Il piano del ministro Pichetto Fratin: rinnovo agli operatori italiani in cambio di energia e contratti a due vie. Corsa contro il tempo per la legge di bilancio: avvio fissato al primo gennaio, ma pesa il nodo Ue sulla flessibilità.
Il governo accelera sulla gestione delle grandi derivazioni idroelettriche e mette sul tavolo un meccanismo straordinario battezzato “hydro-release”, pensato per consentire il rinnovo delle concessioni agli operatori nazionali in cambio della cessione di quote di energia a prezzi calmierati e di investimenti diretti sul potenziamento degli impianti. A dare l’annuncio a Roma è stato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto durante il convegno intitolato “Idroelettrico, risorsa strategica per l’Italia“, promosso dall’organizzazione ReteEnergia. La linea tracciata dall’esecutivo punta a blindare il patrimonio idrico ed energetico del Paese inserendo una specifica misura economica nella prossima legge di bilancio, con una tabella di marcia stringente che prevede la partenza formale delle procedure fin dal primo gennaio.
LA NASCITA DELL’HYDRO-RELEASE TRA RICEZIONE DI ENERGIA E SOSTEGNI AGLI INVESTIMENTI
Nel corso del suo intervento al forum capitolino, il titolare del Mase ha illustrato l’incarico affidato alla struttura tecnica del ministero: “Ho chiesto agli uffici di studiare una forma di hydro-release, se ci sono le condizioni. Meccanismi che consentano i rinnovi delle concessioni idroelettriche in cambio della cessione di energia, con la possibilità di aiuti pubblici anche sugli investimenti”. Lo schema ricalca una logica di reciprocità tra lo Stato e i concessionari, in cui la continuità gestionale degli impianti viene subordinata a un contributo concreto alla sicurezza energetica nazionale e alla stabilità delle forniture.
LA CORSA CONTRO IL TEMPO VERSO LA LEGGE DI BILANCIO E L’AVVIO A GENNAIO
A scandire l’iniziativa ministeriale è una tempistica estremamente serrata. Come ha sottolineato lo stesso Pichetto Fratin, l’opportunità normativa impone una chiusura del dossier a stretto giro: “I tempi sono stretti. Dobbiamo costruire un’ipotesi nel giro di un mese. Siamo all’ultima legge di bilancio, una misura economica deve andare lì. La procedura deve partire dal primo gennaio. Abbiamo fretta di idee”. L’obiettivo è dunque quello di approfittare della sessione di bilancio per cristallizzare il quadro finanziario e regolatorio della riforma prima dell’inizio del nuovo anno.
IL VAGLIO DELLE REGOLE EUROPEE E IL CAPITOLO DEI FONDI DI FLESSIBILITÀ
L’articolazione del piano dovrà tuttavia superare la verifica di compatibilità comunitaria. A margine dell’evento organizzato da ReteEnergia, affrontando il tema di un eventuale utilizzo delle risorse della flessibilità per il comparto, il ministro ha chiarito lo stato dei colloqui con Bruxelles: “Dobbiamo valutare la compatibilità con la normativa europea, è aperto un confronto sul concetto di flessibilità, in questo momento è un po’ presto. Una delle valutazioni riguarda anche i bacini”. Il dialogo riguarda la salvaguardia degli equilibri di mercato e la tenuta idrogeologica degli invasi, in un quadro di consultazione ancora preliminare.
IL LEGAME STRATEGICO CON IL DECRETO ENERGY RELEASE 2.0 PER GLI ENERGIVORI
L’impostazione delineata per l’idroelettrico si affianca al percorso già tracciato con il decreto Energy Release, aggiornato nella versione 2.0 a valle del via libera formale concesso dalla Commissione europea. Quel dispositivo poggia sull’anticipazione di contingenti di energia a tariffe competitive a vantaggio dei comparti produttivi a forte consumo, a fronte dell’impegno vincolante da parte delle aziende beneficiarie a realizzare e finanziare nuova capacità di generazione alimentata esclusivamente da fonti rinnovabili, generando una sinergia operativa tra sostegno industriale e transizione ecologica.
I CONTRATTI PER DIFFERENZA A DUE VIE PER STABILIZZARE LISTINI E RICAVI
Tra i cardini della nuova disciplina delle derivazioni idroelettriche in fase di riassegnazione o proroga, il ministero guidato da Pichetto Fratin sta vagliando l’adozione dei contratti per differenza a due vie (CfD). Questo strumento contrattuale persegue la duplice finalità di ancorare i ricavi dei produttori elettrici a livelli sostenibili e prevedibili, tutelando contemporaneamente gli utenti finali dalle oscillazioni repentine delle quotazioni all’ingrosso dell’energia.

