Un piano per il 2026 e il 2027 punta a rafforzare le rinnovabili. Chi c’era e cosa si è detto nel corso dei City Talks Napoli “Le Sfide” organizzati da Spin Factor
Energia, caro carburanti, inflazione e costi delle costruzioni. Sono le principali sfide che attendono l’Italia, intrecciando geopolitica, competitività e potere d’acquisto. Dal piano del GSE che mette in campo 2 miliardi di euro all’anno per il 2026 e il 2027 con l’Energy Release, ai risultati del FerX sulle rinnovabili, passando per gli interventi fiscali rivendicati dal Governo e i rischi per l’edilizia, il confronto dei City Talks Napoli “Le Sfide”, organizzato da Spin Factor presso la sede di ACEN Associazione Costruttori Edili della Provincia di Napoli, ha messo al centro le scelte necessarie per affrontare la nuova emergenza energetica.
QUANTI FONDI EROGHERA’ L’ENERGY RELEASE NEL 2026 E 2027
L’amministratore delegato del GSE Vinicio Mosè Vigilante ha rimarcato che la transizione ecologica rimanga l’unica strada percorribile per abbattere strutturalmente i costi dell’energia. In quest’ottica, Vigilante ha anticipato che quest’anno e nel 2027 l’Energy Release avrà una dotazione annua di 2 miliardi di euro. “Un vero e proprio patto con il sistema produttivo: le risorse assegnate dovranno essere obbligatoriamente reinvestite dalle aziende in nuova capacità di generazione da fonti rinnovabili”, ha sottolineato Vigilante.
Un altro alleato importante della transizione è il FerX. L’ad del GSE ha specificato che l’anno scorso il meccanismo FerX transitorio in una procedura ha assegnato più di quanto fatto con le precedenti 16, quasi 10.000 MW, ad un prezzo straordinaria: 56 euro megawattora. Un duplice successo: un disaccoppiamento che non si traduce solo in un prezzo equo, ma determina anche un impatto sulle bollette.
IL CARO DIESEL TRAINA L’INFLAZIONE
Il sottosegretario di Stato al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Claudio Durigon, ha collegato direttamente le tensioni del prezzo del diesel alle fiammate inflazionistiche. Per contenere l’impatto sul potere d’acquisto, il Governo rivendica il taglio del cuneo fiscale da 10 miliardi di euro come misura strutturale, affiancato dai lavori in corso sulle riduzioni delle aliquote Irpef.
Un margine di flessibilità contabile soffocato però, secondo il sottosegretario, dai «vincoli imbarazzanti» posti dalle regole di bilancio europee di fronte all’imprevedibilità del caro petrolio.
LA TRANSIZIONE FA SCENDERE LE BOLLETTE
Michele Vitiello, Segretario Generale del WEC Italia, ha sottolineato che la decisione dell’Ue di interrompere l’approvvigionamento di gas russo è stata giusta, ma ha fatto venire meno una delle nostre principali fonti di energia. La guerra con l’Iran e i danni alle raffinerie hanno aggravato la situazione. La chiave per il futuro energetico italiano, secondo Vitiello, è fondamentale lavorare sulle reti per gli obiettivi rinnovabili, reti smart e un mix energetico plurale.
Tuttavia, la transizione non assicura automaticamente l’indipendenza energetica. Andrea Porchera, Responsabile Relazioni istituzionali di Renexia ha sottolineato che il rischio è passare da una dipendenza all’altra poiché la Cina fa la parte del leone su componenti e tecnologie. Inoltre, l’eolico offshore galleggiante è rimasto al palo.
L’IMPATTO SULL’EDILIZIA
Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e Presidente di Anci “Sicuramente ci saranno ricadute sul fronte dei materiali per le tensioni geopolitiche internazionali e il caro carburanti, oltre che per le manifestazioni di questi giorni.

