La crescita della domanda elettrica legata all’IA mette alla prova la rete. A breve Arera metterà in consultazione un nuovo modello per gestire le richieste di connessione dei data center
La corsa all’intelligenza artificiale e la digitalizzazione spinta rischiano di mandare in tilt la rete elettrica nazionale. Ma Arera corre ai ripari: entro la fine dell’anno pubblicherà un attesissimo documento di consultazione aperto a tutti gli stakeholder per riscrivere da cima a fondo le regole d’accesso alle connessioni dei data center. L’anticipazione arriva da Livio De Santoli, componente del Collegio di Arera, durante il Data Center Symposium di Roma, promosso dall’Italian Data Center Association.
COSA CAMBIA PER LE CONNESSIONI DEI DATA CENTER
Entro due mesi Arera metterà in consultazione un documento sulle connessioni dei data center. Una mossa che mira a rimuovere è l’ostacolo più alto che rischia di rallentare la corsa italiana ai data center, secondo De Santoli: il rischio di saturazione della rete. Infatti, la concentrazione delle richieste di energia da parte dei giganti del digitale sta mettendo a dura prova la tenuta del sistema.
Se il decreto bollette prova a metterci una pezza, per Arera serve un cambio di paradigma radicale sulle autorizzazioni. Secondo De Santoli, bisogna superare il vecchio criterio di priorità d’arrivo per virare verso un principio di accettazione delle domande che subordini la richiesta al possesso delle necessarie autorizzazioni preventive.
BOLLETTE, L’ALLARME DI DE SANTOLI: LA PROPOSTA UE CREA DISTORSIONI
Sul tavolo non c’è solo il tema dell’allaccio alla rete, ma anche quello delle tariffe e dei mercati. De Santoli non ha nascosto perplessità sull’orientamento delle istituzioni comunitarie. “Ieri siamo stati chiamati a dare il parere sulla proposta europea di modifica delle regole sul mercato elettrico e c’è qualcosa che non funziona”, ha affermato.
Il rischio, secondo il commissario di Arera, è che l’omologazione europea calpesti le specificità e la regionalità dei mercati energetici dei singoli Stati. Per questa ragione, De Santoli ha bocciato corsie o “tariffe speciali” riservate esclusivamente ai data center, sostenendo che la priorità deve essere limare le distorsioni del mercato. La ricetta di Bruxelles, invece, rischierebbe solo di “introdurre una variabile in più sulla costituzione dei prezzi”.
IL REBUS DEI CONSUMI E LA SFIDA DELL’ACQUA
A complicare il quadro c’è la risorsa idrica, elemento cruciale per il raffreddamento dei data center. L’acqua è uno dei problemi fondamentali per energia e data center, ha avvertito De Santoli, chiedendo che la gestione idrica entri a pieno titolo nel perimetro regolatorio, anche per evitare sbalzi e impatti imprevisti sulle bollette.
Sullo sfondo restano i dubbi sulla sostenibilità dei target energetici a medio termine. Le stime indicano un salto della domanda elettrica dagli attuali 310 TWh a 360 TWh entro il 2030, fino a sfiorare i 400 TWh nel 2035. “Non so se i dati al 2030 possano essere raggiunti”, ha chiosato il commissario di Arera, ricordando che la vera chiave di volta sarà la flessibilità della domanda, capace di adattarsi ai nuovi picchi e allo spostamento geografico dei consumi.

