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Italo,treno

Germania, stop dei giudici ai binari riservati ai rivali di Deutsche Bahn: ma Italo tira dritto sul debutto

Il tribunale di Colonia accoglie il ricorso della rete tedesca contro l’obbligo di cedere fino al 40% delle tracce. Il gruppo italiano non arretra: confermato l’investimento da 3,6 miliardi per 26 treni Siemens e l’esordio nel 2028.

Un colpo alle ambizioni tedesche di Italo, che però non intende fare marcia indietro. Il tribunale amministrativo di Colonia ha giudicato illegittimo, in un procedimento d’urgenza, l’obbligo imposto a Deutsche Bahn di riservare ai concorrenti una quota compresa tra il 25 e il 40 per cento della capacità sulle tratte a lunga percorrenza più congestionate.
L’operatore italiano ha preso atto della decisione, ma ha ribadito di voler entrare nel mercato ferroviario tedesco. “Manteniamo fermo il nostro obiettivo”, ha fatto sapere il gruppo, come riportato dal sito del notiziario della tv pubblica Ard.

LA CLAUSOLA E IL RICORSO

Il provvedimento, adottato in via definitiva il 17 luglio dall’Agenzia federale per le reti (la Bundesnetzagentur) dopo una decisione preliminare di fine giugno, prevedeva che DB InfraGO, la società che gestisce l’infrastruttura del gruppo ferroviario tedesco, mettesse a disposizione degli altri operatori una parte delle tracce sulle linee più trafficate. Deutsche Bahn lo aveva impugnato davanti ai giudici di Colonia, sostenendo che una simile riserva avrebbe moltiplicato i conflitti per l’uso di determinate tracce in specifiche fasce orarie.

Con la sentenza, il gruppo potrà mantenere l’attuale utilizzo delle tracce senza ridurre i propri servizi a vantaggio dei rivali. Lo stop pesa non solo su Italo, ma anche su altri concorrenti, a cominciare da FlixTrain.

IL RUOLO DI ITALO

Tutto era cominciato proprio da un’iniziativa dell’azienda italiana, che si era rivolta alla Bundesnetzagentur per chiedere condizioni più favorevoli all’accesso di nuovi operatori. Per un mercato in cui Deutsche Bahn resta di gran lunga l’attore dominante, l’arrivo di un concorrente con l’esperienza dell’alta velocità italiana era stato letto da molti come un banco di prova per l’apertura effettiva della rete.

Sul fronte industriale, il gruppo ha già fatto un passo concreto. Il 20 luglio, pochi giorni dopo la decisione dell’agenzia, Italo Holding ha firmato a Monaco di Baviera con Siemens Mobility il contratto per l’acquisto di 26 treni ad alta velocità Velaro Multi System, con opzione per altri 14: convogli da 320 chilometri orari, a otto carrozze e circa 450 posti, che usciranno dallo stabilimento di Krefeld e saranno mantenuti per trent’anni nel deposito di Dortmund.

L’OPERATORE ITALIANO CONFERMA I PIANI

La sentenza di Colonia creerà qualche problema all’azienda italiana ma – come ha confermato la dirigenza – non la farà arretrare dal proposito di entrare nel mercato tedesco. L’investimento complessivo è di 3,6 miliardi di euro e comprende, oltre ai treni, il contratto trentennale di assistenza, la formazione del personale e ulteriori interventi. Secondo l’azienda, questi impegni potrebbero generare circa 7.500 posti di lavoro, in prevalenza nella Renania Settentrionale-Vestfalia. L’esordio è fissato per la metà del 2028 sui due corridoi Monaco-Colonia-Dortmund e Monaco-Berlino-Amburgo, tra le direttrici ritenute più redditizie del Paese, per un totale di 18 città su una rete di circa 1.300 chilometri.

Il piano, così come reso noto in estate, prevede fino a 56 collegamenti giornalieri, con corse orarie tra Monaco, Colonia e Dortmund e frequenze di due ore verso Berlino e Amburgo: una rete che andrebbe a intercettare le principali direttrici Ice gestite da Deutsche Bahn.
Il ceo di Italo, Gianbattista La Rocca, ha presentato il progetto anche come “un’occasione per abbattere le tariffe ferroviarie” in Germania, ricordando che l’ingresso della società nel mercato italiano ha contribuito a “ridurre i prezzi dei biglietti di circa il 40 per cento” e indicando un effetto analogo come possibile anche sul mercato tedesco.

Per ora, stando quindi alle dichiarazioni del gruppo, la tabella di marcia non cambia: la sentenza di Colonia riguarda le condizioni di accesso alla rete, ma treni ordinati, calendario e obiettivo restano quelli annunciati.

LE MOTIVAZIONI DEI GIUDICI

Nel merito, il tribunale ha osservato che né il diritto tedesco né quello europeo prevedono una clausola a tutela della concorrenza sulle tratte a lunga percorrenza. Secondo i giudici la misura, oltre a non essere adeguata allo scopo, risulta troppo limitata per stimolare davvero gli investimenti. “Nessuna decisione di investimento sarà presa in funzione della presenza della clausola”, si legge nella decisione.

Soddisfatto un portavoce di DB InfraGO, che ha spiegato come l’obiettivo del ricorso fosse “ottenere fin dall’inizio certezza giuridica e condizioni di assegnazione eque per tutti”, tenuto conto della forte scarsità di capacità sulla rete ferroviaria tedesca, da tempo sotto pressione per l’aumento del traffico e per i lavori di ammodernamento.

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