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Bollette, diesel e nucleare: ecco le prossime mosse. Parla Pichetto (Mase)

Il ministro del Mase Gilberto Pichetto Fratin spiega i piani del Governo su diesel, bollette e nucleare durante i City Talks Napoli di Spin Factor

Niente “price cap di Stato” sul diesel, ma possibili nuove misure per abbassare i prezzi se il Governo troverà i fondi. Intanto, l’Esecutivo lavora a misure per aumentare la produzione da rinnovabili, un nuovo decreto per l’adeguamento tecnico del dl bollette e ai decreti attuativi della legge delega sul nucleare, atti che conterranno anche il tanto atteso deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, La soluzione, però, potrebbe arrivare dalla Finlandia. Nel corso dei City Talks Napoli “Le Sfide”, organizzato da Spin Factor, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin ha spiegato l’agenda energetica del Governo.

DIESEL, NIENTE PRICE CAP NAZIONALE MA POSSIBILI NUOVE MISURE

Sulle speculazioni ai distributori la linea del Ministero dell’Ambiente è chiara: dimenticarsi i tetti nazionali. Al tempo stesso, però, a margine dell’evento Pichetto ha sottolineato che il Governo interverrà con nuove misure per contenere il caro carburanti.

“Il tema principale resta la nostra profonda dipendenza dagli idrocarburi: la produzione nazionale copre appena il 9-10%, il resto è legato a doppio filo alle importazioni e ai prezzi internazionali”, ha chiarito Pichetto Fratin.

Il ministro ha spiegato che con il barile che oscilla oltre i 100 dollari e la crisi nello Stretto di Hormuz a fare da convitato di pietra, gli interventi del Governo rischiano di rivelarsi armi spuntate.

ITALIA PIU’ FRAGILE IN UE A CAUSA DI BASSA PRODUZIONE

Il ministro ha sottolineato che l’Italia parte da una base solida sul fronte degli stoccaggi di gas (giunti al 90%). Tuttavia, il nostro Paese sconta la frenesia degli altri partner europei, impegnati in una corsa all’approvvigionamento che spinge verso l’alto i listini per tutti. Un provincialismo valutativo che l’Italia non può permettersi, ammette il Ministro.

Pichetto ha posto l’accento sul fatto che sebbene possa contare su 10 raffinerie attive, l’assenza di una rete di garanzia energetica autonoma colloca il Paese — ed il Continente intero — in una posizione di estrema debolezza strutturale. Una crisi che rischia di colpire l’Italia con maggiore forza rispetto agli altri membri Ue a causa della scarsa produzione energetica nazionale. Per invertire il trend, il Governo sta lavorando a soluzioni ad ampio raggio per sostenere l’universalità dei produttori energetici e degli operatori economici, spingendo al massimo sull’acceleratore delle rinnovabili per scaricare i benefici direttamente sui prezzi finali.

DL BOLLETTE BIS ED ETS

Dopo sei mesi di trattative estenuanti sul primo provvedimento, la partita sulle bollette si riapre immediatamente con un nuovo intervento correttivo. Il ministro Pichetto ha rivelato che è in arriva un nuovo decreto per garantire l’adeguamento tecnico della normativa. Il ministro ha spiegato che l’obiettivo fondamentale è disinnescare la stortura della formazione del prezzo elettrico in Italia, ancora troppo ancorato al termoelettrico e appesantito dal sistema dei crediti di carbonio (ETS).

Pichetto ha chiarito che sui bilanci delle famiglie e delle imprese italiane il peso complessivo degli ETS incide per circa 7,5 miliardi di euro. Se i prezzi si confermano sui livelli attuali, le nuove misure dovrebbero assicurare un risparmio in bolletta finale stimato intorno al 10%.

IL DEPOSITO NUCLEARE AL CENTRO DELL’AGENDA

Trasparenza e tempi certi. Sono i due pilastri su cui Pichetto intende poggiare i decreti attuativi sul nucleare, che integreranno ufficialmente la complessa partita del Deposito Nazionale, ha spiegato Pichetto. In attesa dei pareri delle commissioni parlamentari, il Ministro ha voluto ridimensionare gli allarmismi sulla pericolosità dei residui ad alta attività: si tratta di appena 25 blocchi pietrificati, mentre l’accordo siglato con la Francia stabilisce che il rientro delle scorie italiane non avverrà prima del 2039.

La vera emergenza, secondo il ministro, risiede invece nei rifiuti a bassa e media intensità, generati quotidianamente dalle attività civili e mediche e per i quali il Paese resta tuttora privo di uno stoccaggio definitivo. Sul fronte europeo si apre però una pista inedita. Il ministro ha affermato che ha incontrato il ministro dell’Energia finlandese per valutare l’ipotesi di realizzare un secondo deposito internazionale proprio in Finlandia.

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