immessa nella rete. Secondo la Nzz, queste misure possono certamente sostenere specifici comparti industriali, ma comportano anche un rilevante impegno finanziario a carico dello Stato.
TRANSIZIONE A DISCAPITO DI COMPETITIVITÀ E BENESSERE
La terza convinzione presa in esame riguarda l’idea che una Germania particolarmente ambiziosa sul fronte climatico possa fungere da modello per il resto del mondo. Per il quotidiano svizzero, la questione non dipende tanto dalla velocità con cui Berlino raggiungerà la neutralità climatica, quanto dalla capacità di mantenere competitività e benessere durante il percorso.
L’analisi richiama in questo senso il tema dei prezzi dell’energia, che continuano a collocarsi su livelli elevati rispetto a molti concorrenti internazionali. Le imprese tedesche segnalano da tempo il costo dell’elettricità come uno dei principali fattori di preoccupazione, mentre il settore industriale attraversa una fase di difficoltà che si riflette anche sull’occupazione.
Deindustrializzazione è il fantasma che agita in questi tempi i sonni degli imprenditori tedeschi, mentre non sono poche le aziende che hanno avviato processi di delocalizzazione in regioni dove l’energia costa meno.
IL REBUS DELLA DIPENDENZA ENERGETICA
L’ultimo aspetto affrontato riguarda l’indipendenza energetica. La diffusione delle fonti rinnovabili riduce certamente il fabbisogno di combustibili fossili importati, ma secondo la Nzz non elimina il problema delle dipendenze esterne. L’Agenzia federale delle reti (Bundesnetzagentur) stima infatti che nei prossimi anni sarà necessario realizzare numerose nuove centrali a gas per garantire la stabilità del sistema elettrico nei momenti di scarsa produzione da vento e sole.
A questo si aggiunge la crescente importanza delle materie prime critiche. Componenti fondamentali per turbine eoliche, batterie e pannelli fotovoltaici dipendono in larga misura dalle forniture cinesi. Per il quotidiano svizzero, il risultato è che una dipendenza viene progressivamente sostituita da un’altra.
Da qui l’invito a valutare la transizione energetica non soltanto attraverso la lente degli obiettivi climatici, ma anche considerando le implicazioni economiche, industriali e geopolitiche che accompagnano una trasformazione di tale portata.

